Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

RAI – Il disastro nel disastro (8). Su “Italia” di Michele Santoro e sulle trasmissioni di approfondimento politico del Servizio Pubblico. Sullo “scoop” della Gruber, la Oprah Winfrey del giornalismo italiano?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

santorodi Rina Brundu. Si legge che il 5 ottobre tornerà su Rai2 Michele Santoro con un programma di approfondimento politico chiamato ITALIA. Francamente sono ormai settimane – precisamente dai giorni disastrosi del terremoto – che mi sono imposta di non guardare più i canali RAI, per qualsiasi tipologia di trasmissione, e dunque perché dovrei fare marcia indietro per Santoro?

Naturalmente Santoro lo conosciamo, e non è certamente il conduttore di cui non ricordo neppure più il nome che hanno scelto per quel nuovo programma addomesticato di RAI 3, che, nelle intenzioni della dirigenza, avrebbe dovuto sostituire il Ballarò del Massimo Giannini decisissimo a pensare di suo, eppurtuttavia il dubbio resta. È mia opinione infatti che il renzismo, con la sua determinazione a costruire i palinsesti a propria immagine e somiglianza, nonché a deciderne i contenuti secondo il Renzie-pensiero, abbia arrecato un danno incalcolabile a questa azienda, un danno da cui  potrebbe non risollevarsi più e comunque mai più uguale al passato.

La mia speranza – che non ho mai nascosto – è che un eventuale governo pentastellato possa farsi carico di questo problemi. Un futuro Presidente della Rai che tanti vedrebbero molto bene in quel ruolo, è senz’altro Carlo Freccero, al quale dovrebbe essere pure assegnato il compito di chiudere, ristrutturare, riconvertire, e anche quello più arduo di licenziare, a cominciare dagli attuali vertici naturalmente. E poi ricostruire pensando ad una Rai staccata dalla politica e focalizzata sulla formazione di un’Italia migliore.

Immagino che questo mio sogno mediatico resterà tale per molto altro tempo ancora ma never say never again. Di sicuro – e non importa il nome conosciuto di Michele Santoro – per farmi approdare sugli schermi di Rai 2 il 5 ottobre servirà qualcosa di molto interessante e che in nessuna maniera abbia a che vedere con l’usata narrazione encomiastica delle epiche gesta dell’attuale Premier, anche perché in quel caso il Guinness dei Primati registrerà certamente un nuovo record di cambio canale. Mentre il trasferimento dagli schermi RAI sarà definitivo.

Vuoi o non vuoi i programmi di approfondimento politico di quest’era digitale italica sono sicuramente quelli del canale La7 di Urbano Cairo. Nel suo ruolo di raro “editore puro” italico, Cairo ha certamente svolto un compito diamentralmente opposto a quello dell’editore pubblico Renzi e i risultati si vedono. Non appena Cairo inizierà ad usare questa metodologia di management anche in Via Solferino non potrà che avantaggiarsene anche un’altra nota pedina informazionale che in passato è stata molto importante per il giornalismo italiano.

Per intanto – e la dimostrazione plastica di questo status-quo è stato lo “scoop” dell’arrivo, ieri sera, negli studi di Otto e mezzo, di quel Matteo Renzi disperato, tutto teso a raccattare anche l’ultimo consenso alla sua ridicola riforma costituzionale – è indubbio che la regina, l’Oprah Winfrey dell’informazione politica italica sia quella Lilli Gruber ex-conduttrice di trequarti dei telegiornali RAI. Forse, anche ad ulteriore dimostrazione che se sei bravo lasciare la RAI conviene: ne guadagni soprattutto in dignità e in credibilità che, nel giornalismo così come in tanti altri mestieri e situazioni della vita, è davvero tutto!

PS: Detto questo, l’invito di oggi alla Lorenzin sessista la Gruber se lo sarebbe potuto risparmiare: di certo avrà un telespettatore in meno!

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: