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Quello che il renzismo non dice (270) – Sull’epocale (si fa per dire) scontro Travaglio – Renzi. Travaglio parte lento vittima dell’arte retorica renzista ma poi straccia il Premier sul bicameralismo cazzaro e sul Caso Muraro.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Rina Brundu

coral-reef-header-2046-1024x300di Rina Brundu. Sarà lapalissiano ma confesso che sto scrivendo questo post per sapere cosa si sarebbe detto in questa rubrica dell’epocale (si fa per dire) scontro Marco Travaglio – Matteo Renzi nell’odierna puntata di “Otto e mezzo” (La7) di Lilli Gruber. Premetto che erano ormai due anni che non ascoltavo più i comizi di Renzi, anzi, che non riuscivo a seguirlo sullo schermo per più di tre secondi netti: da un lato guardarlo nelle ospitate della RAI che si è messo sotto la personale supervisione, sarebbe stato come darsi un calcio sui maroni (avendoli) , dall’altro... ci sono i trenta mesi di inciuci che ha prodotto il suo Esecutivo made in Boschi-Alfano-Verdini da considerare e anche qui meglio non autoflagellarsi, potendo.

Ma oggi non mi sono persa un secondo del titanico scontro e dunque neppure un attimo dell’usata arte retorica renzista della reductio ad absurdum all’incontrario. In cosa consiste questa strategia dialettica? Semplice, tu elevi i pregi di un argomento che ti è caro alla massima potenza e poi li azzeri in virtù della necessità di dover reclamare ulteriore “virtute”. Eccone un esempio proprio dall’odierno Renzi-pensiero: “Le nostre riforme hanno indiscutibilmente prodotto una crescita da +3, ma io mi chiedo: basta questo? Io dico di no! Io sono onesto intellettualmente”. One way or the other, come si dice qui, Renzi si assicura di non perdere dialetticamente, mentre il tratto che lui vanta “indiscutibile” nelle sue riforme, nella realtà é solo un parto immaginario frutto di uno wishful thinking sollecitato dall’eterna Sindrome Wille-Zur Macht distopica che lo affligge e di cui ho già scritto in altra occasione.

Subcategorie – che sono pure mattoni costituenti questa subdola arte retorica, creata per una tipologia di management stile yuppies e che usava negli anni 80 -, sono anche espressioni quali: “Rispetto la decisione della sindaca di Roma ma sono amareggiato dal fatto che la città resti senza Olimpidi…. Se ci limitiamo sempre e solo a pensare che qualcuno possa rubare non si farà mai niente…. Io ho fatto l’Expo ed è stato un successo (nda anche qui ecco un effetto brillante della Sindrome WZM di cui sopra)…. Io faccio il tifo per l’Italia (nda come a dire che invece noi siamo fessi e tifiamo per lo Zambia)…. Ieri hanno perso tutti gli sportivi italiani e hanno versato lacrime amare tanti sindaci d’Italia, di variegata estrazione politica”.

Scagli la prima pietra colui o colei che davanti ad una simile esondazione dialettica senza contenimento, oltre che senza senso, non se ne sentirebbe travolto? Probabilmente tutti ne saremmo travolti. Vero è però che da Travaglio ci saremmo aspettati un partire più lesto, un saper schivare questi colpi, in fondo prevedibili e ingenui, in maniera più maestra. Invece il direttore de IL FATTO si è limitato a ricordare che il successo dell’Expo era tutto da discutersi (due miliardi il suo costo contro i duecento milioni incassati!), e che il Dossier Oxford parla delle Olimpiadi come di un gioco-a-perdere a prescindere, non importa chi le organizzi.

Il problema di Marco Travaglio era che appariva fortemente agitato, a disagio, quasi preoccupato e non guardava mai Renzi in faccia, al punto che più volte la Gruber lo ha richiamato all’ordine: “Travaglio rivolgiti pure al Presidente del Consiglio dato che lo abbiamo qui”. Ma quello continuava ad ignorarlo fino a che lo stesso Renzi ha dovuto convenire di non essere il “prediletto” del giornalista. Anche il secondo round del dibattito si è risolto dunque in una smargiassata renzista tesa a raccogliere adepti tra le menti più fragili. Il Premier infatti ha ricordato che da quando c’é lui tutto va bene, diminuirà l’IRES, l’IRI per le piccole imprese, ci saranno altri 80 euro per poliziotti, carabinieri, nessuna tassa sulla prima casa, nonché un super ammortamento fiscale per chi investirà e creerà lavoro. “L’IRPEF diminuirà nel 2018 come già promesso da Padoan, persona più saggia di me….. insomma, fino ad ora abbiamo fatto un PERCORSO FANTASTICO!” ha concluso serafico.

Naturalmente l’ultima osservazione avrebbe strappato un sorriso persino ad uno sdentato senza gengive, e Travaglio ha pure lui riso a denti larghi, ma limitandosi a ricordare al suo avversario che 30 miliardi spesi da questo governo in questi due anni per ottenere una crescita zero non sono proprio un successo, così come non lo sono gli 83 milioni di voucher o il “doping” nel mondo del lavoro procurato dal Jobs Act. Ma ancora il giornalista titubava… a momenti mi ricordava la coy mistress (amante ritrosa) di Marvel, anche nel suo parere determinatissimo a non guardare Renzi in viso.

La grande svolta si è avuta più o meno quando il Presidente del Consiglio, incautamente, ha detto che tutto ciò che era diminuito nell’ultimo anno non erano i posti di lavoro ma il numero di copie vendute da IL FATTO QUOTIDIANO. “Queste sono le sue informazioni” ha risposto Travaglio “e comunque il nostro giornale è pagato dai suoi lettori, pensiamo piuttosto a ciò che state facendo voi (i.e. con i soldi di tutti)”. Di nuovo egli rifiutava di guardare il suo interlocutore: “Mi decocentro se lo faccio” ha spiegato il giornalista alla Gruber.

Ecco quindi sul tavolo l’atteso argomento Referendum per la riforma della carta costituzionale. “Lo ammetto” dice Renzi “non dovevo personalizzare… Ma l’ho fatto perché sono abituato a prendermi le responsabilità. In realtà resto convinto della bontà di questa riforma. Ecco.. (tira fuori un foglio e lo mostra al pubblico)… questo è il quesito che verrà posto ai cittadini per il Referendum… è proprio il vero quesito: ditemi voi, chi non lo sottoscriverebbe?”.

La riforma costituzionale non fa le cose che dice quel “titolo”!” ribatte a quel punto Travaglio improvvisamente come rinato e punto sul vivo. “La vostra è una furbata! Il vero quesito che avreste dovuto porre è: Volete una riforma che vi impedirà di eleggere i senatori? Vorrei vedere allora cosa vi risponderebbero i cittadini…. State trasformando i sindaci in senatori… Ma lo sai Lilli che ci sono 109 inquisiti nei consigli regionali e questi qui vogliono trasformarli in amministratori assenteisti da un lato e in senatori dotati di immunità dall’altro??!! Senza dimenticare che il Senato continuerebbe ad esistere in forma di senatino, il ping pong con la Camera continuerebbe: questa, oltre a non essere scritta in italiano, non è una riforma, è nulla più di una boiata che produrrà un bicameralismo cazzaro!”.

L’affondo ha un suo effetto distruttivo e per la prima volta Matteo Renzi comincia a sedere scomposto sulla sedia, probabilmente memore della calda atmosfera nel salotto vespiano desidererebbe trovarsi colà. Tenta allora di obiettare che con la nuova legge cadrebbero quei rimborsi ai partiti che in passato avevano permesso ai leghisti di comprarsi le mutande verdi: “Certo, ora quegli stessi personaggi li state facendo senatori!” rincara la dose il giornalista che ha ormai il coltello dalla parte del manico. Ma il Premier non demorde e fa il secondo errore gravissimo: dice che di quei rimborsi ne trarrebbe giovamento anche Grillo e nella successiva eseternazione logorroica cita a sproposito il caso Muraro…

Mai l’avesse fatto!Io ho chiesto le dimissioni della Muraro!” sbraita Travaglio, “perché anche voi non chiedete le dimissioni di tutti coloro che hanno mentito, INCLUSO LEI!”. Da quel momento in poi è tutto un parapiglia, con un Renzi agitato come non lo si era mai visto prima, che tenta di parare tutto il parabile e accusa Travaglio di negligenza linguistica (per usare un eufemismo), la Gruber che tenta di riportare ordine senza riuscirci e un Travaglio che, ormai liberato, pare un altro. Ora riesce a guardarlo finalmente in faccia il suo avversario!

Presidente, si dimetterà se perde il Referendum?” gli domanda finalmente la Gruber. “Noi rispetteremo il parere degli italiani sul Referendum qualunque sia il risultato…  la data l’avremo entro l’anno… ma questa legge porterà 500 milioni di risparmi. Se il Parlamento lo vorrà siamo disposti anche a modificare l’Italicum… Travaglio la matematica non è una opinione… La Lorenzin? Certo, la comunicazione in quella sua ultima campagna non è stata delle migliori, ma perché dovrebbe dimettersi?”.

Presidente” ripete la conduttrice “ma si dimetterà se perde il Referendum?”. “A questa domanda non rispondo” chiude allora Matteo Renzi.

Come a dire che, esaurita l’usata cantilena logorroica, la retorica scontata, riguadagnato il solito status di “inguardabile” che “non buca”, tutto ciò che è rimasto è stato l’usuale piccolo uomo che immaginavamo… il fonzarelli che non sa dire “mi sono sbbbbbb… agliato”, che non ha le palle per lasciare un seggio politico di convenienza guadagnato solamente con lo sgambetto fatto ad un collega di partito e con la complicità di un Presidente della Repubblica compiacente.

Tuttavia, la sua chiusura nel ruolo di amante ritroso di quell’Italia di cui ha pure continuato a ripetersi grande estimatore, un ruolo strappato all’ultimo momento a Travaglio grazie ad un incredibile autogol, ha lasciato indubbiamente un segno in chi lo guardava e non uno dei migliori… pardon, un altro segno non dei migliori.

O di quando si dice l’arte di far Politica! Quella da dimenticare, s’intende!


E PER I NOSTALGICI DELLE GRANDI (??) TENZONI POLITICO-GIORNALISTICHE CLICCA SULL’IMMAGINE SOTTOSTANTE PER RILEGGERE IL POST DELL’11 GENNAIO 2013 SULLO SCONTRO TRAVAGLIO-BERLUSCONI DA SANTORO.

ENJOY! (ANCHE QUI, SI FA PER DIRE).

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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9 Comments on Quello che il renzismo non dice (270) – Sull’epocale (si fa per dire) scontro Travaglio – Renzi. Travaglio parte lento vittima dell’arte retorica renzista ma poi straccia il Premier sul bicameralismo cazzaro e sul Caso Muraro.

  1. La tua analisi del dibattito è prevalentemente psicologica ma non incide sulla verità dei fatti. Ora uno può ritenere sufficienti o insufficienti risultati dell’azione del governo Renzi, ma è indubbio che qualcosa si sta muovendo nel verso giusto. E’ questa, secondo me la difficoltà in cui si è trovato Travaglio e non sapeva che pesci prendere dato che ciò non si può negare. Il bilancio Renzi per ora è positivo, seppure leggermente e ancora insufficiente, riconosciuto dallo stesso Renzi.. In quanto ai senatori non eletti personalmente sin dalle prime critiche sulla stampa mi sono irritato. Va benissimo così, non solo perché non pagati e non faranno i perditempo come adesso, ma perché è un punto di incontro sulle situazioni locali fatti dai responsabili tutti eletti di queste situazioni. Una solida e intelligente soluzione e mi è profondamente irritante sentire parlare di non eletti: sono tutti regolarmente eletti e vinte le loro elezioni hanno voce in capitolo. Certo potrebbe accadere che venga male applicata, il fatto che alcuni esperti la ritengano una legge mal scritta e confusa può essere, ma dato che è stata approvata da una maggioranza non vedo la necessità di modificarla senza prova. La modifica del titolo quinto fu infelice, ma ce la siamo tenuta per troppo tempo, si può ritenere che questa sia migliore e ci si metta meno tempo a rettificare il titolo sulla base di una esperienza. Sinceramente Travaglio, pur abilissimo, non ha né mostrato elementi veri per controbattere le affermazioni di Renzi, salvo l’alzarsi dei tono dei due. Lo stile Renzi può non piacere, ma finora non gli si può dar torto, né vedo un suo possibile successore, ora. Letta e Bersani potrebbero andare, ma troppo lenti, Di Maio senza esperienza vera e senza truppe come la povera Raggi a cui auguro di riuscire, ma i primi passi non sembrano avere la dinamica necessaria per Roma:

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    • Ho i brividi per cio’ che hai scritto Andrea… e se la retorica e’ cosi tanto utilizzata dai politicanti vi e’ una ragione : tu ne sei un esempio.

      Il piazzista ti ha venduto lo stupro della Costituzione, ti ha venduto gli inciuci con Verdini, ti ha venduto lo sfascio di ogni valida piattaforma sociale, ti ha venduto chiacchiere incravattate…. e tu… mentre il dito puntava a quello sfascio continuavi a guardare quella cravatta.

      Una vergogna anche il modo in cui hanno formulato quel quesito…

      L’unica nostra speranza sono gli italiani e io resto convinta che a novembre lo sputtenarenno per quel che e’: un ometto scaltro ma non bravo, neppure un poco.

      Ieri lo abbiamo visto.

      Ciao

      PS Pero’ grazie per l’analisi psicologica, se non altro significa che abbiamo colto il senso oltre la logorroica retorica appunto…
      PS2 Se l’e’ letteralmente fatta sotto davanti alle ragionate critiche di Travaglio sulla riforma e il castello di carte e’ venuto giu’ quando ha praticamente ammesso che perdera’ il Referendum. A poker non avrebbe avuto una solo chance.

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      • E’ un punto di vista, il tuo, e capisco la tua indignazione. Ma né io né te abbiamo avuto un solo voto. Lui ha trovato una maggioranza di eletti che hanno accettato le azioni del suo governo, e di questo dobbiamo realisticamente tener conto, Potevano forse fare scelte diverse, ma questo è il risultato della attuale Costituzione. Forse aveva ragione Mussolini, in una frase riportata da Montanelli “Governare gli italiani è peggio che impossibile: è inutile”. Sarebbe necessario agire sugli elettori, generalmente ignoranti, menefreghisti, incoscienti, disinteressati salvo a lamentarsi delle conseguenze. Agiscono per preconcetti e manovre di comunicazione politica atta a mantenere lo statu quo. Purtroppo permettere l’accesso al seggio elettorale solo a “maturi” sarebbe micidiale e disastroso, come dimostra il grande Monti, che pure apprezzo e stimo per la sua azione sulla finanza, probabilmente inevitabile anche se disastrosa. In fondo a tutto ciò, una controprova è il fatto che su questi post antirenzisti siamo praticamente solo noi due. Te a partire, io a presentare un altro punto di vista. Ma sembra che non interessino nessuno, siamo due opinionisti senza tifosi. A me non importa, ma purtroppo lo considero un fatto negativo. Ciao.

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  2. Andrea neppure Renzi ha avuto un solo voto e questo tu lo dimentichi!!

    PS Figurati nessuna indignazione, non con te almeno…. Per indignarsi basta solo collegarsi ora su La7 dove c’é la Lorenzin che mi fa vergognare non più di essere italiana ma organismo vivente raziocinante… Sul resto ti rispondo dopo, con più calma. Perdonami.

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    • Andrea questi post antirenzisti che dici tu sono i post più letti di tutto Rosebud!! E prendono centinaia e a volte migliaia di letture ciascuno.

      Un giorno darò il totale delle pagine lette per tutti gli articoli della rubrica “Quello che il renzismo non dice” perché voglio dimostrare che il sito ha avuto una parte rilevante importante a suo modo nel promuovere un antirenzismo dovuto. E i dati di WordPress sarà molto difficile contraddirli perché é una piattaforma third party e non conta le visite per ideologia politica ma matematicamente.

      Perché credi che io continui questa rubrica? Non solo perché lo ritengo un mio dovere di cittadino italiano indignato ma perché é seguita, moltissimo. I commenti sono pochi, i likes ancora meno.. ma le letture ci sono e questo lo rimarcherò anche quando il renzismo perderà il referendum…. era già nei piani. E ci sarà anche altro nei piani.

      Andrea tu dimentichi che questo signore non è stato votato da alcuno e tu, con tutta la tua generazione, state difendendo l’indifendibile, il debito pubblico che ci avete caricato sulle spalle e che peserà su chi verrà e questa casta – vedi in ultimo solo il caso olimpiadi – non vorrebbe fare altro che aumentarlo!

      L’unica luce è che l’Italia che verrà sembrerebbe essere un’altra, l’Italia dei giovani – Raggi docet! – sembrerebbe avere altro concetto di cosa sia la politica e la responsabilità.

      E dato che vi è ragione di sperare continuerà pure questa rubrica con i suoi tantissimi lettori…

      PS Ti ricordo anche che il sito è stato visitato dalla presidenza del Consiglio, dal ministero degli interni ed esteri e da quasi tutti i ministeri d’Italia come potrei ampiamente dimostrare (ma sarebbe una sorta di reato esporre gli iP e non lo farei mai cosi come non lo farei col tuo)… quindi non trarre conclusioni su ciò che non sai. Sarebbe controproducente….

      PS2 Caso mai volessi fare il blogger ricordati di non confondere mai i post con i tanti commenti con i post piu’ letti. Il post di Rosebud che attualmente ha avuto piu’ letture in un giorno oltre 5000 non ha alcun commento sotto e per quanto ricordi pochissimi likes. Di tutti questi dati come sai ne diamo sempre conto in fine anno e quest’anno ancor di piu’ sarà cosi proprio perche’ il sito cresce.

      PS3 Eh eh eh sono contenta di questa mia passione nel ribattere ai tuoi punti: tutto sommato significa che siamo ancora vivi!!!

      Amici come prima, Ciao.

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      • Rispondo a questo tuo post anche se è passato tempo, ma penso che lo leggerai, bene organizzata come sei. Silenzio dovuto al tempo sempre corto. Si, pensavo che questi post antirenziani fossero poco seguiti perché raramente vedevo commenti, ma un mi piace o no è equivalente. Bene, vuol dire che questa rubrica è felicemente seguita e i like mi dici neppure necessari. Posso capire il tuo antirenzismo, ma almeno mi devi riconoscere che non è vero che Renzi non ha avuto voti: fu presidente di regione ed è arrivato al governo dalla sua elezione a sindaco. Il PD lo ha legittimamente preso per suo segretario e lo ha proposto al Presidente della Repubblica come primo ministro. La Costituzione che non vuoi modificare col NO obbliga il Presidente a seguire questa strada. Il Presidente può proporre qualunque cittadino italiano, persino te. Certo devi poi sceglierti i tuoi ministri e essere accettata dal Parlamento, organo sovrano. Questo è il dettato della democrazia rappresentativa. I 5 stelle propongono una strana democrazia assembleare con selezione semicasuale e a loro piacimento degli elettori. Sono sicuramente in buona fede – ma la complessità della civiltà occidentale non può tollerare una simile soluzione salvo in piccole comunità. Malgrado i suoi difetti che tutti vediamo, la democrazia rappresentativa è l’unica accettabile, salvo a tornare alla selezione degli elettori come nell’Ottocento quando gli elettori si determinavano per censo e (apparente) cultura .Ma ritengo assurdo il ritorno a quella soluzione. In questo momento a Roma abbiamo per giudice e capo insindacabile un comico, che nella sua follia pensa di poter fare il duce italico del XXI esimo secolo. Io so che non è temibile come uomo, ma rischia involontariamente di gettare nel disastro il paese per inesperienza. Per governare non basta la onestà, anche se è importantissima, tanto che oggi il paese è nel marasma molto per la corruzione. E non avrai neppure la consolazione di veder Renzi a casa, perché come Berlusconi è rimasto al suo posto quando perse il referendum, così il Presidente della Repubblica non manderà a casa Renzi senza un improbabile voto di sfiducia dato senza una legge elettorale corretta. Per ora purtroppo le prestazioni della Raggi mostrano comunque improvvisazione – non si è preparata e non dispone di forze nel suo movimento – almeno ora. In sé questo non è importante, se ha buoni assessori per i trasporti, la pulizia, le periferie, può, e mi auguro, avere successo. Le finanze romane disastrate non sono colpa sua, se meccanismi giuridici la obbligano a aumentare i debiti o a conservare alti tassi di interesse non dovrebbero incidere sulla qualità del suo lavoro. Certo che un manager a tutto tondo deve arrivare a trovare il suo contabile. In questo i 5 stelle, capeggiati da un comico non danno affidamento. Il debito pubblico non è stato caricato da una particolare generazione, ma dalla incultura scientifica e razionale della popolazione dei votanti dovuta alle nostre scuole orientate alle attività umanistiche. Io non ho mai votato Berlusconi per la sua insensibilità sul punto del debito, che con lui è sempre aumentato, mentre Prodi era riuscito a abbassarlo.
        Anche a me piace ribattere i tuoi punti. Siamo diversi, ma la visione della diversità ci arricchisce. Ciao. Andrea

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  3. Ciao Andrea,
    da ciò che scrivi vedo che non sei un blogger. Di fatto un blog è solo elettronica resa user-friendly (si dice da noi), il che significa che in un blog non si muove foglia che il blogger non voglia o di cui non sappia… in qualsiasi articolo tu metta il tuo commento io non lo perderò. E quando vuoi sapere quale articolo è più letto controlla nella prima pagina la lista degli articoli più letti, vedrai che quelli di politica sono i più visti, sempre,… non giudicare dai likes che vengono messi da chi ama poesie, racconti e altri post di questo tipo. Credi forse che uno che si occupa di politica perda tempo a mettere likes??? Sono per lo più persone adulte…

    Del tuo commento salvo solo il metodo con cui ti poni che dovrebbe essere di insegnamento a molti in casa altrui e di questo ti ringrazio. Ma mentirei se ti dicessi di essere d’accordo. Te l’ho spiegato tantissime volte: per me il renzismo è un pericolo serio per la nazione non è come altri periodi della nostra storia politica recente. E prima questo signore che ha occupato tutto l’occupabile se ne va prima il nostro futuro sarà assicurato. Oggi ho cambiato canale nel suo secondo intervento su La7… A causa sua ho rinunciato a vedere la Rai di cui pure pago il canone e se necessario eviterò di guardare la7.

    Io rinascerò civilmente solo quando questo signore non sarà più al governo… e se tu pensi che l’antirenzismo sia solo un mio whim… allora proprio non conosci questa nazione e il suo mood. L’80% degli italiani sta aspettando il momento di cacciarlo via per sempre e la prima sonora lezione sarà al referendum. I restanti sono quelli che beneficiano della sua munificienza con i nostri soldi o quelli che vorrebbero che l’Italia continui ad esistere come è esistita fino ad ora diventando lo zimbello del mondo e dell’Europa come hanno sottolineato di recente la stessa Merkel e Hollande in modo vistoso.

    Tutto qui. Caduto il renzismo Rosebud tornerà ad essere un sito normale ma questo non è il momento. Io penso infatti che nella vita ci siano dei momenti in cui noi dobbiamo venire fuori e dire dove stiamo, dire anche NOT IN MY NAME quando necessario. Per me così é così come è mio dovere civile difendere la nostra costituzione da questa ghenga incommentabile.

    Spero di avere chiarito dove stiamo… stiamo al punto di rimpiangere Craxi e Andreotti e credo di avere detto tutto.

    Quanto scritto senza implicazioni personali, s’intende. Buon weekend.

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    • Hai ragione, non sono un blogger. Ho frequentato nel passato un sito filosofico che si è degradato-
      Sono su Facebook, ma vi entro molto raramente e non aggiorno mai la mia posizione. Purtroppo i blogger richiedono tempo, anche quel poco dei miei commenti sul tuo bel sito.
      Non è male non essere d’accordo, in fondo io che sono dall’altra parte della tua arrivo, a rendermi conto che con altre esperienze e altre disposizioni d’animo si arrivano a conclusioni diverse. Certo le osservazioni di Za erano pertinenti, ma nella mia esperienza la realtà attuale ne richiede il superamento. Ora Renzi dice di voler mettere mano all’Italicum, bah queste riforme fatte sotto spinte di tipo elettorali sono pericolose e generalmente peggiorative. Speriamo bene!.

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      • Be’ finalmente siamo d’accordo su una cosa: anche io odio Facebook e non ci vado mai. I post vengono messi su in automatico.. e a parte le faccende di collegamento col sito lo deploro. Non ritengo sia un posto per un autore.
        Ciao

        ps ovvio che Renzie deve rifare l’Italicum. Per due ragioni

        1) Perché era una cagata già da prima
        2) Perché ha capito che non sarà lui il Premier che voteranno gli italiani.. e questo pure mi pare pacifico.

        Sic.

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