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Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ogni interesse della mia ragione (tanto quello speculativo quanto quello pratico) si concentra nelle tre domande seguenti:
Che cosa posso sapere?
Che cosa posso fare?
Che cosa ho diritto di sperare?
(Immanuel Kant)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Quelli che la dialettica in politica è l’arte di far interagire due tesi o principi contrapposti allo scopo di indagare la verità ed eventualmente arrestarla. (Rina Brundu)

computer-on-rocks-and-nature-headerdi Umberto Scopa. Abbiamo bisogno di essere guidati da uomini saggi o da uomini d’azione? Qualcuno dirà che non abbiamo proprio bisogno di essere guidati, perché sappiamo andare fuori strada anche da soli, qualcuno dirà che dovremmo essere guidati da uomini al contempo saggi e d’azione, ma se mai ce ne sono stati ora sono fuori produzione, alcuni diranno che spesso siamo stati guidati da capi che ascrivere al genere umano è molto generoso. Tolte queste marginali posizioni che coinvolgono solo il novantotto per cento della popolazione mondiale, quelli che restano si arrovellano di certo sulla questione urgente che tratterò nelle righe seguenti … dunque ... azione o saggezza?


La saggezza popolare antica ci racconta che la gioventù possiede l’impulso ad agire, l’anzianità piuttosto l’inclinazione alla saggezza, alla moderazione che induce a miti consigli. Sappiamo tutti che non è la giovane o veneranda età a dare in astratto garanzia di buon governo, o certezza di malgoverno. Però è noto a tutti che i malumori popolari spesso prendono di mira il dato anagrafico dei loro governanti. Un tempo la figura guida delle comunità era senza dubbio l’uomo anziano, quello che conosceva il passato, il maestro di vita. La saggezza riposava nell’anzianità, secondo il pensiero generale. Il vecchio saggio prometteva (mentendo) di non ripetere gli errori del passato che ben conosceva e che i giovani non conoscevano. Gli anziani ci spiegavano come dovevamo vivere ed erano ascoltati con rispetto, addirittura erano venerati in molte civiltà. La storia era sospinta in avanti dal passato. Non che questo sistema di trazione posteriore ci abbia risparmiato molti orrori a dire il vero, ma così era. La storia va sempre avanti in una sola direzione, dal passato verso il futuro, altre non sono possibili (Einstein sembra molto convinto di questo e di lui mi fiderei), ma oggi, più che sospinta dal passato sembra risucchiata in avanti dal futuro, come da una forma di trazione anteriore. Oggi non è raro sentire additare come un disvalore il fatto che una formazione di governo sia eccessivamente anziana. Si sente spesso dubitare del fatto che un manipolo di “vegliardi” possa guidarci verso il futuro. Lo abbiamo certamente sentito dire, o detto, addirittura. Oggi la società cambia molto più in fretta che in passato, a velocità vertiginosa, e i vecchi si trovano privati improvvisamente dei loro riferimenti, dei loro linguaggi. Immaginate un anziano che scopre di essere linkato, taggato, bannato e non riesce a comprendere cosa gli sta accadendo. Magari ha attraversato conflitti mondiali, guerre calde e fredde, ha visto in diretta l’approdo sulla luna, l’austerity, rivoluzioni industriali, primavere di Praga e di altre città, edificazioni e crolli di muri, un millenium bug fasullo, mille cure miracolose per il cancro poi improvvisamente sparite il giorno dopo il loro annuncio, epidemie terrificanti paventate e poi mai apparse, il buco nell’ozono che improvvisamente deve essersi richiuso, annunci di imminenti glaciazioni e/o desertificazioni. Dovrebbe avere appreso molte cose sulle dinamiche della società umana e su come difendersi dagli inganni di pochi potenti verso una massa di impotenti, inganni che ritornano sempre e che si rigenerano per generazione spontanea senza soluzione di continuità in ogni epoca. Dovrebbero aver appreso e forse non hanno saputo mettere a frutto quello che hanno appreso. O non hanno voluto, vai a sapere. Non so se abbiano perso sul campo il diritto di avere una voce in capitolo proprio per i magri risultati ottenuti da come hanno esercitato questo diritto nel tempo. L’uomo anziano possiede un patrimonio di memorie ed esperienze che è un tesoro, ma un giorno gli appare davanti un touch screen e può solo guardarlo incredulo come facevano gli uomini primitivi di “2001 odissea nello spazio” di fronte al monolito. Può non comprendere questa apparizione, può non essere in grado di usarla, ma ritengo abbia ben funzionanti gli strumenti mentali per comprendere le sue insidie. Forse lui è l’unico baluardo per arginare queste insidie, smascherarle e denunciarle. Oggi però il suo grido di allarme resterebbe inascoltato e deriso. Chi invece vanta all’anagrafe la nascita nell’era delle tecnologie digitali è stato plasmato da questo presente e da questo futuro ritenuto ineluttabile, certo lo saprà sfruttare alla massima potenza, ma è anche vero che non è in grado di coglierne le insidie, e la nostra attualità sembra dimostrarlo, giorno dopo giorno. Cavalcherà queste tecnologie, le farà crescere, ma nessuno può pretendere che abbia gli anticorpi contro le sue più subdole insidie, se ci sono. Perché è figlio di queste tecnologie che lo hanno adottato, strappandolo alle famiglie, ai genitori, ai nonni e ai loro, meno seducenti, e forse per questo fallimentari, insegnamenti. Ma se mi limitassi a questa ricostruzione la mia analisi sarebbe parziale e forse di parte.

Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che le nuove generazioni pretendono di essere padrone del presente e del loro futuro. In passato la gerontocrazia ha ruggito in modo autoritario e la ribellione giovanile già per questo aveva un suo perché. Poi oltre a questo c’era un progetto di futuro da rifondare secondo un progetto o tanti. Oggi è diverso. Le nuove generazioni stanno maturando la convinzione, giusta o sbagliata che sia, che non c’è nulla da rifondare, le generazioni passate hanno spremuto il mondo come un limone e goduto del suo succo a più non posso, in modo sconsiderato e scellerato, incuranti delle generazioni future. Il futuro deve apparire alle nuove generazioni come un limone ciucciato ereditato dagli antenati. Ora pretendono di non sentirsi dire da questi ipocriti cosa devono fare. I termini del nuovo conflitto generazionale sono questi e sono molto tristi. Perché manca una speranza per il futuro, che si deve accettare così com’è, salvo esautorare chi ne ha approfittato fin’ora privandolo della spudorata pretesa di insegnare i sacrifici che devono fare i posteri per rimettere le cose a posto. Insomma per dirla in modo grossolano “basta menzogne, ci prendiamo quel che resta e accada quel che accada”
E’ oggi opinione diffusa, non solo in Italia, che ci sia bisogno dell’uomo giovane al comando. Non molti anni fa il giovane Renzi si è presentato a guidare come Sindaco una grande e prestigiosa città con un curriculum di preparazione dimostrata tutta nel programma televisivo la “Ruota della fortuna” dove si era fatto onore. Ora, ancora giovane, guida una nazione (che probabilmente lo avrebbe anche votato se solo le avessero permesso di farlo). Prima di lui abbiamo visto ringiovanire il potere. Obama, Blair, Zapatero. La giovanissima Raggi governa Roma. Nessun problema. Peggio di prima – si pensa – non può andare, quindi largo ai giovani. Il fallimento dei vecchi ha insinuato l’idea, non del tutto peregrina, che la saggezza oggi non è sia più prerogativa di nessuna età; è bastato il crollo di questo assunto, per invertire il polo magnetico della storia. Forse il corso del tempo si è invertito. E’ il futuro che in futuro guiderà il passato. Un tempo i giovani non avevano potere sul passato e dovevano studiarlo e seguirne gli insegnamenti o almeno così si pensava dovessero andare le cose. Oggi la memoria è più che mai debole è a rischio. L’informazione digitale, alluvionale, senza soluzione di continuità in tempo reale, ha l’effetto di sommergere quello che è successo due giorni prima. La memoria umana ha limiti di spazio, non utilizza memorie esterne, chiavette usb, hard disk esterni dove salvare le informazioni in esubero; è interamente occupata dall’abnorme quantità di informazioni accessibili che un tempo non erano accessibili. La scomparsa della memoria, delle sue certezze, favorisce la sua riscrittura, in multiformi versioni tra le quali sceglieremo quella che preferiamo senza essere più capaci di distinguere gradi diversi di verità. Il futuro riscriverà radicalmente il passato a suo uso e consumo. Non servono degli anziani che sappiano cavalcare il passato, servono dei giovani che sappiano cavalcare il futuro. Mentre però una volta l’idea era che l’uomo dovesse essere padrone del proprio futuro plasmandolo con la sua esperienza, oggi non è più padrone del suo passato, ed è schiavo di un futuro dai cui binari non intende deviarlo, perché non ritiene di avere la responsabilità di farlo, o di sacrificarsi per farlo. Il nuovo che avanza è una realtà ineluttabile da accogliere e adattarsi ad essa nel modo più morbido possibile, è l’unica cosa che rimane da fare, perché se no l’alternativa è esserne travolti.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

3 Comments on Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse

  1. Abbiamo bisogno di essere guidati da uomini saggi o da uomini d’azione? (Umberto Scopa)

    A mio avviso è la premessa che è sbagliata… di uomini saggi o d’azione ne abbiamo avuto tanti e non hanno funzionato, perché dovrebbero funzionare adesso?

    Diceva Einstein che è sintomo di pazzia fare e rifare lo stesso esperimento senza cambiare i parametri ma aspettandosi un diverso risultato…

    Per cui forse sarebbe ora di passare il testimone a chi di norma non ha l’unico neurone concentrato sempre e solo ritirato nella punta più a sud.

    Penso di fatto che la storia della parità di genere sia una grande boiata: le donne hanno sempre funzionato meglio, sotto ogni punto di vista, specie nel governo delle nazioni, Caterina la Grande docet, e non solo lei!

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  2. Umberto Scopa // 28 September 2016 at 19:32 // Reply

    a parte che per uomini mi riferivo al genere asessuato dell’animale di potere … in ogni modo le donne? ma per favore … la Tatcher, Golda Meir, Condoleeza Rice …la rappresentanza di potere femminile ha trascorsi non più rassicuranti di quella maschile

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    • Ciao Umberto
      Evidentemente e per fortuna veniamo da mondi diversi.

      Nel mio mondo infatti
      1) Non esiste neppure l’idea del “genere assessuato dell’animale di potere”
      2) Le donne sono le piu’ ricercate quando si tratta di dirigere organizzare.. il nostro mondo e’ pieno di donne manager, io lo sono stata e lo sono ancora
      3) Per me nomi come Margaret Thatcher, Theresa May, Hillary Clinton, Angela Merkel e tantissime altre vogliono dire molto di piu’in termini di qualita’ ma sarebbe inutile spiegare proprio perche’ e’ un diverso universo di riferimento…. so bene come funziona in Italia.

      Ciao, un saluto

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