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Quello che il renzismo non dice (267) – Sul Bersani timido e sull’amletico dubbio di Damilano a DiMartedì: “Come torna Renzi dalle vacanze?”. Sugli incauti proconsoli in Italia e sul THE DAY AFTER la vittoria del NO al Referendum.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La più grande vendetta è la felicità: niente manda in bestia le persone più che vederti fare una fottuta bella risata.
(Chuck Palahniuk)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

maxresdefaultdi Rina Brundu. Il problema dei governi fantoccio e non-eletti è in fondo proprio questo: alla fine chiunque si sente in diritto di intervenire e dettare politica al suo posto; ne deriva che se il governo Renzini è stato insediato dal duo Napolitano-Merkel ieri, come negare oggi al corrente ambasciatore americano in Italia il diritto di intervenire nei nostri affari interni e dirci come votare al prossimo Referendum sulla riforma costituzionale? Insomma, abbiamo di nuovo toccato il fondo del barile e adesso diventa davvero difficile capire come uscire dal tunnel, immersi come siamo nella merda e nella vergogna.

Così disperata appare la situazione che in vero la domanda che più mi ha colpito durante l’odierna puntata del “DiMartedì” (La7) di Giovanni Floris è stata quella retorica posta dal giornalista Marco Damilano: “Come torna Renzi dalla vacanze?”. Un breve video mandato in onda in quegli stessi momenti ha poi fornito la risposta con l’occhio clinico che è tipico della tecnica: Renzi torna abbronzato, grasso e satollo come mai l’avevamo visto prima d’ora. Se è verò quindi che dopo due anni di ridicolo dire sull’Italia che ripartiva ed era ripartita, il governo ha finalmente dovuto fare i conti con il “principio di realtà” e realizzare che siamo molto lontani da quella “ripartenza”, è pure vero che la situazione di perdurante stagnazione economica qualche miracolo sembrerebbe averlo comunque sortito: il portafoglio personale di Renzi appare solidissimo.

Tuttavia, per un Renzi che evidentemente naviga nell’oro ci sono 60 milioni di italiani immersi fino al collo nelle conseguenze della stagnazione anche politica che il suo nefasto governo ha procurato. “Ma caro Bersani” ha chiesto ancora Damilano, stasera evidentemente in grande spolvero, all’ex segretario del PD ospite di Floris “un anno e mezzo fa l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le assicurava che l’Italicum era la miglior legge elettorale e che non sarebbe stato opportuno modificarla perché ciò avrebbe mandato in malora tutto il lavoro già fatto, oggi invece si dice disposto a fargli fare qualche “ritocchino”, non gli ha chiesto spiegazioni su questo repentino cambio d’idea?”. Intimidito come non lo si era visto mai, Bersani ha dato ad intendere che mai avrebbe chiesto spiegazioni a Napolitano… Ma per un Bersani che si scherniva, ecco un Marco Travaglio collegato in esterna che applaudiva: “Naturale che vogliano cambiare l’Italicum… L’Italicum era stato pensato a misura del PD che aveva vinto le Europee con il 40.8%… ma adesso che Renzi ha sbattuto le corna sulla realtà politica creata dal suo malgoverno, dalle sue bugie… ecco che improvvisamente l’Italicum non va più bene… bisogna cambiarlo”.

Si tratta insomma di una questione di convenienza politica. Come sono questione di convenienza politica i ridicoli sondaggi che vengono mostrati un giorno sì e l’altro pure, come sono questione di convenienza politica i dati economici che vengono resi noti con un meccanismo ad orologeria che comincia davvero a sollevare forti dubbi sulle reali capacità di chi si sta occupando delle problematiche della nostra economia, così come è stato questione di convenienza politica l’ultimo ridicolo intervento dell’ambasciatore americano. Che almeno su questo punto Pierluigi Bersani il commento lo ha indovinato: “Questo intervento è stato inappropriato, ognuno governi a casa sua, fermo restando che io individuo la più grande responsabilità per la situazione in chi ha costruito questo appuntamento come fosse il giudizio di Dio, dando occasione alla speculazione di affinare le sue armi. Ma i governi non fanno le costituzioni e il giorno dopo la vittoria del NO sarà un giorno come tutti gli altri”.

Già, un giorno come tutti gli altri….  Ma a mio avviso con qualche differenza… piccola e tuttavia di sostanza: se dovesse vincere il NO, infatti, THE DAY AFTERil giorno dopo il Referendum, e tutti gli altri giorni a venire, noi ci sveglieremo sapendo di non essere figli dei “padri e delle madri nobili” Boschi-Verdini. Noi ci sveglieremo sapendo di non avere condannato i nostri figli ad essere figli dei “padri e delle madri nobili” Boschi-Verdini. Noi ci sveglieremo sapendo di avere preservato la memoria di chi ha combattutto ed è morto per regalarci la nostra Costituzione; noi ci sveglieremo sapendo di avere in qualche modo salvato la dignità della patria, diversamente da ciò che ha fatto quest’oggi il governo Renzini che chiedendo aiuto all’ambasciatore americano ha di fatto sputato su quella; noi ci sveglieremo sapendo di avere fatto il nostro dovere minimo di cittadini… a maggior beneficio dell’Italia migliore che verrà.

Mi rendo conto che tutto questo non porta pecunia, ma secondo me questa è una di quelle situazioni in cui tale elemento non è importante…. la speranza è che non sia importante anche per tutti gli altri italiani, quelli che pensano che su dati argomenti si può speculare solo fino ad un certo punto, poi bisogna dire BASTA!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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