Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Caso M5S – Sull’insostenibile e confusionaria leggerezza del commentatore politico Roberto Saviano su Facebook.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Il parlamentarismo è l’incasermamento della prostituzione politica.
(Karl Kraus)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su questo sito… (Ignazio La Russa aka Rina Brundu)

saviano.jpgdi Rina Brundu. Mancava ed è infine arrivato! Parlo del commento di Roberto Saviano a proposito del Caso Muraro a Roma. Adesso stiamo tutti meglio, o quasi.

Premetto che di norma considero gli interventi di Roberto Saviano, anche a proposito della vita politica del paese, tra quelli che si fanno leggere anche grazie alla loro buona vena critica che li fa esistere sempre molto distanti dalle marchette zuccherose e pilotate sovente scritte dagli editorialisti trendy italici e denunciate in infinite occasioni su questo sito.

Non è il caso però di questo ultimo suo intervento sulle recenti disavventure mediatiche e politiche dei pentastellati. In verità, nel suo post pubblicato su Facebook, Saviano mostra un’insostenibile e anche incauta leggerezza commentativa che fa a pugni con le capacità di investigazione e di cogitazione che ci si aspetterebbe da lui.

Nel suo scritto, Saviano ci informa infatti di avere seguito gli ultimi avvenimenti romani con molta attenzione. Parte bene, lamentando come in Italia sia impossibile fare dibattito politico senza dinamiche da stadio, infausto status-quo che è materializzazione pratica della metafora calcistica che è diventata l’arte di governare una nazione. Poi il tono scende subito: diventa più retorico con carotina tesa alla Raggi che pubblica su Facebook le sue esternazioni. Quindi l’attacco scontato, non meditato da giornalista prezzemolino RAI: “Mi domando spesso perché in questo Paese non posso dire, liberamente, senza essere additato come sostenitore dei poteri forti, che la responsabilità che ha il M5S è quella di aver spinto nel precipizio più profondo anche l’ultima briciola di fiducia che gli italiani ancora, gelosamente, conservavano nella politica...”. Dopo questo passo torna la retorica: non siamo tutti intercambiabili e sostituibili direbbe la “società triste”, per governare bisogna scendere a compromessi, guai a negare la trasparenza, etc, etc? Il climax di cotanto cogitare? “Oggi i peggiori nemici del M5S sono nel M5S e non è la stampa che ha esagerato o gli avversari politici che sull’affaire capitolino ci hanno marciato”. Quindi il tratto retorico riparte drasticamente puntato verso il profondo fondo: per fare politica ci vorrebbero competenze, la politica sarebbe una professione “che richiede competenze specifiche e che non lascia spazio a improvvisazioni”. Questo varrebbe per tutti e della cosa ne sarebbe così convinto che “Se non la pensassi così, sarei sceso in campo anch’io”. Punto. Fine del sermone.

Ora, con quel tratto di sobrietà stilistica che mi contraddistingue da sempre vorrei dire qualcosa di chiaro al pur bravo e ben intenzionato Saviano, in modo da sgombrare il campo da qualsiasi possibilità di fraintendimento: non ho mai letto tante sue minchiate scritte una dietro l’altra e con cotanta imperdonabile levità cogitativa!

Chiarito questo, perché era necessario farlo, vorrei spiegarmi meglio. Intanto, se è vero, verissimo che in Italia si fa politica come un tempo facevamo le guerre secondo Churchill, non è assolutamente vero che i pentastellati non si possano criticare, anzi!, si debbono criticare, come tutto e tutti, perché solo esercitando una sana critica si può in qualche modo dare una mano anche alla politica per migliorarsi: di fatto questo dovrebbe essere proprio il ruolo dei media in una società democratica e sana, che non è naturlmente il nostro paese. Quando si critica però le critiche dovrebbero essere anche feroci ma mirate, dirette a risolvere un problema o a sottolinearlo, non a fare cancan tanto per fare o ad offendere tanto per offendere.

E soprattutto le critiche dovrebbero essere informate: o forse Saviano pensava che Virginia Raggi avrebbe potuto governare la Roma ridotta a un ammasso di merda indebitata saltanto come gentil farfallina da meeting istituzionale in meeting istituzionale come ci ha abituato da decenni l’incommentabile casta partitica che l’ha mandata alla rovina? O forse la Raggi avrebbe dovuto dire sì a Tizio e a Caio così che costoro se ne fossero guardati bene dall’aizzarle contro i loro scagnozzi mediatici? Ma stiamo scherzando?!! Senza considerare che se è vero che questi ragazzi hanno commesso degli errori è pure vero che è perché non hanno la malizia delle piovre partitiche tradizionali e vivaddio per questo! Garantisco pure che non saranno queste sciocchezze a far venire meno la mia fiducia nel loro operato, altrimenti sarei io la gentil farfallina lieve lieve nelle mie intenzioni, non la Raggi…

Eh no, caro Saviano la politica non è carriera che si impara: la politica è da un lato servizio e dall’altro è idealità, ragione-e-lotta-del-momento. Lei di fatto sta confondendo la burocrazia, gli usati iter-amministrativi, la formalità istituzionale, la celebrazione e il rito con le qualità di leadership. Un leader non ha bisogno di troppa esperienza nel suo ruolo (cazzo vuol dire? Ci sono leader che sono durati il tempo di vita di una farfalla e sono ancora ricordati come dei grandi!), gli/le basta la forza della sua idealità e della sua mission, appoggiata da chi lo/la riconosce come leader, e dunque gli/le basta imparare quella che qui da noi viene chiamata l’arte di saper delegare.

O crede forse che i bolscevichi quando hanno abbattuto la Russia zarista si stavano preoccupando di come fare a governare, di come presentarsi al pubblico magari indossando un frac vittoriano per i giornalisti??? E si figuri che sono durati circa 80 anni in Russia e quasi 100 anni qui da noi, fino a che naturalmente non è arrivato il bomba renzista che ha posto fine a quell’epopea a suo modo anche gloriosa zittendo persino i Cuperlo ultimi reduci stalinisti dei miei stivali e, visto che c’era, ha posto pure fine a qualsiasi speranza di rinascita della nostra economia, come ben ci hanno raccontato i dati di oggi: altro che caso Muraro!

Si svegli, Saviano, non è paese il nostro da appisolarsi neppure per cinque minuti, fermo restando che se da un lato sono pure convinta che i politici siano intercambiabili, concordo con lei che è meglio che continui a scrivere, ci manca di vedere pure lei nell’arena politica seduto tra Boschi e Verdini a maggior memoria della nostra pochezza. E imbecillità!

Di seguito il post pubblicato da Saviano su Facebook:

di Roberto Saviano. Ho osservato con attenzione quanto è accaduto a Roma nelle ultime settimane, e le vicende legate alla giunta Raggi mi hanno portato a fare alcune riflessioni che condivido qui con voi.

Mi domando spesso se in questo Paese sia realmente possibile entrare nel dibattito politico senza ricevere in risposta l’urlo da stadio. Responsabilità dei politici aver utilizzato il calcio (ha iniziato Berlusconi, ma poi lo hanno seguito tutti, nessuno escluso) come metafora per parlare di politica. E allora si scende in campo e si tifa per una parte politica: se critichi Renzi sei dei 5Stelle, se critichi De Magistris sei renziano e così via.

Mi domando spesso se sia realmente possibile in questo Paese avere con la politica un dialogo che non sia solo fittizio. Virginia Raggi ha fatto un video chiarificatore e lo ha pubblicato su Facebook, dove esiste la possibilità di rispondere alle domande. Quindi, in fondo, la comunicazione a senso unico poteva diventare un dialogo. Occasione persa.

Mi domando spesso perché in questo Paese non posso dire, liberamente, senza essere additato come sostenitore dei poteri forti, che la responsabilità che ha il M5S è quella di aver spinto nel precipizio più profondo anche l’ultima briciola di fiducia che gli italiani ancora, gelosamente, conservavano nella politica. In quella politica che aveva tradito e rubato, insozzato e corrotto, ma che pure era ed è popolata da una folta schiera di onesti che non fanno notizia, che amministrano realtà difficili senza che nessuno si occupi di loro. Perché la politica è prima di tutto patto di fiducia, non solo con il movimento o il partito, ma con il progetto e poi con la persona. Pensare che tutti siano intercambiabili e sostituibili mi restituisce il senso di una società che dovrebbe rattristarci. “Uno vale uno” significa che nessuno di noi deve avere un ego potenziato, ma “uno vale uno” spesso viene frainteso come “se non mi vai bene tu, avanti un altro”.

È questo il tenore dei commenti che leggo: “Se Raggi non ci piace, poco importa, avanti il prossimo cittadino”. E poi ancora un altro. Questa non è democrazia, è confusione.

Ok: Saviano attacca il Movimento! Saviano è renziano! Saviano è con i poteri forti!
Mettetela come vi pare, il punto è che per governare bisogna scendere a compromessi e il modo peggiore di condividere con i cittadini delle scelte che sanno di compromesso è attraverso mail private o messaggi telefonici fatti trapelare senza che ci fosse alcun accordo. Questa è la negazione della trasparenza e pone un problema enorme tutto interno al Movimento. Oggi i peggiori nemici del M5S sono nel M5S e non è la stampa che ha esagerato o gli avversari politici che sull’affaire capitolino ci hanno marciato.

Sarò fuori tempo, ma continuo a pensare che la politica sia altro e che non basta essere novità per essere realmente diversi.
Sarò fuori contesto, ma continuo a pensare che per fare politica ci vogliano competenze (meglio ladro e corrotto o a digiuno di competenze ma onesto? Ma davvero credete che si debba per forza scegliere tra queste due categorie astratte? Chi ci ha fatto il lavaggio del cervello e convinto che non esistano politici per bene e competenti?).

Continuo a credere che la politica sia una professione che richiede competenze specifiche e che non lascia spazio a improvvisazioni. Questo vale per il M5S, per gli altri partiti e per il Governo (basta vedere le continue boutade di Lorenzin e i continui “non sapevo” di Alfano per capire che nessuno può tirarsi fuori e nessuno può puntare il dito)

Se non la pensassi così, sarei sceso in campo anch’io.

Advertisements

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: