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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diario di bordo (13) – Sul perché in questo momento ho deciso di dare così tanto spazio alla politica su Rosebud.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

edd9f253803e280ca6377b7b0744c192di Rina Brundu. Non l’ho mai nascosto, di questo almeno dovrebbe darmene atto anche il più renzista dei frequentatori di Rosebud: io credo fermamente che gli anni che stiamo vivendo siano il periodo più brutto della nostra storia recente dopo quello che vide le infami leggi razziali di Mussolini. Di fatto sputare sulla dignità di una nazione, sputare sulla volontà popolare, tramare e inciuciare nei corridoi di palazzo, depauperare le casse dello Stato, adottare politiche nepotistiche e familistiche come prassi standard politico-amministrativa, corrompere, censurare, annichilire e impedire ogni possibilità di sano governo, di sana amministrazione di un paese non sono elementi meno detestabili dell’odio verso il diverso, dell’infamia razzista procurata dalla mera ignoranza.

Come se questo non bastasse, alla nefasta situazione politica italiana occore aggiungere un background internazionale non proprio elettrizzante, laddove la perdurante crisi economica comincia ad apparire nulla davanti allo schifo dei muri costruiti tra Dover e Calais e ai Donald Trump di questo mondo che sembrerebbero marciare sicuri verso la presidenza della nazione più potente e tradizionalmente più democratica del pianeta.

Davanti a tutto questo un cittadino qualunque può scegliere di reagire in molti modi, tutti rispettabilissimi perché nessuno dovrebbe imporre niente a nessuno, mai. Io però le mie scelte le ho già fatte molto tempo fa: le ho fatte quando da universitaria mandavo ai giornali i miei articoli di denuncia dello status-quo-omertoso che regnava (e regna ancora) nella Sardegna interna. Le ho fatte quando nel 2003 pubblicai il mio primo libro “Tana di Volpe” (Flaccovio Editore, Palermo), e rifiutai di togliere dallo stesso una lettera di denuncia di quello stesso background omertoso di cui sopra che mi “costò” la presentazione di un politico importantissimo (mai preso una decisione migliore in vita mia!). Le ho fatte quanto non troppo tempo fa ho combattuto una battaglia campale su questo stesso sito per prendermi il diritto di parlare apertamente di quella che ritengo una “diseducazione” insita in ogni credo o predica di tipo religioso. Le ho fatte ogni giorno in cui ho pubblicato in questo o altri luoghi critiche taglienti ma oneste, senza mai guardare in faccia nessuno. Le farò ancora di più quando presto molto presto denuncerò altre situazioni e dinamiche perniciose che si propongono anche in determinati contesti lavorativi and so on and so forth.

Perché ho fatto proprio queste scelte? Non lo so e ormai non me lo chiedo più. So solo che sono richieste dal mio spirito, così come so con certezza che ormai io ho solo un giudice più severo di ogni altro a cui debbo rispondere: la mia coscienza, e che quella non è prona ad accettare scuse di alcun tipo. Per esempio non esiterebbe a sputarmi idealmente (anche realmente, se potesse) in faccia qualora dovessi raccontarle che mi considero uno-spirito-che-scrive con le palle, ma poi mi risolvessi a dargliene prova scrivendo storielline in rete, post e  commenti all’acqua di rose, critiche amene e pseudo-impegnate… e tutto questo mentre là fuori il mondo viene seppellito dalla merda.

Non fa per me!, ed un simile modo di fare non potrebbe raccontarmi mai, senza considerare che ciò che mi dicono le tante iscrizioni a Rosebud di questo periodo da parte di una variegata tipologia di personaggi, é che poi questa Rina più-committed sia preferita, forse perché é in fondo quella la sua vera natura. Anche per questi motivi non mi stancherò mai di ripeterlo: chi non si trova bene deve andare ma lasciateci vivere il mondo a modo nostro, lasciateci gridargli e sputargli contro in libertà se questo è tutto ciò che possiamo fare per migliorarlo, non negateci mai la tranquillità dell’anima che ci da il sapere di averci almeno provato, per davvero!

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