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Ivana Vaccaroni – Un’analisi di “Alla vita” di Nazim Hikmet

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

“M”? Aldo Grasso ha scritto che il titolo del programma sperimentale“M” del Michele Santoro schiacciato verso Rignano, sia stato ispirato dal Fritz Lang del mostro di Dusseldorf. Curioso! Io di primo acchitto ho pensato alla Teoria M di Ed Witten che non ha mai chiarito in pieno il significato della consonante, ma poi ho cambiato idea: un renzista che si occupa di mondo subatomico senza tornaconto? No, “schiacciato” per “schiacciata”, è molto più probabile che la “M” stia per la terza inevitabile opzione! (Rina Brundu)

Ivana Vaccaroni

Nazim_HikmetAlla vita di Nazim Hikmet (da Poesie d'amore, 1948)

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo, ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o dall’al di là.

Non avrai altro da fare che vivere.

 

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,

o dentro un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo

che nulla è  più  bello, più  vero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant’anni, ad esempio pianterai degli ulivi,

non perché  restino ai tuoi figli

ma perché  non crederai alla morte

pur temendola,

e la vita peserà di  più sulla bilancia.

 

di Ivana Vaccaroni. Hikmet nacque a Salonicco nel 1901, nel periodo in cui la città  era sotto il dominio turco.

Iniziò a scrivere poesie nell’adolescenza; in seguito, attratto dagli ideali socialisti, frequentò l’università di Mosca e, tornato in patria, fu arrestato in quanto ritenuto collaboratore di una rivista socialista.

A Mosca aveva potuto frequentare gli ambienti delle Avanguardie, dove spiccava la personalità  di  Majakovskij.

Rientrato in patria scrisse nove libri che rivoluzionarono la letteratura turca sia per il contenuto che per lo stile, in quanto adottò il verso libero.

Dopo una seconda condanna a ventotto anni di carcere, nel 1938, per essersi espresso chiaramente contro il regime di Ataturk, venne sottoposto anche alla tortura.

Nel 1949 un comitato internazionale composto, tra gli altri, da Paolo Neruda, Pablo Picasso e Jean Paul Sartre, fece sentire la propria voce per la sua liberazione.

In seguito, grazie all’installazione dI un regime democratico e ad un’amnistia, riacquisto la libertà.

Fu oggetto di parecchi attentati e ciò  lo convinse a ritornare a Mosca.

Ma il suo carattere lo spinse a viaggiare di nuovo; attraversò  l’Europa occidentale e continuò  a lavorare.

Privato della cittadinanza turca si naturalizzo’polacco nel 1959.

Morì nel 1963. E’ considerato il maggiore poeta turco dell’età moderna.

Questa lirica è  un inno alla vita, un inno alla vita per certi versi paradossale, perché  incita a perderla per un ideale o per salvare quella degli altri.

Il paradosso però  è  soltanto esteriore, perché il suo  è amore per la vita, per la vita dell’intera umanità.

E la cosa più  importante, della vita stessa, è la qualità  dell’esistenza, del singolo come di tutti.

L’inizio è  costituito da un  apologo, come cioè  una storia raccontata per istruire: questo il fine etico della poesia di Hikmet.

Ci sono poi alcune allegorie, come quella dello scoiattolo, che rappresenta appunto l’amore per la vita in sé, inteso come necessario ma non sufficiente; l’uomo al muro e lo scienziato in camice bianco, che potrebbe rifiutarsi di contribuire a scoperte nocive per l’umanità rappresentano invece l’amore per gli altri, anche a costo della morte; infine l’anziano signore che pianta gli ulivi rappresenta l’onestà e la dignità  di chi ha amato la vita comunque, sapendo che essa è quella che ha maggior peso e valore.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

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