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Come ti scredito l’avversario politico (8) O dell’engagement sartriano del Corsera vs M5S. E sulla goduria mediatica del Massimo Franco didattico “suo malgrado”. Ma Cairo che fa?

INDEPENDENCE DAY 4 DICEMBRE 2016. Grazie Italia per avere salvato la nostra Costituzione. Grazie.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.
(Charlie Chaplin)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

È riuscito a rompere il cazzo anche con il discorso di dimissioni più lungo della storia, ma infine si è tolto dai coglioni. Si è tolto? Più che un aforisma un dubbio atroce. (Rina Brundu)

Rina Brundu

francodi Rina Brundu. Naturalmente si farebbe volentieri a meno di commentare gli editoriali del Corsera di questi tempi: non ho mai amato la letteratura di partito, qualsiasi siano le “posizioni” difese e che, a ben guardare, per quanto riguarda questo ex prestigioso giornale, oggi sembrerebbero essere quelle tipiche della peggior italianità: il portafoglio e la famiglia. Sì, il “tenere famiglia” sembrerebbe essere sempre stato il punto-debole dell’intellettualità italiana, o forse, chissà, lo specchietto per coprire l’inconsistenza e l'inesistenza della stessa.

Tuttavia, se ho infine scelto di procedere con una analisi più dettagliata del pezzo di Massimo Franco linkato all’occhiello della Home titolato “Così il movimento 5 stelle fa i conti con la realtà” (vedi featured image), è perché lo trovo sommamente “didattico”, suo malgrado. Il termine “didattico” è infatti il primo termine che mi è venuto in mente leggendo il titolo del suddetto occhiello accompagnato da quel curioso avatar-fotografico che mostra un Franco intento a sorridere sornione. Proprio così: il giornalista sembrerebbe esprimere una certa soddisfazione mentre scrive le sue opinioni sartrianamente-impegnate a proposito del naturale percorso di crescita di una giovane forza politica, e mentre fa riferimento ad una data “realtà” con cui questa giovane-forza-politica si scontrerebbe, che lascia molto spazio alle possibilità interpretative. Franco intende dire forse che i pentastellati dovrebbero piuttosto proporsi come la merda-governatizia che difende il suo giornale e cedere alle spinte della corrutela amministrativa quotidiana? Intende dire forse che in Italia non c’é way-out e che i pentastellati meglio farebbero ad adeguarsi al pernicioso status-quo, pena la loro fine, come hanno fatto già da lungo tempo lui e i suoi colleghi giornalisti, in una sorta di funesta degenerazione intellettuale di tipo darwiniano?

Muovendo poi nel merito dello scritto, il lettore viene informato che il passaggio “dall’adolescenza alla maturità democratica” sarebbe doloroso (sai che scoperta!), specie se il cambiamento è “subìto” e non “preparato adeguatamente”. Subito dopo Franco si straccia le vesti perché Grillo avrebbe annunciato un arrivo a Roma che poi non c’é mai stato: ma pensa tu? Pensa tu se Franco e i suoi colleghi avessero usato quella stessa indignazione per scagliarsi contro gli innumerevoli scandali renzistici registrati in questi mesi, per protestare contro l’atteggiamento omertoso del governo davanti all’odore di mafia-politica che si è percepito in occasione dell’ultimo terremoto invece di dare contro Charlie Hebdo, o anche solo per raccontare ai loro incauti lettori lo “scandalo” sessista dell’ultima campagna ministeriale medievale pro-“fertility”!!!

Non basta però, perché passata l’indignazione l’editorialista ammette la sua preoccupazione. E di cosa si preoccupa? Del fatto che qualora le difficoltà a Roma perdurino, le stesse potrebbero portare nientepocodimenoche a “far aleggiare l’intervento del mitico Direttorio”. Cioè, in un paese ridotto al ruolo di Corea del Nord dell’occidente, dove il signore e padrone non-eletto, che a giudicare dai suoi scritti Massimo Franco sostiene con orgoglio gagliardo, ha di fatto “commissariato” la televisione pubblica e l’ha messa alle sue dirette dipendenze (senza dimenticare tutti gli altri inciuci, dalla legge elettorale alla pseudo riforma costituzionale, etc etc, etc), questo editorialista si preoccupa di un’eventuale assistenza data alla sindaca dai suoi colleghi di partito in una città portata alla totale rovina amministrativa ed economica dalla casta difesa a spada tratta da quel signore non-eletto di cui sopra??!! Amazing! E che lucidità il pensiero critico italiano: così potente che non basterebbe neppure un neurone rincoglionito per averne ragione, ne servirebbe almeno uno e mezzo!

Bontà sua – dopo avere usato a piene mani le datate (e oggi francamente un pò ridicole) strategie retoriche tese a demolire l’avversario davanti agli occhi del lettore di “bocca buona”, Franco concede: “Gli avversari dicono che era già tutto scritto; che la caduta dell’Amministrazione-vetrina del M5S della capitale è alle porte; e che il movimento di Grillo è minato dalle correnti e dalle loro lotte come e più degli altri partiti. Giudizi un po’ troppo affrettati, che mescolano i desideri degli avversari con la realtà. Forse è necessaria maggiore cautela… (…) e tempo”. Su questo non si può non concordare: forse occorre “maggior cautela”, magari che vada pure di pari passo con il rispetto che una redazione giornalistica seria dovrebbe avere della volontà popolare. Virginia Raggi di fatto è stata eletta – e verrebbe eletta di nuovo quest’oggi – con percentuali bulgare, le stesse percentuali che i non-eletti incensati dai giornalisti impegnati-alla-Franco si sognano.

E poi si potrebbe continuare, tra le usate stilettate e le finte-carezze tipiche di questa tipologia di giornalismo-d’antan, mai abituato ad essere contraddetto,  e dunque avvezzo a costruire interi paragrafi per raccontare e fabbricare il nulla, o a partorire costrutti dotati di una logica banale e oggidì fondamentalmente “childish”. Ma ci tengo a precisarlo, il deleterio status-quo non è mica colpa di Franco: la colpa è di chi ha “asservito” totalmente il Corsera in questi ultimi 24 mesi, e adesso comincia ad essere anche di quel Cairo che vorremmo tanto esportasse la sua metodologia “libertaria” da La7 in Via Solferino…. prima che sia davvero troppo tardi.

Dicevo però del termine ““didattico”, suo malgrado” che mi è venuto subito in mente non appena ho visto questo articolo. E già perché purtroppo ciò che ho notato è stata soprattutto la mancanza del tratto didattico che sempre dovrebbe caratterizzare gli editoriali dei giornalisti più noti. In verità ciò che avrebbe reso fortemente educativo l’articolo di Franco sarebbe stato l’incoraggiamento che avrebbe dovuto dare a questa giovane sindaca, la quale alla stregua di un piccolo Davide si oppone al marcio creato in decenni di pessima amministrazione cittadina; sarebbe stata la rassicurazione offerta ai suoi lettori che la “realtà” italiana può essere cosa-altra, può essere una realtà finalmente civile, finalmente sana, una realtà a misura del cittadino, una realtà condita di onestà e di speranza e dunque diversa da quella che sembrerebbe voler sottintendere lo scritto di Franco; sarebbe stato l’orgoglio nel dichiarare ai quattro venti: sappiamo che è difficile oggi, che sarà ancor più difficile domani ma la luce in fondo al tunnel non sarà mai neppure troppo lontana... and so and so forth.

Insomma, ciò che ho notato anche in questo ultimo editoriale patinato e trendy del Corsera, è stata l’assenza di tutto ciò che fa del giornalismo intellettualismo al servizio di un popolo, di una nazione, a dispetto del vano anelare al commitment di tipo “sartriano”. In compenso c’era tutto il resto: tutto il peggio a cui purtroppo ci ha da sempre abituato il peggior professionismo schierato italiano. Ma, francamente, di un nuovo sermone su questa falsariga e tanto per fare non se ne sentiva proprio il bisogno, fermo restando che bisogna senz’altro riconoscere all’autore che anche questo suo ultimo componimento è stato in qualche modo “didattico….. suo magrado”.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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