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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario di bordo (12) – Che agosto!, ma non é che il vaffa premia davvero? E chi è quel cog… buon uomo che esporta le mie critiche a BHL? “Autoelogio” della “critica”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

DSC02004Dave: Lo sai che una volta ho guidato 500 miglia solo per sentirlo parlare (e.g per sentir parlare Sheldon Cooper), all’Università di Stanford?

Amy: Ho il DVD di quella lezione.

Dave: Davvero? Non è fantastico?

Amy: No, non come regalo per San Valentino.

Dave: Ok, ma per la prossima volta che lo guardi, io sono il tizio che gli ha fatto la domanda che lui ha definito stupida e ovvia. È stata la risposta più gentile che diede quel giorno.

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Dave: You know, I once drove 500 miles to hear him speak at Stanford.

Amy: I have a DVD of that lecture.

Dave: Really? Wasn’t it great?

Amy: Not as a Valentine’s present, no.

Dave: Well, the next time you watch it, I’m the bloke who asked the question that he said was stupid and obvious. It was the nicest thing he said to anyone there.

Tratto da “The Big Bang Theory” Series 9 Episode 08 – The Mystery Date Observation

di Rina Brundu. Tutto avrei pensato tranne che in questo mese di agosto, che è di norma il periodo più “quiet” del sito, e che quest’anno ha visto anche la rimozione dallo stesso dei numerosi aggregatori di notizie che ci portavamo dietro come ridicoli pendagli, nonché l’esplosione di “vaffa” in tutte le direzioni onde proteggere la linea laicista di questa nicchia virtuale.... ecco, tutto avrei pensato tranne che in questo mese afoso Rosebud si portasse a casa ventimila pagine viste.

Che, lo ribadisco, sono tantissime per un bloghetto fastidioso proprio come la sua moderatrice e determinatissimo a restare tale. Che sia questa – dopo gli exploit dei vaffa-day grilleschi – la conferma che i “vaffa” premiano? Non lo so, forse c’é pure il fatto che Rosebud sta cambiando pelle e non è la “nicchia” che vorrei. É infatti indubbio che questo sia un piccolo sito molto peculiare. Un piccolo sito che oltre ad avere ricevuto visite da 173 paesi nel mondo (con 41 mancanti alla conquista del pianeta), ha clienti davvero “importanti”. Di fatto, a parte il Mossad e il Copasir, che immagino si presentino sotto altri nomi (e.g. user tipo “fiorellino”, “patatina”), non ci ha mai negato la sua attenzione il Vaticano, mamma-Rai, la Presidenza del Consiglio italiano, la Commissione europea, quasi tutte le università del pianeta, insomma…. you name them and they have been here! E non solo sono stati qui… ma in dati casi non si tolgono neppure dalle balle…. come potrei ampiamente dimostrare.

Detto questo, finché tutto avviene su Rosebud me ne prendo le dirette responsabilità, non mi va bene quando i miei pensieri vengono esportati altrove, magari anche nel deep-web, tra l’altro senza chiedere. È questo il caso della mia ultima critica al pensiero di BHL, al secolo il filosofo (o giù di lì) francese Bernard-Henry Lévy. Tengo a precisare che non mi interessano le ragioni per cui il pezzo è stato “esportato”, neanche se fossero perché considerato un pezzo valido. Chiunque mi conosca anche solo un poco conosce anche alcuni miei “tratti” che ormai diamo per assodato che non cambieranno mai: 1) non mi interessa comparire in nessun altro luogo virtuale che non siano i miei siti 2) non mi interessano gli editori trendy 3) non mi interessa il consenso (io non faccio il politico) 4) non scrivo perché mi si legga ma perché ho qualcosa da dire 5) sono nata assolutamente priva del senso di subalternità intellettuale (per la serie, avendo il tempo di rifare il mio iter matematico sarei capace di fare le pulci a Ed Witten sulle sue equazioni)  6) sono in tutto e per tutto come lo Sheldon Cooper che dà il meglio di sé nella “citazione” che ho collocato a mo’ di incipit di questo post e che ho tradotto in italiano per i più duretti... Ne deriva che proprio per questi motivi è meglio che i miei pezzi restino su Rosebud.

C’é un altro punto importante che mi preme fare. Io ho pochi pregi, anzi quasi nessuno e sto alacramente lavorando per distruggere quei pochi che ho, i quali stanno a me come una cacca di mosca su una montagna di panna montata. Tuttavia, sulla mia capacità di critica testuale (in senso lato e in senso tecnico), non mi sposto per nessuno, manco fosse Asor Rosa in persona-e-tomi-datati al seguito. Questo per tre motivi principali: 1) perchè ritengo la mia capacità di critica un talento naturale (l’unico che ho!) 2) perché ho studiato analisi testuale e fatto diversi esami universitari su questi  argomenti, facendo “praticantato” con le versioni originali dei drammi shakesperiani 3) perché ho raffinato quest’arte in luoghi che pochi altri hanno avuto l’occasione di frequentare ma che consiglierei ai tanti per migliorare il proprio acume: le multinazionali di hardware e software che venti anni fa in quel di Irlanda promuovevano il boom informatico offrendo supporto ai clienti di mezza Europa. Quelle esperienze molto tecniche e l’innata attitudine hanno prodotto un tratto “sharp” nell’individuare quelli che io chiamo gli “elementi di disturbo” (ovvero gli elementi che mancano di logica in un qualsiasi ragionamento e/o cogitazione), che io considero il mio dono più grande…

Vabbé, ma questa nuova pippa per dire cosa? Per dire che se riusciamo ad analizzare i discorsi del Bardo non vedo perché ci si dovrebbe fare problemi a dirimere sulle cogitazioni semplici di BHL o di chiunque altro. Non lo dico per sminuire questo “filosofo” (metto il termine tra parentesi solo perché non è termine che userei per nessun contemporaneo, non per quella che dovrebbe essere, secondo me, la filosofia), il quale avrà sicuramente mostrato in altri luoghi, che non sia quel pezzo pubblicato sul Corriere, il suo valore, ma per ribadire che… I stand behind my criticism. Detto altrimenti sono pronta a confrontarmi con chiunque abbia da ridire sulle mie critiche… per farlo però debbo essere nello stesso luogo di chi fa la “critica” alla “critica”. Come a dire che se BHL volesse ribattere in questo luogo sarebbe il benvenuto e avrebbe la possibilità di confrontarsi direttamente… io, nel mio piccolo (si fa per dire), pretendo questo stesso rispetto.

E senza considerare che – non si pensi ulteriore male di me (ma, nel caso, cazzosenefrega) – io sono purtroppo intellettualmente-razzista e penso che la maggior parte delle persone che hanno letto quel mio dire non potrebbero comprenderlo, per infinite ragioni, per cui ritengo sia anche inutile portare “perle” ai porci. Molto probabilmente lo user-standard, il maestrino, andrebbe a vedere la “forma” non proprio editata, la virgola mancante… senza sapere almeno altre tre cose importantissime 1) che io sono joyciana nell’essenza e le virgole le metto dove decido io, 2) che la maggior parte delle volte non rileggo neppure ciò che scrivo e non avrei mai il tempo per accorgermi della virgola mancante 3) che ho la stessa opinione della mia scrittura che ho di una pustola infetta, giusto per chiarire che il mio senso “critico” non è neppure mai stato “di parte” 4) che io i miei componimenti sul blog li scrivo di norma in cinque minuti, qualsiasi sia la loro lunghezza… mentre dati critici-di-grido ci mettono giorni prima di rilasciare al “grande pubblico” le loro immani-cazzate che per smontarle in genere basta non il mio senso della logica, ma quello di una formica brasilera intenta a ballare il samba.

Quindi.. buon uomo… la prossima volta riprendi le “critiche” degli editorialisti trendy italici, capisco il tuo senso della vergogna nel fare ciò, ma almeno ci risparmiamo le “pippe” inutili come questa. Senza dimenticare che utente-avvisato-mezzo bannato. E amici come prima.

Rina Brundu Autore

 

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5 Comments on Diario di bordo (12) – Che agosto!, ma non é che il vaffa premia davvero? E chi è quel cog… buon uomo che esporta le mie critiche a BHL? “Autoelogio” della “critica”.

  1. Adoro queste filippiche ogni volta che le pubblico, tre followers in meno: non c’é maniera migliore e più veloce.. per scremare!

    🙂

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    • Mah, secondo me è il calo fisiologico di quelli che non accedono più da anni o cancellano l’account.

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      • NO, il sito cresce di anno in anno, quest’anno particolarmente e ormai ho perso conto dei followers…

        No, a volte alcuni si tolgono per non ricevere tutte le email che sono tante… e prodotte in automatico.. come sono automatici in posting via Facebook…

        ma poi seguono comunque….

        il mio post in genere era goliardico come faccio sovente…anche se preferirei non si prenda nulla senza chiedere… io non lo faccio mai con gli altri.

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      • …bisogna chiedere, come è giusto che sia!

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  2. Certo, anche perché se proprio lo vuoi mi prendo la briga di rileggerlo e sistemartelo…
    Quando dico che le virgole le metto dove le voglio io è solo perché ho studiato e so dove metterle in diversi contesti linguistici…

    Insomma, d’accordo fare come mi pare in casa mia ma non ci sto a passare per deficiente in casa altrui….

    Anche se, come ben si vede, resto convinta che tu puoi mettere tutte le virgole al posto giusto che vuoi ma se non hai capacità creativa, know-how, un dato acume e nulla da dire.. non vai comunque molto lontano.

    Proprio come data filosofia di oggi!

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