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Filosofia dell’anima – Sul segnale radio “alieno” ricevuto dagli astronomi russi. E sullo WOW! signal.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Orson_Welles_War_of_the_Worlds_1938

Orson Welles nel 1938 mentre tentava di spiegare ai giornalisti che non aveva inteso creare panico...

di Rina Brundu. Sfortunatamente sembrerebbe che gli astronomi del SETI (l’organismo che si occupa della ricerca di vita extraterrestre nel cosmo), non siano troppo convinti dal nuovo segnale radio "alieno" – dopo il famosissimo WOW! signal di qualche decennio fa – ricevuto dagli operatori russi del radiotelescopio RATAN-600 e riconducibile alla stella HD 164595, distante da noi 94 anni luce. Perchè un segnale di questa natura sia validato positivamente è necessario che sia persistente e che si manifesti nello stesso luogo spaziale anche quando guardato da punti di osservazione multipli. Il segnale inoltre deve essere sempre tracciabile, mentre le sue caratteristiche tecniche (bandwidth, encoding, etc) debbono puntare ad una origine “intelligente” e non naturale.

Insomma, sembrerebbe che un tale ritratto non sia uno adatto a descrivere il segnale ricevuto dai russi, anche se, dal maggio 2015, data di ricezione dello stesso, diversi radiotelescopi di tutto il mondo starebbero puntando la stella HD 164595, la quale avrebbe almeno un pianeta simile al nostro Plutone che le ruoterebbe attorno. Che gli scienziati di SETI non si fidino neppure delle loro capacità di profiling e preferiscano vederci più chiaro?

La cosa non dovrebbe stupire; scagli infatti la prima pietra colui/colei che venendo a conoscenza di questa notizia non si sia lasciato prendere almeno per un istante dal sogno. È indubbio, inoltre, che tanta dell’agitazione di ieri – specie in Rete – sia dovuta al fatto che mai prima d’ora si è vissuta un’età in cui, persino da un punto di vista strettamente scientifico-ufficiale – quest’annuncio, ovvero l’annuncio della conferma della vita aliena nello spazio, sia una faccenda di… quando, non più di “se”. Grazie anche alla scoperta di migliaia di esopianeti – il cui numero sarà comunque destinato ad aumentare drasticamente dopo il lancio del telescopio James Webb nell’ottobre 2018 -, non c’é oggigiorno un solo scienziato valido che neghi la possibilità dell’esistenza della vita aliena, qualsiasi sia la forma che questa potrà prendere…

Ma benché l’umanità digitale sia molto più preparata dei “terrestri” che il primo ottobre 1938 ascoltarono il famoso programma La guerra dei mondi di Orson Welles, immaginarono una vera invasione aliena e andarono in panico… la questione è ben lontana dall’essere risolta. Anzi, non si è mai cominciato neppure ad affrontarla seriamente. Paradossalmente, tra i primi a mettere le mani avanti ci fu proprio il Vaticano, i cui scienziati – o, più probabilmente, chi per loro – diversi anni fa annunciarono come gli eventuali nostri “fratelli” nell’universo sarebbero “nostri fratelli in Dio”: way to go con la sindrome dell’evangelizzazione!

In genere però i pareri divergono, anche sulle modalità da utilizzarsi per informare il grande pubblico di una tal notizia, basti pensare che questo stesso segnale annunciato ieri è stato tracciato più di un anno fa. Secondo il fisico Stephen Hawking meglio sarebbe che gli “alieni” non si accorgano mai di noi perché se dovessero arrivare qui per primi la loro tecnologia sarebbe da considerarsi automaticamente più avanzata della nostra. Cosa accadrebbe però se fossimo noi ad arrivare in un nuovo sistema solare abitato, magari da popoli come quelli che diedero il benvenuto a Colombo in Sud America? Ci comporteremo come Cortez e i suoi scagnozzi o mostreremo un maggior discernimento morale?

E poi c’é… tutto il resto. Basti pensare che il solo l’arrivo di una navicella aliena nei nostri cieli scardinerebbe secoli di acquisite “certezze”. Verrebbero immediatamente a cadere tutti i dogmi delle religioni umane, tanti miti, tante storie e storielle diventate a loro volta “certezze” in secoli di Medioevo mentale.

Secondo me non tutti gli UFO vengono per nuocere. E se è vero che da un lato i teologi vaticani dovranno trovarsi qualcos’altro da fare, altri motivi per abbindolare lo spirito, dall’altro è difficile anche solamente immaginare la ricchezza, in tutti i sensi, che un simile “incontro” porterebbe a tutti noi. Se poi ci si concentra sui trilioni e trilioni di pianeti ruotanti nel cosmo e, teoricamente in grado di portare la vita in sé… non riesco a pensare ad un bagno di umiltà e di meraviglia più grande. Ad una contentezza e ad una gioia dell’anima più grande.


Di seguito lo youtube link a un interessante documentario che analizza tutti i “segnali” degni di attenzione ricevuti e studiati da SETI, incluso il noto WOW! SIGNAL.

https://www.youtube.com/watch?v=vuZdaQTDC_w