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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Burkini – Se Vito Mancuso ti sputtana San Paolo. E c’é aforista e aforista…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

life-quotes-tumblr-15di Rina Brundu. Oramai la febbre “burkini” pare abbia contagiato tutti: e dai filosofi, ai letterati, agli “asinai”, direbbe Dante, non c’é nessuno che neghi un suo parere sull’argomento. Ciò che colpisce è che per la maggior parte si tratta di pareri “maschili”, come se l’innata attitudine a dirimere sulle vite delle donne non riescano ad obliarla in nessuna circostanza.

Per caso, oggi sono capitata sul sito del teologo cattolico Vito Mancuso e, come volevasi dimostrare, anche lui non ha saputo sottrarsi all’imprescindibile compito. Il suo pezzo è titolato “L’Islam, il Cristianesimo e la polemica sul Burkini” ed è stato pubblicato da Repubblica.

Come ho scritto altre volte, per quello che mi appare ormai alla stregua di un pregiudizio mentale sostanziale da parte mia, non riesco a tenere in conto le opinioni di alcun “intelletto” che si occupi di materie religiose, non importa chi sia. E’ talmente vero questo statement che, nonostante Rosebud dia tanto spazio alle materie scientifiche, a raccontare le vite di molti scienziati, a menzionare i loro lavori… quasi nessuno spazio è riservato al padre della relatività, Albert Einstein, il quale, in dato modo, pensava l’universo che studiava regolato dalle ordinate leggi di un Dio biblico panciuto e satollo, tutto preso dal suo ruolo di entità condannante e giudicante. Se non facciamo eccezione per Einstein…. difficile pensare che si possa farla per qualcun altro…

Detto questo, ho scritto in precedenza che è davvero un peccato che Vito Mancuso, con la sua mente sveglia e capace, non riesca ad occuparsi di materie serie: di filosofia, di scienza, di fisica, magari di fisica quantistica, di filosofia della scienza, invece di perdere tempo (che è contato anche per lui), con i dogmi religiosi; e questo nonostante il fatto che Mancuso cerchi di utilizzarlo, quel tempo, per separare tra i dogmi che ritiene accettabili e quelli che preferisce scartare. Insomma, un poco come se un qualsiasi Tizio e Caio trascorra le giornate a decidere quale cacca calpestare, sperando in un miglior “profumo”… mentre, sopra di lui/lei il firmamento stellato attende di essere ammirato, compreso, studiato. Secondo me, tra le altre cose, fare questo “salto di qualità” intellettuale, aiuterebbe Mancuso anche a scegliersi un aforista più geniale per dare il benvenuto sul suo sito; di sicuro, uno migliore di quel Alber Schweitzer le cui parole ci salutano dalla homepage di www.vitomancuso.it : “La sincerità è il fondamento della vita spirituale”. Molto probabilmente la maggior parte dei pensatori che citiamo sempre su Rosebud, si sarebbe limitato a scrivere “La sincerità è il fondamento della vita”, ma vero è che quest’ultima versione potrebbe risultare troppo complicata da comprendere per la maggior parte dei teologi; anche perché, una volta compresa, metterebbe in discussione le scelte di un’intera esistenza.

Vero è però che a Vito Mancuso bisogna sempre riconoscere una grande onestà intellettuale, come dimostra anche questo suo ultimo articolo. Saltando sveltamente l’argomento “burkini”, sul quale si è ormai detto tutto e il contrario di tutto, a mio avviso lo scritto di Mancuso è quanto mai interessante perché permette di sottolineare in maniera sostanziale alcuni fattori estremamente disdicevoli e negativi presenti nelle scritture religiose fondanti la cristianità; e, tra questi fattori, uno in particolare, uno che non smetterò mai di denunciare su questo sito, e spero fino a quando avrò respiro: il carattere fortemente diseducativo di queste datate scritture e dunque degli “insegnamenti” che impartiscono.

Scagli infatti la prima pietra il genitore che, notando le sottostanti perle aforistiche (tanto per restare in tema), riportate sul quaderno di suo figlio, non correrebbe direttamente in questura per denunciare il preside della scuola frequentata dal pargolo. Mi domando anche cosa sarebbe successo se l’autore di simili “cogitazioni” fosse stato quell’intelletto straordinario che è stato Friedrich Nietzsche. Probabilmente non sarebbe passato neppure un secondo prima che “giornali” come L’Avvenire, si mobilitassero per una “edizione straordinaria” tesa a distruggerne sistematicamente la figura e la disarmante forza d’intelletto. Fortuna che, a differenza di quelli preferiti da Mancuso, ci sono dettami aforistici che paiono stelle rubate all’intelligenza di un qualsiasi motore-creatore, o volutamente confidate da quest’ultimo ai suoi spiriti prediletti… proprio come è sicuramente stato lo spirito immenso di questo filosofo tedesco.

Ma, dicevo, chissà lo stupore di quei genitori nello scoprire che quelle “creazioni” sono state invece partorite dalle menti “eccelse” dei padri della religione che praticano? Chissà lo stupore nello scoprire che tali perle derivano direttamente dal sommo intelletto di San Paolo?

But, here we go con le “perle” aforistiche a cui accennavo qui sopra:

“Qui san Paolo dice tre cose precise: 1) che la donna è sottoposta all’uomo, così come l’uomo è sottoposto a Cristo, e Cristo è sottoposto a Dio, secondo una netta gerarchia ascendente; 2) che la donna non solo è sottoposta ma è addirittura finalizzata all’uomo, nel senso che è stata creata per l’uomo, di cui è chiamata a essere la “gloria”; 3) che la donna deve coprire la sua testa in segno di accettazione dell’autorità cui è sottoposta”.

Tratto da ““L’Islam, il Cristianesimo e la polemica sul Burkini” di Vito Mancuso.

E pensare che viviamo un mondo dove si preferisce censurare le foto delle conigliette di Playboy, o in cui si spendono tempo e soldi per scrivere tomi tesi a capire le cause e le ragioni che, loro malgrado, giustificano il “femminicidio”, senza mai trovarle, neppure quando si propongono nero su bianco, direttamente sotto i nostri occhi, come in questo caso. O, come dissi quando sulla mia strada incontrai il pensiero di un altro “ispirato” padre della Chiesa, Sant’Agostino: “Davanti a queste deprecabili sozzure, anche i maiali orwelliani paiono maestri di vita”.

Per la serie “braccia rubate all’agricoltura”, incluse quelle (soprattutto quelle), di coloro che nei nostri tempi digitali passano la vita a studiare i segreti-significati di codeste parole, le connotazioni-altre, i possibili arcani contenuti nelle stesse (e che quando non li trovano, li fabbricano)… invece di fare come tutti e andare a lavorare.

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