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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diario di bordo (11) – Di una “lavagna virtuale” dopo le 4500 pagine viste di ieri: a che serve un blog?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

besteverdi Rina Brundu. Ieri Rosebud ha registrato il nuovo record di pagine viste in un solo giorno: per la precisione 4428 come da dati wordpress indicati qui sopra, nella featured image di questo post. Non sono numeri giganti se li confrontiamo con i 23 milioni di pagine viste che registrò un blogger americano con il suo pezzo “Ecco perché il matrimonio non fa per me”, ma è pur vero che Rosebud pubblica tanti pezzi e soprattutto è un blog di nicchia che in virtù di un dato coraggio, di una certa temerarietà, finanche di una data incoscienza... mal si adatta con le necessità del politically-correct internettiano, dei followers e dei likes (che pure non sono pochi).

In realtà, almeno per quanto mi riguarda, Rosebud è definitivamente diventato quella lavagna virtuale che tanto desideravo: un luogo insomma dove scrivere ma soprattutto dove buttare dentro pensieri, scarne illuminazioni, sfogare gli scazzi, fare confusione di idee, liberare la creatività in perfetta e totale libertà. Mi ha sorpreso dunque (e forse non avrebbe dovuto sorprendermi) il mio “fastidio” nei confronti della presa d’assalto a Rosebud di ieri per quegli articoli sulla RAI che poi, bisogna ricordarlo, non sono certo i migliori componimenti che ospita questo sito, ma purtroppo questi sono i tempi “intellettuali” che viviamo e dobbiamo far di necessità virtù.

A causa di tutto questo, ieri in tarda serata sono arrivata a concludere che forse era meglio far fare una pausa al sito, nell’attesa di tornare alle nostre 500 pagine di media giornaliere (le pagine viste quotidianamente variano dalle 400 in questi periodi estivi fino alle 600-700, con tocchi fino ai mille, d’inverno). Onestamente preferisco una simile situazione, piuttosto che avere l’assalto del sito. Poi o deciso che sarei un blogger del cazzo se mi facessi prendere da queste “cogitazioni” e domande ridondanti sull’effettiva necessità per un blog, sulla sua utilità, e quindi nel day-after (che resta comunque affollato sulle cazzate RAI), eccoci di nuovo qui. Fermo restando che più avanti guarderò seriamente, come già indicato, alla possibilità di visione di questa particolare “lavagna virtuale” solo ad un dato gruppo (così tagliamo anche gli artigli a chi non si decide, o pare incapace di togliersi dalle balle). Per come sono fatta io, che non scrivo perché mi leggano ma generalmente perché ho qualcosa da dire, ritengo sia la miglior soluzione.

PS E per quel qualcuno che oggi è arrivato su Rosebud digitando su Google “alleato di Rina”… vorrei rassicurarlo: non si preoccupi, io non ho alleati, me la canto e me la suono da me e non potrei desiderare universo di riferimento migliore!

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