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RAI: il disastro nel disastro. Dall’intervista alla Boldrini all’informazione serale di Vespa. E grazie CNN!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Amatrice, dalla Rete

di Rina Brundu. Erano circa le quattro del pomeriggio in Italia quando, tornando a casa, sono infine riuscita a capire cosa è successo l’altra notte nel mio paese. Mi è stato spiegato che al momento il numero di vittime accertato é di 73. Mi è stata mostrata una cartina sismologica indicante la dinamica del nuovo terremoto che ha colpito l’Italia centrale, mi è stata spiegata la probabilità di molte scosse successive ed è stata fatta una informata comparazione con i terremoti precedenti supportata da grafici esplicativi e molto chiari. Mi è stata infine fatta sentire la voce dei locali, finanche i sussurri dei feriti ancora imprigionati tra le rovine, prima che in un silenzio molto "apropos" sullo schermo venissero fatte scorrere infinite immagini che non avevano bisogno di accompagnamenti didascalici.

Grazie CNN! Alla CNN ho infatti dovuto affidarmi dopo che nei precedenti tre quarti d’ora avevo vagato di canale in canale italiano nel tentativo di avere una idea chiara di cosa fosse successo. Con esclusione del canale La7, dove Enrico Mentana conduceva il suo TG, il resto della programmazione mi ha trasmesso l’idea di un disastro informazionale che faceva purtroppo nefasto pendant con il più gravoso disastro naturale di vite e di luoghi. Ma come è possibile che in presenza di una simile emergenza civile, la RAI affidi la sua informazione a programmi di intrattenimento (vedi La Vita In Diretta), a insipide edizione straordinarie dei telegiornali (programmate, tra l’altro, come se gli eventi stiano lì ad attendere i comodi della dirigenza RAI!), e poi avvisi in un occhiello che del “problema” ne parlerà, ne “renderà conto” in serata il Porta a porta di Bruno Vespa?

Ma stiamo scherzando? Come è possibile tutto questo? E dove vanno a finire i soldi che si pagano? Perché nessuno se lo domanda? È stato infine quando la tanto attesa edizione “straordinaria” del TG1 ha pensato di collegarsi sveltamente con i luoghi terremotati per intervistare la Boldrini trendy, incapsulata nella sua nuvola di vago splendore mentre tutt’attorno le persone morivano e i vigili del fuoco macinavano fatica e sudore, che ho subito abbandonato i canali italiani: va bene il danno, ma la beffa e la mancanza di rispetto assolutamente no, non in presenza di simili emergenze!

Leggi anche:

RAI: il disastro nel disastro (2) – Sull’inviato del TG3 zittito dal vigile del fuoco. O del senso dell’educazione civica nel servizio pubblico televisivo italiano!

RAI: il disastro nel disastro (3). Sulla messa cantata e la passerella istituzionale PD post-terremoto a “Porta a Porta”. Sull’educazione civica e sulla formazione.

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