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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

10 validi consigli sul come evitare la censura informazionale e l’informazione “trattata” al tempo del renzismo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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  • Saltate a pié pari l’informazione RAI (anche se avete giustamente pagato il canone oggi): per ciò che si è potuto vedere non c’é spazio che non sia stato occupato, e questo include i rari programmi di intrattenimento (se ancora guardate queste cose).
  • Evitate giornali come Repubblica e il Corriere, specie quest’ultimo perché se di Repubblica le posizioni le conosciamo e dunque la pappa è quella, il Corriere sta a mio avviso conducendo un gioco-politico davvero indegno della sua lunga storia e di quello che dovrebbe essere il suo ruolo didattico.
  • Attenzione ai sondaggi politici: come hanno ben dimostrato le ultime elezioni amministrative, i dati sono evidentemente “falsati”, se per dolo o mera incompetenza non è dato sapere ma non è neppure importante da un punto di vista informazionale
  • Attenzione ai sondaggi in Rete: anche le posizioni dei siti che mostrano sondaggi politici sono naturalmente taroccate. In genere, tanto più paghi tanto prima arrivi, e se paghi con soldi pubblici ancora meglio…
  • Di norma è bene selezionare, usando la vostra testa, non il consiglio-trendy di amici interessati, almeno tre provider di sondaggi che nel tempo si sono rivelati seri e fare una media dei dati ottenuti.
  • Selezionate almeno tre quotidiani che ritenete più liberi (meglio se appartengono ad editori puri o comunque con un certo grado di indipendenza), che guardino alle diverse ragioni politiche e poi imparate a tirare le vostre ragionate conclusioni.
  • Quando avete una mezz’ora libera prendetevi il tempo di visitare in Rete i migliori blog politici. Ce ne sono diversi, tenuti da diversi personaggi di variegati orientamenti, che, tra l’altro, hanno la maggior parte delle volte un know-how molto più sostanziale e tecnico, aggiornato di quello degli editorialisti del giornalismo d’antan. Selezionate almeno 5 di questi blog e ricordatevi di farne il bookmarking, teneteli d’occhio per qualche tempo e se non mantengono una linea editoriale chiara cambiateli. Se tra quelle pagine usano qualche parolaccia non spaventatevi, significa solo che sono davvero incazzati, ma significa anche che dovreste ascoltare queste persone… anche perché non c’é nulla di meglio di imparare da un opinionista libero, buono e knowledgeable fatto diventare cattivo dagli eventi… e dai politicanti che passa il conventino del quartierino. Evitate i blogger che non si presentano con nome e cognome!
  • Assicuratevi di seguire almeno due o tre blog, o siti di giornali e/o riviste dove si dia molto spazio alla satira antigovernativa. Di fatto la satira è sempre anti, altrimenti sono disegnini con “punctuation” o è leccaculismo.
  • Evitate gli hashtag trendy, il più delle volte li ha creati Matteo Renzi o gli spin doctors che lavorano per lui. Evitate anche tutto ciò che pare discussione trendy o cool, in genere gatta ci cova e i signori dei “filtri” sono al lavoro.
  • Se leggete l’articolo di un qualsiasi personaggio noto, che scrive a titolo di testa-pensante-autorizzata in virtù della sua fama, e se l’articolo é a favore del governo, chiudete subito il link o buttate il giornale a mare: è sicuramente una marchetta all’amico e/o benefattore!*

*Naturalmente voglio precisare che quelle appena esposte sono solo le mie opinioni, come è normale in un blog, e quindi non fanno testo. Chi sono poi io per dare consigli? Nessuno in particolare, però ho bazzicato in Rete dai suoi albori e anche quando in Italia i siti erano più rari dei politici onesti. Inoltre, mi sono sempre interessata di giornalismo online, anzi ho creato quel termine quando su google non compariva manco una entry con quell’indicazione. Fermo restando che i punti di cui sopra restano sempre le mie opinioni, enjoy with caution:)!

Rina Brundu Fecit, in Dublino.

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