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IL MODELLO STANDARD DELLA FISICA DELLE PARTICELLE. E PERCHE’ IL SITO DEL CERN NON TRADUCE I SUOI ARTICOLI IN ITALIANO?

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Vi è una possibilità di dirigere l'evoluzione psichica degli uomini in modo che diventino capaci di resistere alle psicosi dell'odio e della distruzione? Non penso qui affatto solo alle cosiddette masse incolte. L'esperienza prova che piuttosto la cosiddetta "intellighenzia" cede per prima a queste rovinose suggestioni collettive, poiché l'intellettuale non ha contatto diretto con la rozza realtà, ma la vive attraverso la sua forma riassuntiva più facile, quella della pagina stampata.
(Albert Einstein)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Si è tolto dai coglioni, si pensava, solo dopo si è capito che si trattava di impossibilità metonimica: difficile dire dove finiva l'uno e dove iniziavano gli altri! (Rina Brundu)
Dopo l’annuncio dei ricercatori dell’University of California – Irvine, in una ricerca pubblicata sulle Physical Review Letters (PRL) e ripresa dal sito dell’Agenzia Spaziale Italiana, secondo il quale il Modello Standard della fisica delle particelle andrebbe aggiornato con una quinta forza fondamentale mediata da un bosone X (da non confondere con Higgs), sono andata a rivedermi un pò di nozioni sul modello standard e sulle particelle mediatrici. Fermo restando che almeno per quanto riguarda l’idea dell’esistenza di una quinta forza, io pensavo che la notizia fosse datata (risalente almeno a trenta anni fa), a stupirmi di più è ciò che ho scoperto durante le mie “ricerche”.
 

Ho scoperto per esempio che il sito del CERN encomiabilmente pubblica per i suoi visitatori dati passi didattici tesi ad aumentare il loro know-how delle tematiche importanti della Fisica, ma li pubblica solo in inglese e francese (vedi featured image). A mio avviso è cosa buona che esista una lingua operativa per tutti i ricercatori del mondo ed è indubbio che questa lingua sia l’inglese. Tuttavia, qualche dubbio arcano mi assilla: che c’entra il francese? Se la scelta di questa lingua fosse dovuta al fatto che il CERN si trova in Svizzera, vorrei ricordare che lingue ufficiali della Svizzera sono anche il tedesco e l’italiano, lingue i cui speakers hanno già dato alla Fisica quanto gli speakers di lingua francese non riusciranno mai a dare in un’eternità di tempo.

Uscendo dal realm dei massimi sistemi, il “gist” del mio discorso è il seguente: considerando il numero di ricercatori italiani che stanno al CERN, considerando i nostri investimenti e i nostri contributi colà, perché i ragazzi italiani non sono messi in condizione di “formarsi” anche tra le pagine del loro sito? Il dubbio arcano mi assilla anche perché garantisco che quando le parrocchie italiche debbono “indottrinare” con le loro diseducative parabole sono molto più svelte delle università nel preparare le prediche… mentre sarebbe opportuno salvare quante più menti giovanili possibile dalle loro grinfie e incamminarle sooner rather than later sul sentiero della formazione scientifica. Pare uno scherzo, una boutade ma assicuro che non lo è.

A titolo di omaggio ho tradotto io la pagina sul Modello Standard che tuttavia mi ha colpito per l’eccessiva semplificazione dei discorsi: va bene la Fisica per tutti ma non è che evitando di chiamare una “spina” col suo nome quella punge di meno o non punge affatto….  Detto questo per “rimpolpare” ho inserito anche uno schema delle particelle tratto da altro sito e due mie note… nella seconda delle quali ho discusso un passo della scrittura originale che mi ha lasciata davvero perplessa: ma non é che i fondi stanno finendo anche per il CERN e presto dovremmo tornare alle botteghe scientifiche medievali, meglio se dentro il dominio di un’abbazia indottrinata? Il dubbio mi distrugge. Sic.

Rina Brundu, 2016

 

IL MODELLO STANDARD 

Le teorie e le scoperte di migliaia di fisici dal 1930 ad oggi ci hanno regalato una straordinaria conoscenza della struttura fondamentale della materia: tutto nell’universo sembrerebbe essere formato da alcuni blocchi costitutivi basici chiamati particelle fondamentali, governati da quattro forze fondamentali. La nostra maggior comprensione di come queste particelle e tre di queste forze interagiscono tra loro è compresa nel Modello Standard della Fisica delle particelle. Sviluppato agli inizi degli anni ’70, il Modello Standard ha spiegato con successo quasi tutti i risultati ottenuti con la sperimentazione e ha teorizzato accuratamente una grande varietà di fenomeni. Nel corso del tempo e grazie a molti esperimenti, il Modello Standard si è affermato come una teoria fisica molto ben provata.

Le particelle della materia

Tutta la materia intorno a noi è fomata da particelle elementari, i mattoni costitutivi della materia. Queste particelle sono di due tipologie basiche chiamati quarks e leptoni. Ogni gruppo è formato da 6 particelle, che interagiscono a coppie, chiamate “generazioni” (1). Le particelle più leggere e più stabili costituiscono la prima generazione, mentre le particelle più pesanti e meno stabili appartengono alla seconda e terza generazione. Tutta la materia stabile nell’universo è fatta da particelle che appartengono alla prima generazione; tutte le altre particelle più pesanti decadono velocemente al successivo livello più stabile. I sei quark sono accoppiati in tre generazioni – l’up-quark e il down-quark formano la prima generazione, seguiti dal charm-quark e dallo strange-quark, e poi dalla coppia top-quark e bottom (o beauty) quark. Anche i quark si presentano in tre diverse cariche di “colore” e si mischiano solo in modo da formare oggetti senza carica di colore. I sei leptoni sono pure organizzati in maniera simile, in tre generazioni – l’elettrone e l’elettrone-neutrino, il muone e il muone neutrino, il tau e il tau-netrino. L’elettrone, il muone e il tau hanno tutti una carica elettrica e una massa misurabile, mentre i neutrini sono elettricamente neutri e hanno una massa minima.

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From the Physics and more site, many thanks.

Le forze fondamentali e le particelle mediatrici

Ci sono quattro forze fondamentali nell’universo: la forza nucleare forte, la forza nucleare debole, la forza elettromagnetica, la gravità. Queste forze muovono con diverso range e diversa capacità. La gravità è la forza più debole ma agisce su un range infinito. Anche l’elettromagnetismo ha un range infinito ma è molto più forte della gravità. La forza nucleare forte e la forza nucleare debole sono efficaci solo in un range corto e dominano solo a livello subatomico. Malgrado il suo nome, la forza nucleare debole è molto più forte della gravità ma è senz’altro la più debole delle altre tre. La forza nucleare forte, come suggerito dal nome, è la più forte delle quattro interazioni fondamentali.

Tre delle forze fondamentali sono il risultato dello scambio di particelle mediatrici di forza, che appartengono ad un gruppo più sostanziale chiamato “bosoni”.  In pratica, le particelle di materia trasferiscono discrete quantità di energia scambiandosi bosoni l’una con l’altra. Ogni forza fondamentalle ha il suo bosone corrispondente – la forza nucleare forte è mediata dal gluone, la forza elettromagnetica dal fotone, e i bosoni W e Z sono responsabili per la forza nucleare debole. Anche se non è stato ancora confermato il gravitone dovrebbe essere la relativa particella mediatrice di forza per la gravità. Il Modello Standard comprende l’elettromagnetismo, la forza nucleare forte e debole e tutte le loro particelle mediatrici, e spiega molto bene come queste forze agiscono su tutte le particelle della materia. Tuttavia, la forza che ci è più familiare nel quotidiano, la gravità, non fa parte del Modello Standard perché inserire in maniera convincente tale forza in codesto contesto si è rivelato un compito molto arduo. La teoria quantistica usata per descrivere il mondo subatomico, e la teoria generale della relatività usata per descrivere il macrocosmo, non sembrerebbe rientrare facilmente dentro uno schema unificante. Nessuno è mai riuscito a renderle matematicamente compatibili dentro il Modello Standard. Ma fortunatamente per le particelle fisiche, quando si guarda a queste scale infinitesimali, l’effetto della gravità è così debole da essere insignificante. Solo quando si ha materia in grande quantità, per esempio quella richiesta per un corpo umano o un pianeta, l’effetto della gravità prende il sopravvento. Ne deriva che il Modello Standard risulta ancora valido malgrado la forzata esclusione di una delle forze fondamentali.

Fin qui tutto bene, Ma…

… il lavoro dei fisici è lontano dall’essere finito. Anche se il Modello Standard è attualmente la miglior fotografia che abbiamo del mondo subatomico, tale modello non spiega tutto. La teoria incorpora solo tre delle quattro forze fondamentali, lasciando fuori la gravità. Ci sono anche delle importanti domande a cui non sembra saper rispondere, come per esempio “Cos’é la materia oscura?”, o “Cosa è successo all’antimateria dopo il Big Bang?”, “Perché ci sono tre generazioni di quark e leptoni così diversi per massa?” ma non solo. Ultima ma non meno importante è una particella subatomica chiamata bosone di Higgs che è pure un componente essenziale del Modello Standard.

Il 4 luglio 2012, gli esperimenti ATLAS e CMS effettuati grazie al Large Hadron Collider (LHC) del CERN confermarono l’osservazione di una nuova particella nella regione di massa intorno ai 126GeV. Questa particella risponde ai requisiti del bosone di Higgs ma richiederà altro lavoro per accertare se è o no il bosone di Higgs teorizzato dal Modello Standard. Il bosone di Higgs, così come ipotizzato dentro il Modello Standard, è la manifestazione più semplice del meccanismo di Brout-Englert-Higgs. Altri tipi di bosoni di Higgs sono teorizzati da altre teorie che guardano oltre il Modello Standard.

L’8 ottobre 2013 il Premio Nobel in Fisica fu assegnato a pari merito a François Englert e Peter Higgs “per la teoria che ha permesso di scoprire un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche, e che è stata recentemente confermata con la scoperta della particella fondamentale teorizzata da parte degli esperimenti ATLAS e CSM del Large Hadron Collider del CERN”.

Ne deriva che sebbene il Modello Standard descriva accuratamente i fenomeni inquadrabili dentro il suo dominio, resta ancora incompleto. Chissà invece che lo stesso non sia solo una parte di un quadro più  complesso che include le dinamiche della Nuova Fisica nascoste nelle profondità del mondo subatomico o nei più oscuri recessi dell’universo (2). Le nuove informazioni che ci arriveranno dagli esperimenti con il LHC ci aiuteranno a scoprire gli altri tasselli mancanti.

Libera traduzione in italiano di Rina Brundu, agosto 2016, dall’originale inglese ripreso dal sito del CERN

https://home.cern/about/physics/standard-model

  • (1) In fisica delle particelle, una generazione (o famiglia) è una divisione di una classe o di una tipologia di fermione elementare basata sulla vita media dellle particelle. Tra le generazioni di una classe o di una particella l’unica differenza è la massa, mentre i numeri quantici sono gli stessi.
  • (2) Questa espressione del redattore francamente mi lascia perplessa soprattutto perché si trova sul sito del CERN. Per non lasciare dubbi che non sia un mio errore di traduzione riporto qui il passaggio originale: “So although the Standard Model accurately describes the phenomena within its domain, it is still incomplete. Perhaps it is only a part of a bigger picture that includes new physics hidden deep in the subatomic world or in the dark recesses of the universe”.  Please explain: cosa vuol dire dire, che i misteri del Modello standard potrebbero essere nascosti “negli oscuri recessi dell’universo?”. Da qualunque parte dell’universo ci si trovi non sarebbe logico pensare che le leggi della fisica operano solo a due livelli: a livello macro (vedi relatività generale) e a livello subatomico (vedi i discorsi appena fatti e le dinamiche quantistiche), quale sarebbe la terza via, i realms della dark-force di Star Wars forse? D’accordo una scrittura comprensibile a tutti, ma non si corre il rischio di esagerare, preferendo alle osservazioni matter-of-fact una retorica oscura che non porta a nulla? Solo la mia opinione di traduttrice, s’intende, e sicuramente mi sbaglio io.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

4 Comments on IL MODELLO STANDARD DELLA FISICA DELLE PARTICELLE. E PERCHE’ IL SITO DEL CERN NON TRADUCE I SUOI ARTICOLI IN ITALIANO?

  1. Vabbè dai, almeno qualche italiano è spinto a studiare un po’ di inglese…

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    • Caro Gianni come sai fosse per me l’inglese sarebbe seconda lingua ufficiale del paese e sarebbe studiato come l’italiano nelle scuole. Non farmi entrare in questo argomento perché dopo ciò che ho testimoniato in Italia non troppi mesi fa direi cose di cui mi pentirei… specie perché le riconfermerei sempre.

      Chi non parla inglese oggi è fuori dal mondo e chi si illude di non esserlo e fuori anche di testa.

      Il mio punto era un punto diverso ed ha a che fare con i soliti francesi che hanno dei trattamenti di privilegio per ragioni che non si comprendono. Un francese sta allo studio della Fisica come Sheldon Cooper sta al catechismo serale.

      E non dico altro perché é Ferragosto e voglio essere buona.

      ps Però anche i redattori del CERN che scrivono in inglese dovrebbero verificare cio’ che scrivono perche’ non ci si puo’ far ridere dietro… Questo al CERN non e’ concesso perché deve essere un fiore prezioso che racconta al meglio la potenzialità dell’intelligenza umana..

      Ciao

      Liked by 1 person

      • Dai dai, la mia era una battuta, forse fuori luogo data la serietà dell’articolo, ma solo questo. Sulle lingue in generale il francese non me lo spiego, come non mi sarei spiegato il tedesco e forse nemmeno il solo italiano… Diciamo che in generale ecco sì, potevano fare lo sforzo di rendere disponibile il tutto nelle lingue “standard” europee, non credo che al CERN abbiano problemi a padroneggiarle un po’ tutte.

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  2. Figurati… tranquillo. In realtà a me pare di ricordare che le pagine in italiano c’erano anche perché ci sono centinaia di scienziati italiani colà… Temo purtroppo che tutto abbia a che fare con la spending review: se da un lato siamo costretti a sovvenzionare l’auto blu di Alfano e l’areo privato di Renzi mentre porta la consorte a fare le passerelle a Rio… e ovvio che da qualche altra parte i soldi bisogna toglierli. Togliamoli alla ricerca, allo studio e alla formazione delle future generazioni…. e w l’Italia metà giardino… e metà galera.

    Ciao

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