PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

Laicità e lotta alla superstizione – “Il Fatto Quotidiano” diseducativo? Di esorcismi, esorcisti, “posseduti”, guaritori e profeti legittimati giornalisticamente: Travaglio come Brosio sotto il solleone?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

esorcismidi Rina Brundu. Come i miei quattro lettori ben sanno, “Il Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio è un giornale molto citato su questo sito. In realtà è pure l’unico giornale italiano citato soprattutto in positivo, specie a causa del grande lavoro che sta svolgendo in questo momento storico molto difficile per la libertà di informazione in Italia e per la solida tenuta delle nostre istituzioni democratiche.

È stata perciò davvero grande la mia meraviglia quando questa mattina ho visto sul sito di questo giornale la home che trovate ripresa nella featured image di questo post, celebrante un articolo titolato Esorcismo, la lotta col diavolo a 10 minuti dalla stazione di Milano. Grida, preghiere: come la Chiesa aiuta i “posseduti”” firmato da Andrea Federica de Cesco e Federica Scutari, e che, in verità, a dispetto delle tematiche dell’occulto di cui tratta, mi ha lasciato con solo una domanda inquietante: ma non è che Travaglio ha contratto la Sindrome Brosio sotto il solleone?

Intendiamoci, non ci vedo nulla di male nel fatto che IL FATTO scelga di trattare anche questa tipologia di argomenti tra le sue pagine, specie in un periodo estivo in cui qualcosa bisogna sicuramente fare per combattere le maggiori vendite dei tabloid gossipari (che purtroppo anche in Italia non sono pochi), mentre l’alternativa sembrerebbe essere offrire notizie similpolitiche che vedono come più gettonato orizzonte d’attesa azionabile le cosce di Maria Elena Boschi. E senza dimenticare poi la mission di un’educazione verso una maggior apertura mentale a cui ogni valido giornale dovrebbe sempre guardare. Io stessa ho fatto battaglie campali su questo e su altri siti, specie in passato, per guadagnarmi quel diritto a cogitare anche in pubblico oltre il dogma, di qualunque tipologia questo fosse, finanche di prenderlo per il culo in maniera irriverente se necessario. E a questo diritto non ci rinuncerei mai pena la morte della mia capacità di critica e intellettuale et dulcis in fundo della mia anima.

Ma dal prendermi il diritto a poter scrivere su Rosebud di qualsiasi argomento sotto il sole, a riportare sul sito passaggi come questo “Spesso i professionisti sono scettici, la maggior parte è ateo e convinto che sia tutto un delirio”, spiega Laura Cantarella, psicoterapeuta. “Ma basta vedere anomalie come il rifiuto al sacro o la levitazione per capire che c’è dell’altro” – brano tratto appunto dall’articolo oggetto di questa critica – ce ne passa. E se simili brani non li trascriverebbe mai alcun blog passabilmente serio, come mai li riporta, senza nessun apparente controllo redazionale, il giornale di Travaglio, un giornale che ha sicuramente un dato tipo di responsabilità formativa su scala nazionale?

Senza dover scomodare troppe nascoste trame mediatiche di background io purtroppo credo di avere già la mia risposta. Di fatto ciò che neppure il liberato e sovente graffiante IL FATTO di Travaglio riesce a superare è un sostanziale e molto grave problema culturale. Da quali elementi traggo queste mie conclusioni? Per esempio dal fatto che il titolo già citato parli di persone che hanno sicuramente sostanziali problemi psico-relazionali come di individui “posseduti” (scherziamo, vero?); dal fatto che nell’incipit del pezzo ci si stracci le vesti parlando di “finti esorcisti”, “presunti guaritori”, “sedicenti profeti”: forse che i giornalisti di Travaglio stanno avallando l’ipotesi che esistano veri “esorcisti” (anche qui stiamo scherzando quando usiamo questo termine? Lo spero bene), veri guaritori e veri profeti? Ma soprattutto le traggo dal fatto che il titolo si preoccupa di scrivere a caratteri cubitali di come la Chiesa li stia aiutando, codesti miseri. Altra domanda: ma come fa la Chiesa – intesa come religione, una fra le tante – ad aiutarli se i suoi, spesso perniciosi, insegnamenti sono la causa prima del male? E come è possibile che nel ventunesimo secolo, tra dinamiche scritturali digitali di primo piano, come sono certamente quelle che riguardano questo giornale, in un paese più o meno del primo mondo, come è l’Italia, si parli ancora di una Chiesa che promuoverebbe la professione dell’esorcista?

Mi ripeto, ho fatto infinite battaglie, specie su questo sito, su questi argomenti per non sapere i rischi che si corrono quando si dà contro queste istituzioni religiose formalizzate che promuovono una sorta di interesse nazionalpopolare verso la metafisica: il minimo che ti può capitare è di esser considerata folle, specie dentro circuiti non troppo illuminati nel loro percorso di crescita intellettuale, e il massimo… be’ non dubito che se non abitassimo stati laici sarei suscettibile di fare la fine di Bruno. Detto questo Bruno non ha ceduto, men che meno intendo cedere io che di rischi ne corro oggettivamente molti di meno. Premesso che io non ho alcun interesse ad andare contro la Chiesa, specie in un periodo in cui a mio avviso il cattolicesimo vive il suo periodo d’oro grazie al pontificato di un uomo straordinario come è indubbiamente Papa Francesco, io mi sono ormai convinta che più si porta rispetto verso questa sorta di tristo carrozzone da avanspettacolo che la Chiesa in quanto idealità astratta si porta dietro sul piano del reale, e che è retaggio di secoli di profonda paura e grande ignoranza, peggio è.

Ne deriva dunque che – specie sul piano mediatico – non dovrebbe essere data, MAI, nessuna corda a questi argomenti, specie quando presentati in questa maniera, ovvero muovendo oltre il factual e ipotizzando il fictional metafisico. Secondo me, se proprio queste due giornaliste volevano “acculturare” i loro lettori in materia, avrebbero potuto affrontare la tematica da un punto di vista strettamente antropologico, magari dando un’occhiata ai discorsi di Propp, ai tanti libretti anche meno noti che non si negano a nessuno in nessun decente corso di tradizioni popolari, anche se a dire il vero sarebbe bastato un semplice studio della storia: magari quella degna degli Atzechi in Sud America che avrebbe portato molto materiale su cui meditare a chiunque pensi che basti “vedere anomalie come il rifiuto al sacro o la levitazione per capire che c’è dell’altro”.

Il tragico però è dato dal fatto che la critica che ho appena esplicitato riguarda solo gli aspetti, come chiamarli?, di superficie del danno che procurano simili predicazioni. È quando invece si pensa alle effettive cure psichiatriche o psicologiche che i soggetti interessati non seguono, causa queste “altre possibilità” di percorso “curativo” che vengono invece prese in considerazione, o quando si pensa al difficile background formativo che vivono ed evidentemente hanno sempre vissuto gli individui che si fanno portatori di simili idee da armageddon medievaleggiante (e, ci tengo a precisarlo, qui la capacità economica non ha peso perché io ho personalmente conosciuto persone di grandi mezzi economici che vivevano un’età intellettuale oscena nella sua povertà), che si può davvero intuire e quantificare il danno procurato nella sua reale portata sociale, specie quando questo riflette su quei bambini e quei giovani che nel loro futuro prossimo dovranno combattere altre battaglie per “riuscire” in un mondo che da domani mattina – vivaddio – pretenderà il massimo dalla loro intelligenza.

Ecco, cio che vorrei dire alla bravissima redazione di Travaglio è solo questo: purtroppo nell’Italia di questi tempi abbiamo già tanti “imbonitori” che, su vari livelli e a diverso titolo, tentano di venderci le loro reliquie, i santini, i loro disegni “occulti”, per cui…. non aggiungiamo carico al carico, le generazioni di italiani che verranno non se lo meritano e hanno altri cazz… pardon, matasse da sbrogliare!