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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diario di bordo (8) – Agosto 2016. Di una “nicchia” e di un sito con 63 rubriche e… iconoclastia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

ThoughtsBecomeThingsdi Rina Brundu. Ogni anno è la stessa storia: mi dico che questa volta non lo rivernicio e poi, immancabilmente, mi ritrovo a spendere i momenti liberi agostani, che potrebbero essere usati per prendere più aria, anche a queste latitudini, per fare qualche cambiamento su Rosebud: un tocco qui, un altro là, un link rimosso, una nota aggiunta, tolta o modificata in attesa... della nuova stagione.

In realtà questa volta ci sono andata giù pesante, come quelle persone che si tagliano i capelli per marcare un cambio di vita. Via tutti i link, via le ridicole connessioni feisbukiche, via quanti più occhielli fanciulleschi possibile: iconoclastia virtule, appunto!

Ma riguardandolo già il sito mi piace di più. In realtà il percorso verso il desiato target segreto è ancora lungo. Per raggiungere lo scopo dovrei rivedere, editare, in alcuni casi rimuovere,  tutti gli oltre 4000 articoli del sito e gli oltre 9000 commenti. Ci vorrebbe tempo…. Detto questo, se il sito non chiuderà e deciderò di andare avanti con il blogging online – che è ormai l’espressione autorale privilegiata dovunque e a qualsiasi livello, di sicuro quella che crea più impatto immediato – non è detto che questo lavoro non si faccia… anche per infiniti altri motivi.

Ma semplificare è un must se si vuole sperare di raggiungere il vero obiettivo, ovvero fare di Rosebud una nicchia di qualità per una scrittura digitale diversa. Fosse per me arriverei anche ad implementare opzioni in virtù delle quali dati articoli verrebbero letti solo da dati user… ma per il momento non è una possibilità praticabile perché comporterebbe troppi cambiamenti per i quali non vi è tempo. Magari in futuro, magari verrà un giorno in cui questo specifico luogo diventerà il diario segreto di un salotto vittoriano virtuale: perché no? Bisogna adattarsi ai tempi e mai dimenticare il passato.

Aggiungo anche che ad oggi Rosebud ha nel suo pancino molti interventi di numerosi personaggi, anche molto noti, che nel tempo hanno costruito quasi uno scrigno che in definitiva è una sorta di testimonianza viva delle variegate opinioni delle persone del nostro tempo. Io penso che sia una cosa bella soprattutto qualora si riuscisse a preservare tutto questo lavoro nel futuro e a mostrarlo a chi verrà dopo di noi. Sai che soddisfazione vedere i posteri che diranno: ‘azzo la Brundu l’aveva vista proprio giusta sul renzismo! Naturalmente, sghignazzeranno pure in diverse occasioni ma immagino che l’esercizio sarebbe tutta salute.

Le ho contate: il sito ha 63 rubriche ufficiali! Che, a dire il vero sono solo una parte delle tante tematiche che abbiamo sempre trattato.

Confesso che oltre a meravigliarmi di mio, il dubbio mi assilla: cui prodest? Davvero non lo so. Ma so pure con certezza che quando passeremo il grande guado (che non è quello che usavano traversare Terence Hill e Bud Spender sovente muovendo una mandria rubata), non ci porteremo dietro niente di troppo pesante o di apparentemente importante: chissà invece che non ci accompagnino tante nozioni imparate anche tra queste pagine virtuali per merito delle tante persone capaci che le hanno abitate…. Tutto può essere.

Nel dubbio, il mio ringraziamento  va a priori… a tutti, rosebuddiani passati, presenti e futuri.

E Buon Ferragosto che da queste parti si spende al lavoro… ma importa?

Lots of love.

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