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Cantico di Mosè – Maria Teresa Santalucia Scibona

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

mose

“Per la sacralità dell’esistenza
ho chinato la testa come un giunco
mi son fidato della Trascendenza
perdonando ai nemici i loro torti.

Presto l’Eccelso a sé mi chiamerà
ed entrerò nel soggiorno dei morti.
Ora la meta non è più distante,
amatevi figlioli e siate accorti.

Discenda come neve la dottrina
sui cuori resi duri dal peccato,
essa vi ammanti come fa la brina
o la rugiada sul fiorente prato.

Ascolta terra l’eterna parola
che si espande nei confini del cielo
svelatami da chi salva e consola.
Diffondetela dopo la mia morte.

Lui glorioso cavalca le nuvole
e sa scatenare fulmini e gelo.
Orsù lasciate la maligna sorte
ricolma di sventure e avversità.

Quando l’Eccelso il pane ti darà
nero d’amaritudine e torbida
sarà l’acqua d’affanno, senza danno
frantuma le catene di rancore,

metti l’elmo della rassegnazione
e professa con lucida ragione
il dovere della tua vigilanza.
Attendi la speranza che dal cielo

viene, con esile trepidazione.
Quel Dio geloso ricolmo d’affetto
verserà pioggia su terra bruciata
come l’erbetta che sui tetti nasce.

Il deserto si muterà in frutteto,
docile e lieto attiva la pazienza.
La steppa gemmerà come il narciso
accendi in volto un radioso sorriso.

Volgi lo sguardo fisso alla tua meta
e non precipitare nell’abisso
dove incombe pianto e desolazione
allora arretra l’astuto Leviathan.

Plebaglia sovversiva ed insensata
con le tue ripetute inadempienze
disconosci Colui che t’ha salvata,
un Dio fedele senza iniquità.

Il legaccio malvagio delle colpe
non arresta il Suo braccio minaccioso.
L’uomo si attiene solo alle apparenze
invece il Giusto svela la malizia,

che si annida nel profondo dei cuori
e soppesa il fremente desiderio
di cui si alletta l’uomo e si delizia
nel perseguire i vanitosi allori.

Il discendente che libero nasce
nel pianoro rigoglioso e fecondo
dove l’agnello nei prati si pasce,
deve crescere sereno e giocondo.

Tu certo non permetti che si lasci
i tuoi fratelli di sangue a patire
e da vessato dovresti capire
l’antica tentazione ricorrente:-

Colui che impugna l’ingiusto potere
con perversione della volontà,
per le sevizie può indurli a morire
per lui la vita altrui non vale niente.

Mostrando il dorso a rei contestatori
non ho negato la faccia agli scherni,
ai grevi insulti dei persecutori.
Anche se la mestizia mi affliggeva

con funi più tenaci della morte
e per sorte funesta son confuso,
preservo i piedi da false cadute
e dalla fede non resto deluso.

Il pingue Jesurun ha reclamato
dissacrando la Rocca di Salvezza,
l’Eterna gelosia ha suscitato
adorando altri dei con leggerezza.

La mia spada si nutrirà di carne,
di sangue gronderanno le mie frecce
mentre la speme già nei petti langue
riparo la sprezzante indifferenza.

Così traspare con chiara evidenza
l’orgoglio della vana cecità,
il delirio dell’umana impudenza.
Indotti da uno scopo ingannatore

Che brama invano la felicità,
perseveriamo tutti nell’errore
negando la Divina Potestà,
ma ci scontriamo con l’equo rigore.

Il nutrimento della Sua parola
si unisca con la mia benedizione.
Il Possente sarà riconciliato
col pegno della mite devozione.

Siete la Sua speciale proprietà
lodateLo per la predilezione.
Egli vi terrà stretti fra le braccia
sino alle soglie dell’eternità.

Tratto da “Mosé” (2016) di Maria Teresa Santalucia Scibona

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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