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Giornalismo online – Perché penso che sia un dovere anche formativo boicottare “l’informazione” renzista RAI. E sull’importanza del NO al Referendum di ottobre per cambiare lo status-quo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Image4di Rina Brundu. Non ne ho voglia di commentare l’ennesimo incommentabile colpo di mano renzista per assicurarsi la totale sottomissione del Servizio Pubblico RAI prima del Referendum di ottobre. Questo possono farlo i professionisti dell’informazione come da codice deontologico (vedi featured image e cliccare sull'immagine per leggere l'articolo); per la precisione quei pochi professionisti dell’informazione che in questo momento di sostanziale emergenza democratica ed informazionale in Italia hanno ancora il coraggio della loro dignità e ricordano cosa vuol dire essere giornalisti, oltre al firmare il contratto editoriale trendy.

Ma non voglio commentare anche perché – a differenza degli spin doctors renzisti – io ho altra opinione del pubblico italico dell’era post-digitale e della loro capacità di discernimento. Come non bastasse mi occupo da più di venti anni di dinamiche mediatiche web e quindi tendenzialmente dovrei contentarmi: con quest’ultima “mossa” mediatica del Matteo Renzi in attesa di fare le valigie la vittoria del NO al Referendum dovrebbe essere non assicurata ma garantita, sarei davvero sorpresa altrimenti.

Però c’é un altro punto che mi preme fare, ovvero quanto sia importante da un punto di vista formativo ed educazionale che quanti più cittadini, per inciso quegli stessi cittadini che danno contro gli Erdogan in Turchia, boicottino l’informazione RAI, boicottino l’informazione di questa RAI megafono di un governo non eletto e, come dimostrato dalle recenti elezioni amministrative, non voluto. Quanto sia importante per i loro figli, per la tipologia di cultura civile e politica che si vuole insegnare loro. A differenza di ciò che accadeva ai tempi epici della democrazia americana e del grande Thoreau, infatti, nessuno dovrebbe incitare le persone a non pagare il canone: sarebbe un reato!

Ma mentre é indubbio che ogni italiano degno ed onesto, che abbia a cuore il suo paese e il suo futuro, dovrebbe cogliere la palla al balzo ad ottobre per dire “basta”, per urlare “not in my name”, per riprendersi la sovranità che gli appartiene, è pure vero che oggi si può fare tanto altro nella più perfetta legalità. Da un punto di vista strettamente “tecnico”, ci sono i telegiornali e i programmi di La7, e ci sono infiniti canali digitali e stranieri. Soprattutto c’é la Rete, c’é il sito de Il Fatto Quotidiano (a cui in tutta onestà ritengo dovrebbe essere consegnato il Premio Pulitzer per ciò che ha fatto in questi ultimi 30 mesi, e lungi da me l’idea di scherzare), ma ci sono anche infiniti siti di blogger molto validi che sono giornalisti, professori universitari, commentatori a vario titolo, tecnici, persone capaci e di talento che analizzano le notizie con competenza e soprattutto senza guadagnarci nulla, anzi, sovente perdendoci qualcosa a causa della pertinacia a non voler mettersi in vendita e che proprio per questo meritano una qualche considerazione in più. Non è il lavorare per un editore trendy che fa il giornalista, ma la sua innata passione, la sua innata curiosità, la sua innata determinazione a voler raccontare la verità che gli/le mostrano i suoi occhi, non quella che gli/le passano sottobanco – in forma di pizzini “a buon rendere” – gli amici governativi. Amici con cui peraltro non dovrebbe accompagnarsi: MAI!

Ripeto: perché é necessario boicottare l’incommentabile e l’inservibile, la sbobba RAI quotidiana? Non solo per un mero ultimo guizzo di dignità di un cittadino italico e di un teleabbonato fortemente penalizzato, ma soprattutto perché tutti noi abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli a diventare cittadini migliori di un domani migliore che per definizione non potrà vivere con le nefaste dinamiche, anche mediatiche, che siamo costretti a subire e a testimoniare in questi mesi. Noi insomma possiamo comunque fare una differenza, alla prossima tornata elettorale, ad ottobre e fin da subito, ora! Noi possiamo comunque pagare il canone e dire NO, NOT IN MY NAME!

 

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