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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (245) – Sulla tristissima fine del renzismo. Dal posto alle “Poste” del fratello di Alfano, alla visita a Taranto, all’occupazione totale dei telegiornali RAI

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Oggi scrivo per mera indignazione, un’altra volta. Una indignazione profonda, mai provata prima e una vergogna di appartenenza nazionale sentita. Anche con una rabbia che questa vergogna di appartenenza nazionale la provochino in fondo solo alcuni individui intenti a fare i loro interessi mentre seduti su poltrone istituzionali ottenute attraverso giochi di corridoio e mai per investitura popolare. Una rabbia che diventa onta quando, fra poche settimane, saremo infine costretti a sgangiare l’annuale obolo per foraggiare quella RAI che è ormai diventata il megafono immondo di questa deleteria casta politica….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!

2 Comments on Quello che il renzismo non dice (245) – Sulla tristissima fine del renzismo. Dal posto alle “Poste” del fratello di Alfano, alla visita a Taranto, all’occupazione totale dei telegiornali RAI

  1. stanco // 30 July 2016 at 21:10 //

    Matteo…. datti una registrata e cerca la via di casa.

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    • Eh già, hai mai visto il topo che lascia la forma di formaggio preferito?
      Alla porta bisogna accompagnarcelo e con decisione, insieme a tutta la corte. Non dico di fare la lista, perché abborriamo il nazismo, ma bisognerebbe tenere a mente tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo e guadagnato da questi 30 mesi inqualificabili, di golpe bianco, e fare in modo che non occupino mai più posizioni istituzionali. Non credo che possa esistere punizione più grande per questi personaggi; proprio come il topo che vede la suddetta forma di formaggio ma non riesce a sfiorarla.

      Ancora due mesi e mezzo. E poi speriamo che questi individui diventino dei “ricordi” che si chiamano così solo perché la semantica tende a riaggiornarsi con lentezza. Incubi sarebbe comunque un sinonimo migliore.

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