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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Giornalismo italiano e homepages pazze – Il “caso” Corriere della Sera e la morte di Marta Marzotto: apologia del provincialismo mediatico (mentre Francesco visitava Auschwitz e Hillary accettava la nomination).

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

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La commovente immagine mattiniera di Papa Francesco ad Auschwitz

di Rina Brundu. Il commento che segue rientrerà di diritto nella serie “Facciamoci altri amici”, ma a che pro’ avere un blog dedicato al giornalismo e non usarlo per scrivere il proprio pensiero, specie nei giorni liberi d’estate?

Dunque, oggi sarebbe passata a miglior vita la già contessa Marta Marzotto. No, l’ecchissenefrega non lo accetto perché altrimenti viene meno la “notizia” che giustifica questo scritto, ma accetto la seconda domanda in lista: chi cazz’era? Detto alla buona era un’altra donna italiana nata povera diventata ricca mercé il matrimonio con un nobile, e che ha speso la vita tra le pagine dei giornali gossipari, sulle catwalks, nonché di salotto buono in salotto buono… ma non solo, o almeno così sembrerebbe dalla sua ventennale storia d’amore con il pittore Renato Guttuso (e qui il “chi cazz’era” sarebbe giustificato solo se provieni da oltreconfine).

Mi rendo conto che tale biografia non è proprio una di quelle che cambiano la vita ai tanti ma questo passa il convento. Ad onor della morta si potrebbe pure aggiungere che dalle poche volte in cui l’ho vista in tv, la stessa signora pareva una donna molto simpatica, attiva, dedita a godere il meglio della vita e a profittare come niuna delle possibilità (anche economiche) di cui disponeva. Non vi è nulla di male in tutto questo. Dulcis in fundo la signora pareva avere anche un notevole senso dell’umorismo a tal punto che sono fermamente convinta che sarebbe la prima a concordare con ciò che andrò a scrivere da qui in avanti.

Eh già!, perché in un Paese normale davanti a un “lutto” come questo si sarebbero fatte le condoglianze alla famiglia e alla stessa famiglia si sarebbe lasciato il tempo di elaborare il dolore, di viverlo nella discrezione necessaria, evitando, visti i tempi mediatici, di procurare attenzione non desiderata all’evento. Eh già!, in un Paese normale, come se l’Italia rientrasse nella categoria, specie quando parliamo di giornalismo!

Ne deriva quindi che nel giorno della toccante visita di Papa Francesco ad Auschwitz (che ha prodotto anche alcuni momenti fotografici che resteranno nella Storia, vedi featured image), e per la precisione negli stessi momenti in cui questo accadeva, nonché nell’aftermath dell’epocale accettazione della Nomination alle presidenziali USA 2016, da parte di Hillary Clinton, quale poteva essere la cover del Corriere della Sera online? Sì, purtroppo proprio quella che segue:

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Mezz’ora dopo, quando le altre notizie “purtroppo” (di nuovo) premevano da par loro, la “nuova” funerea è stata prudentemente spostata leggermente più sotto, nella forma discreta che segue e con un ideale linguaggio d’altri tempi: l’ultima volta che ho letto il verbo “adorare” sulla cover di un giornale che “conta” è stato più di trenta anni fa quando TV Sorrisi e Canzoni faceva il bello e il brutto tempo nella televisione italiana.

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Omaggio ai soci storici del salotto buono… della finanza?

Che dire davanti a tanto provincialismo mediatico? Non ne ho idea. So, solo che una cosa del genere non l’avrei mai vista su Le monde, sul The New York Times, sul Times. Perché questo accade in Italia? E chi lo dice che il lettore italiano non merita altro? Perché la storia del Corriere non viene presa in considerazione quando si fabbricano queste home? Oppure si ritiene che solo perché siano home virtuali siano meno importanti? Perché non esistono organi di controllo sulla proprietà dei contenuti?

Immagino saranno domande destinate a restare senza risposta oppure sono io troppo severa, sono io che penso che dato giornalismo sia altra cosa e abbia altre responsabilità. Aggiungo solo che oggi neppure il Fatto ha brillato troppo con la Home. E quella che segue era la cover mattiniera del giornale di Travaglio a caccia di complotti e confortata da opinabili pareri del CICAP: ma non è che ieri notte hanno cenato a base di ostriche e alzato un tantino il gomito? Sic!

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commenti

Però la reputazione de IL FATTO viene salvata dai lettori che commentano lo spazio anche qui destinato (sebbene in maniera appropriatamente più dimessa) alla “funerea” notizia….

Anche se poi il Fatto si è ri-fatto da par suo... Cliccare sull’immagine per leggere questo interessante articolo perché potreste aspettare ad aeternum per vederlo sul Corriere dei nostri tempi…

 

 

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marzotto

Wikipedia passate le due del pomeriggio la dava ancora viva!!!

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E ancora il Corriere… Parafrasando Oscar Wilde: “L’incredibile in pieno perseguimento dell’indicibile…”. Sic.

commenti

Thank God for the Internet: bocca della verità!

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