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“A vespre” una poesia dialettale pugliese di Antonio Nitti (Bari, 1886-1951) tradotta da Pier Paolo Pasolini.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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CAM00190Come se strenge u core
acchiamendanne u mare
a l’ore c’au marnare
ascenne a pezzecà;

acquanne drete a Specchie
u vespre, chiane chiane,
se stenne e va lendane
la lusce a termedà;

a l’ore ca se tenge
de fuoche San Catalde,
quanne sparsece u ccalde
nand’a l’Avemarì.

A june a june tanne,
le pene e le dulure,
le larme e le pendure
te pare de sendì.

“Come si stringe il cuore guardando il mare nell’ora in cui il marinaio scende a pescare; quando dietro lo Specchio il vespro, pian piano, si stende e va a tormentare lontano la luce; nell’ora in cui si tinge di fuoco San Cataldo, quando scompare il calore davanti all’Avemaria. A uno a uno i dolori e le pene, le lacrime e le punture ti sembra allora di sentire” (Traduz. di P.P. Pasolini).

Tratta da “La Puglia e i suoi poeti dialettali” di Giacinto Spagnoletti

Dedicato alle vittime della strage ferroviaria in Puglia.

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