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Sull’ultimo pezzo di Marco Politi a proposito “dell’entente cordiale” tra M5S e Papa Francesco santo di fine renzismo e del pensiero libero, subito!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

societàdi Rina Brundu.  Di tanto in tanto ci sono degli articoli che ti colpiscono perché nel potpourri informazionale che ci viene passato quotidianamente e che è sovente ripresentazione della stessa “broda” scaldata infinite volte, riescono a proporre nuove prospettive di visione e a mostrare orizzonti che per quanto chiari non si era riusciti a notare prima. È questo il caso del pezzo pubblicato il 5 luglio da “Il Fatto Quotidiano” a firma Marco Politi e titolato “La Chiesa apre alle istanze sociali del M5S (e isola il neoliberismo renziano)”. Dato il titolo che ben richiama il contenuto dell’articolo si capisce anche il perché l’argomento non sia stato ripreso dagli editoriali apologetici del renzismo del PD1 Rai: hai voglia anelare verso cieli informativi chiari!

“Il Vaticano di Francesco” scrive tra le altre cose Politi “ha deciso di non immischiarsi più nelle contese politiche italiane, appoggiandosi a un determinato partito e dandogli una benedizione ufficiale. Ma i segnali di attenzione venuti in questi giorni nei confronti del Movimento 5 Stelle sono talmente fitti che Renzi dovrebbe preoccuparsene”. E ancora “L’ultimo (nda signale) si ritrova in un’intervista del cardinale di Milano Scola al Corriere della Sera. Contrariamente alla vulgata renziana e di larga parte dei media (prima delle elezioni), che dipinge i grillini come populisti anti-sistema, il cardinale precisa secco: “Non è populismo assecondare il bisogno dei cittadini e dei corpi intermedi che la loro esperienza umana sia considerata portatrice di civiltà”.

A posteriori mi spingo fino a dire che oltre a una prospettiva nuova e chiara, il pezzo di Politi mostra anche una prospettiva che a ben guardare era ed è ovvia. Mi pare infatti “ovvio” che Francesco supporti le “istanze sociali” del Movimento e per certi versi si potrebbe finanche concludere che le ragioni di Francesco e del miglior grillismo muovano sulla stessa linea: la linea di una ritrovata “normalità” che mette al centro dell’universo politico e sociale post digitale l’uomo… e le sue necessità.

Come ho scritto più volte, con quell’onestà intellettuale che ritengo il mio unico pregio di cui non saprei fare senza, considero le dottrine religiose il più grande dei mali: peggiore delle malattie, peggiore delle dittature, peggiore di tutto ciò che è male perché un corpo può al massimo morire ma l’asservimento dello spirito a un qualsiasi credo è uno scotto che si pagherà ben oltre la singola vita. Altra cosa, rispetto alle storielle religiose, è il nostro anelito verso l’infinito e il metafisico. Ne deriva che di norma non ho una grande opinione dei leader religiosi, con una sola eccezione: l’immenso Papa Francesco! Ecco, se c’é un altro aspetto meritorio del Pontificato di questo grande Papa venuto dall’Argentina, di questo Papa che sarà celebrato come il più grande tra tutti i colleghi che lo hanno preceduto (Pietro incluso), è che ha già saputo mettere la sua Chiesa su quel binario spirituale “superiore” di cui necessiteranno gli uomini migliori del futuro che sarà, ma ad un tempo non ha mai smesso di pensare agli uomini del suo tempo. Soprattutto non ha mai smesso di mettere i loro bisogni al centro, anche a discapito del rito e della formalità anche diplomatica anche istituzionale.

Il suo preziosissimo “assist” verso i 5 Stelle e i temi a loro cari: l’onestà, il ritorno ad una Politica a misura d’uomo, il ritorno all’idea di Politica come servizio, etc… è dunque un dono da non sottovalutare ma da accettare e da tenere molto caro: Papa Francesco santo del pensiero libero, subito!

Ps Ripensandoci c’é un solo punto del bel pezzo di Polito che mi lascia perplessa: che c’entra Renzi con il neoliberismo? Il neoliberismo è una questione seria che non ha nulla a che vedere con l’indegno complottare della corte renzista per creare network di potere e accapparrarsi gli scranni che l’Italia in crisi ha dovuto testimoniare negli ultimi 30 mesi. Il renzismo è by far il periodo più indegno della nostra Storia e prima sarà dimenticato meglio sarà. Per tutti.

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