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Delle opinabili campagne dialettiche della Boschi da Banca Etruria contro Chiara Appendino.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

banca-boschidi Nico Grilloni. Mi auguro che l’intervista di Maria Latella alla ministra Elena Boschi, recentemente trasmessa da Sky, abbia determinato momenti di riflessione sullo spessore di onestà intellettuale e correttezza della parlamentare. Il cui costume, peraltro, è preso d’esempio un po’ da tutti i membri della compagine governativa. La strategia messa in campo nelle argomentazioni esposte dalla Boschi è in fondo semplice, ma proprio perché tale, può avere un effetto quanto mai deleterio sulle masse che, in quanto tali, sono assai poco inclini all’analisi critica e alla riflessione su quanto ascoltano.


La tecnica della Boschi, dicevo, è semplice. Volgarmente semplice: io dico una mezza verità, un’incompleta verità, enfatizzando ciò che dico e nascondendo ciò che, se esplicitato, annullerebbe l’affermazione di esordio. La Boschi ha detto, per esempio, che il candidato sindaco di Torino, Chiara Appendino, non vuole realizzare il Parco della Salute, tacendo sul fatto che la Appendino ha in mente una struttura simile, ma le cui modalità applicative sono semplicemente diverse da quelle di Fassino. Ma ciò che avrà colpito il telespettatore è che la Appendino non vuole il Parco della Salute. E la Boschi è pienamente consapevole di questo effetto.

Ma la volgarità delle argomentazioni ha poi raggiunto l’apice quando la ministra ha affermato che nel caso la Appendino dovesse vincere al ballottaggio così divenendo sindaco di Torino, l’amministrazione comunale perderebbe il finanziamento statale di 250 milioni.

Popolo bue, hai capito il messaggio? Caro cittadino, vuoi 250 milioni di finanziamento dallo Stato? E allora non rompere e vota Fassino.

Ora dato per scontato che non è la Boschi a decidere dei 250 milioni, la battuta della ministra, che parla come un motorino in fuori giri, sa tanto di ricatto bello e buono. Ma di ricatto fasullo, proprio per quanto detto in precedenza. La Boschi sa benissimo che non è né lei né il governo a poter decidere di sottrarre all’amministrazione torinese quell’importo, ma lo afferma egualmente. E l’effetto, anche in tal caso, può essere tanto dannoso da penalizzare la Appendino al prossimo ballottaggio.

E allora io penso che il popolo bue, una volta per tutte, dovrebbe mettersi i testa che i politici – quelli vecchi ma anche quelli nuovi che si stanno comportando peggio dei vecchi – quando parlano non si rivolgono all’intellighenzia del paese, ma, per l’appunto al popolo bue, o meglio alla massa che loro hanno, spesso disgraziatamente non a torto, ritenuto popolo bue. E per due buoni motivi: l’intellighenzia è sempre un numero sparuto rispetto alla cosiddetta massa e pertanto in termini elettoralistici conta poco, e, in secondo luogo, è dotata di spirito critico e di acume sufficiente per cogliere le magagne. E la Boschi, un po’ paperottola, ma non stupida, è perfettamente consapevole di queste verità.

Ma a noi, che ci accontentiamo di poco, basterebbe pervenire alla certezza che anche la massa – un giorno o l’altro – riuscirà a coltivare quantomeno il beneficio del dubbio dinanzi alle puttanate espresse con somma nonchalance dai politici. E dalla Boschi e da Renzi in particolare, che di puttanate ne sparano tante e con la massima disinvoltura.

1 Comment on Delle opinabili campagne dialettiche della Boschi da Banca Etruria contro Chiara Appendino.

  1. Posto che “l’intellighentzia italiana” di questi tempi è come la luce di una supernova, vale a dire prodotta da un corpo morto milioni di anni prima e nel caso specifico il corpo è pure leggermente imputridito (pensiamo – e ricordiamo a futura memoria – alle recenti esondazioni prorenziste e vergognose dei vari Scalfari, Staino, Serra, Benigni e compagnia cantante)… sappiamo bene cosa producono le uscite e gli sproloqui retorici dell’innamoratissimo duo Boschi – Renzi: il desiderio di cambiare presto e bene!

    Solo una settimana fa gli italiani hanno dimostrato di essere meno fessi e coglioni di quanto pensino questi due non-eletti e credo che la prossima settimana faranno risentire ancora la loro voce. Ad ottobre poi daranno loro l’ultimo calcio in culo e da quel momento in poi si potrà pensare alla rinascita di questa nazione umiliata da una casta inqualificabile sotto qualsiasi punto di vista incluso quello della moralità della vita politica in una nazione democratica.

    Nel frattempo io credo che sia la Appendino che la Raggi stiano facendo una campagna straordinaria: mettendo al centro i problemi del risanamento econonomico, della lotta alla spreco, del favorire l’impresa e la ricostruzione proprio come farebbe qualsiasi imprenditore accorto in tempi di crisi. Gli exploit olimpici e retorici lasciamoli alla Boschi e a Renzi… del resto basta che si tolgano dalle palle e dal groppone di questa nazione che li sovvenziona in queste loro uscite che chiamiamo “opinabili” per non dire altro…. quando le faranno a casa loro e con i loro soldi nessuno avrà da ridire.

    Best Regards,

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