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Massimo Pittau – I toponimi AQUILEIA, MANTOVA e PARMA

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Aquileia (Friuli, UD). Comunemente si ritiene e si dice che sia stata fondata nel 181 a. C. come colonia di diritto latino da parte dei triumviri romani Lucio M. Acidino, P. Scipione Nasica e G. Flaminio. Ma è molto probabile che il centro abitato esistesse già da prima, dato che un antroponimo etrusco che vi risulta chiaramente connesso si trova in tre iscrizioni etrusche della metà del secolo VI a. C., cioè Acvilna(-s) «Aquilin(i)o» (ET, Ve 3.7; Vc 3.4, 5), gentilizio masch. da confrontare con quello lat. Aquilin(i)us (RNG). Questo in origine sarà stato un cognomen col significato "(dal naso) aquilino", oppure "nativo di Aquileia", ed è chiaramente da riportare all'appellativo lat. aquila (finora praticamente privo di etimologia; DELL, ThLL, DEI, AEI, DELI). Oltre a ciò si consideri la denominazione di Aquilius Tuscus [= Etrusco], magistrato, e di Iulius Aquila, autore di un'opera sulla disciplina etrusca) (LELN 51).

Mantova (Lombardia, antica città etrusca), lat. Mantua, è da confrontare col dio etr. Manθ, Mant «Dite, Plutone» e con quello lat. Mantus (cfr. Servio, ad Aen. X 200: Mantuam autem ideo nominatam, quod Etrusca lingua Mantuam Ditem patrem appellant). Il toponimo è da connettere col gentilizio e cognomen masch. etr. Manθvate, in origine = «Mantovano» o “nativo od originario di Mantova” (LEGL 92; DETR).

Parma (Emilia) deriva dal lat. Parma. Sono dell’avviso che gli storici e i linguisti che si sono fino ad ora interessati dell’origine della città di Parma e del suo nome abbiano raggiunto e acquisito i termini essenziali per la soluzione del problema. Però da parte loro non solo non è stata finora prospettata una soluzione che sintetizzi quei dati, ma – a mio giudizio – addirittura essi li hanno prospettati in termini divergenti, se non addirittura contraddittori. Con questo mio intervento ritengo di prospettare una soluzione sintetica e anche concorde di quei dati. Inizio col dire che sono d’accordo con quegli autori, storici e linguisti, che hanno prospettato per Parma una fondazione fatta dagli Etruschi e anche una denominazione etrusca (ad es. Ettore Pais, Pericle Ducati, André Cherpillod). A questo fine anche io presento i seguenti antroponimi etruschi che mostrano di essere corradicali col nostro toponimo: Parmni, Parmni(-al). Inoltre anche io richiamo l’appellativo lat. parma «scudo rotondo», che fino ad ora risulta essere privo di etimologia e che Alfred Ernout e Antoine Meillet giudicano «senza dubbio un prestito, come parecchi nomi di armi» (DELL s. v.). Gli stessi linguisti dicono che «l’ipotesi di un prestito dal celtico è basata sul nulla» (ipotesi sostenuta, ad es., da Conway / Whatmough / Johnson II, 199). Ma – domando io – prestito da quale lingua il lat. parma «scudo rotondo»? Io non ho alcun dubbio: sia per motivi fonetici sia per motivi semantici secondo me l’appellativo latino deriva dall’etrusco. Sul piano fonetico faccio notare la corrispondenza di quattro fonemi tra il lat. parma e i citati antroponimi etruschi; sul piano semantico segnalo che Diodoro Siculo (XXII, 2,2; XXVIII, 2, 1), sia pure in maniera implicita, afferma che sono stati proprio gli Etruschi a usare per primi lo scudo di bronzo rotondo: «I Romani prima avevano scudi rettangolari per la guerra, più tardi vedendo gli Etruschi aventi scudi di bronzo, avendo adottato quest’uso, li vinsero». Che quello adoperato dagli Etruschi fosse proprio lo scudo rotondo, cioè la parma, in questo passo si deduce dalla sua contrapposizione con lo scudo rettangolare adoperato dai Romani. Più in generale gli Etruschi avevano fama di avere inventato altre armi, ad es., la lancia usata dai Veliti, il giavellotto e anche la tromba di guerra (Plinio, Nat. Hist., VII, 36) (cfr. lat.-etr. cassida, calo,-onis, clipeus, galea, metellus, sagitta). Inoltre, per la spedizione di Scipione in Africa del 205 a. C., la città etrusca di Arezzo offrì duemila scudi, duemila elmi, cinquantamila armi da getto (pila, gaesa, hastae longae) (Livio, XXVIII, 45, 14 ss.). E tutto questo si spiega alla perfezione col fatto che gli Etruschi erano grandi produttori e insieme ottimi lavoratori dei metalli. La connessione fra il nome della città di Parma e la parma «scudo bronzeo rotondo» è stata già indicata da altri studiosi: evidentemente all’inizio Parma non era altro che un campo trincerato rotondo proprio come uno scudo. Ma è verosimile che a questo significato originario se ne sia aggiunto un altro, perfettamente congruente col primo. C’è da ricordare che la città di Cremona è stata citata da Tacito (Hist. 3, 34) come propugnaculum adversus Gallos «avamposto contro i Galli», per cui si può verosimilmente supporre che, molto tempo prima, anche al loro stanziamento di Parma gli Etruschi avessero attribuito la medesima funzione, quella di parma adversus Gallos «scudo contro i Galli» (ovviamente ciò pensato e detto in etrusco e non in latino!). È appena il caso di ricordare che la presenza degli Etruschi nella zona di Parma e anche oltre è dimostrata sul piano archeologico dal ritrovamento, nel 1877, a Decima di Gossolengo, del famoso fegato di Piacenza, con scritte etrusche (DETR 309; TIOE 10; DICLE 129).

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Tratto da:

NOMI DI LUOGO ETRUSCHI O ETRUSCO-LATINI IN ITALIA SETTENTRIONALE by MASSIMO PITTAU

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Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.


Product Details

  • File Size: 377 KB
  • Simultaneous Device Usage: Unlimited
  • Publisher: IPAZIA BOOKS (May 27, 2016)
  • Publication Date: May 27, 2016
  • Sold by: Amazon Digital Services LLC
  • Language: Italian
  • ASIN: B01GAP0I7S
  • Source: www.ipaziabooks.com
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2 Comments on Massimo Pittau – I toponimi AQUILEIA, MANTOVA e PARMA

  1. Acquileia un posto bellissimo che sicuramente affascina il visitatore.
    https://viaggiandoconbea.com/2013/05/28/trieste-e-non-solo/

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