PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Della filosofia “paratestuale” applicata alla politica astenica italica del Carlo Freccero ospite a “Otto e mezzo” (LA 7).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

frecceroCampagna elettorale? In realtà non si è vista alcuna campagna elettorale... La verità è che non c’è più speranza di cambiamento... c’é astenia politica...

Manca anche l’identità… noi stessi non abbiamo più identità… non sappiamo più chi siamo… Una volta almeno c’era la lotta di classe.  Ormai i partiti non rappresentano più nulla. Sono dei fantasmi, delle simulazioni, e basta. A Milano i candidati del centrodestra e del centrosinistra sono uguali, identici, sovrapponibili.

Le elezioni si fanno perché debbono essere fatte… addirittura abbiamo un Primo Ministro che le nasconde, le dimentica. Anche oggi, venerdì, giorno in cui escono i settimanali, non ce ne è uno che abbia le elezioni in prima pagina…

Siamo una società in cui vince il paratesto, il commento sulla riforma costituzionale diventa più importante della riforma stessa e quindi il Referendum diventa un appuntamento: Renzi sì o no?

Le cose sostanziali ormai nel mondo della comunicazione si perdono, si evaporano.

Anche Berlusconi non è più il Berlusconi di una volta. Insomma, è tutto un quadro perfetto... incluso lo sdoganamento della parola “socialismo” negli USA che votano Trump e odiano la Clinton e il ciarlare disgustoso di Starace alla Luiss”.

Carlo Freccero, “Otto e mezzo” (La7), 27 maggio 2016