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“Piazzapulita” e i bimbi “blu” siriani operai in Turchia. Sul reclutamento accademico renzista e sul TG1 che apre in campagna referendaria governatizia: perché dobbiamo pagare il canone RAI?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

1443026284225.jpg--la7__corrado_formigli_presenta_la_nuova_stagione_di_piazza_pulita__Mi sono bastati trenta secondi di scaletta TG1 annunciante – con toni trionfalistici degni dei migliori commentatori del ventennio - l’apertura della campagna referendaria governatizia e il conseguente reclutamento renzista di circa 180 accademici per spiegare il suo pensiero laddove quello della Boschi non è evidentemente bastato. Ho subito cambiato canale, ma la mia speranza è che il TG1 di Giorgino abbia evitato di fare i nomi di quei 180 accademici rastrellati perché da che mondo è mondo fa un certo nonsoche vedere un accademico che si vende al governo di turno e tornano alla mente pensieri datati che si preferirebbe dimenticare.

Confesso di non amare troppo lo stile narrativo mentaniano ma con quello che passa il Servizio Pubblico di questi tempi, migrare verso il telegiornale di Mentana che racconta lo status quo economico (quello vero, non quello pensato da Giorgino per il datore di lavore), che racconta la terribile giornata siriana procurata da alcuni attacchi dell’ISIS senza precedenti e così facendo ci informa, fa comunque una differenza. Alla fine della serata si riesce finanche a sorridere con il conduttore quando impossibilitato a dare un’ultima notizia causa i soliti problemi informatici, commenta: Beh… la saprete in qualche altra maniera: chapeau!

Ma la ciliegina della serata La7 l’ha offerta uno straordinario servizio del “Piazzapulita” condotto da Corrado Formigli; un servizio sul lavoro dei bambini siriani in Turchia. Per la precisione si tratta di attività in nero svolte dai figli delle famiglie siriane rispedite nel paese di Erdogan dopo l’accordo con l’Unione Europea. Si tratta per lo più di piccoli uomini e di piccole donne di sette o otto anni, che per un tozzo di pane trascorrono la loro giornata a lavorare per i caporali che li sfruttano. A volte hanno completamente dimenticato gli studi fatti in Siria diventando degli analfabeti di ritorno, e a volte su di loro ricade la grande responsabilità di dover nutrire l’intera famiglia. A volte, quando impiegati nelle numerose fabbriche di abbigliamento, di produzione di jeans in particolare, le loro mani si coprono di una tinta blu scura che sembra non voler andare più via e che di fatto li marchia in qualche modo…. Forse per sempre.

E si potrebbbe aggiungere molto altro, ma la domanda delle cento pistole che preme è forse questa: perché siamo costretti a pagare un canone per poi dover guardare altro, pena il rincoglionimento totale di neuroni già parzialmente rincoglioniti? Ah, saperlo!

Rina Brundu Fecit

2 Comments on “Piazzapulita” e i bimbi “blu” siriani operai in Turchia. Sul reclutamento accademico renzista e sul TG1 che apre in campagna referendaria governatizia: perché dobbiamo pagare il canone RAI?

  1. Dobbiamo pagare il canone rai perché lo impone quel ridicolo dittatore. E se uno così riesce a tenere in scacco milioni di italiani, come si può pretendere che qualcuno in qualunque parte del mondo muova un dito per i bambini usurpati in tutto il mondo.

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