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Do Not Stand At My Grave And Weep (Non sostate sulla mia tomba a soffrire) – Mary Elizabeth Frye, o di quando basta una sola poesia…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

105-zebra-longwing-lDo not stand at my grave and weep:
I am not there; I do not sleep.
I am a thousand winds that blow,
I am the diamond glints on snow,
I am the sun on ripened grain,
I am the gentle autumn rain.
When you awaken in the morning’s hush
I am the swift uplifting rush
Of quiet birds in circling flight.
I am the soft starshine at night.
Do not stand at my grave and cry:
I am not there; I did not die.

Non sostate sulla mia tomba a soffrire:
Io non sono lì; non sto a dormire.
Io sono  mille venti ululanti,
Io sono innevati riflessi di diamanti,
Io sono il sole su maturo raccolto,
Io son della gentil pioggia d’autunno il volto.
Quando vi svegliate nella calma del mattino
Io sono lo slancio innalzante e vicino
Di quieti uccelli che volteggiano
Io son le stelle notturne che lampeggiano
Non sostate sulla mia tomba a soffrire:
Io non sono lì; nulla so del morire.

Libera traduzione di Rina Brundu, in Dublino, 21 maggio 2016

Nota – Per la precisione la traduzione, causa la rima baciata, è molto libera e ancora in progress….

Mary Elizabeth Frye (13 novembre 1905 – 5 Settembre 2004) era una fioraia e casalinga americana, conosciuta per essere l’autrice della poesia “Do not stand at my grave and weep” scritta ne 1932.

Nacque a Dayton, in Ohio, e diventò orfana all’età di tre anni. Si trasferì a Baltimora, nel Maryland, quando aveva 12 anni. Leggeva moltissimo e aveva una notevole memoria. Sposò Claud Frye, la cui ditta si occupava di abbigliamento, mentre lei piantava e vendeva fiori. La poesia che la rese famosa fu originariamente composta su una busta della spesa marrone, e si raconta che ad ispirarla fu la storia di una ragazzina ebrea, Margaret Schwarzkopf, che era stata ospite dei Frye e non potè visitare la madre morente in Germania a causa della propaganda antisemita. Dato che alla gente piacevano questi versi senza titolo, Frye ne fece diverse copie e le circolò privatamente. Tuttavia non pubblicò mai la poesia e mai ne reclamò i diritti.

L’identità dell’autrice rimase sconosciuta fino alla fine degli anni ’90 quando Frye rivelò di averla scritta. La veridicità della sua affermazione fu confermata nel 1998 da Abigail Van Buren che condusse degli studi in merito.

(Traduzione della pagina wikipedica di Rina Brundu, segue qui sotto l’originale inglese).

Mary Elizabeth Frye (November 13, 1905 – September 15, 2004) was an American housewife and florist, best known as the author of the poem Do not stand at my grave and weep, written in 1932.

She was born in Dayton, Ohio, and was orphaned at the age of three. She moved to Baltimore, Maryland, when she was twelve. She was an avid reader with a remarkable memory. She married Claud Frye, who ran a clothing business, while she grew and sold flowers. The poem for which she became famous was originally composed on a brown paper shopping bag, and was reportedly inspired by the story of a young Jewish girl, Margaret Schwarzkopf, who had been staying with the Frye household and had been unable to visit her dying mother in Germany because of anti-Semitic unrest.[1] Because people liked her twelve-line, untitled verse, Frye made many copies and circulated them privately. She never published or copyrighted the poem.

The identity of the author of the poem was unknown until the late 1990s, when Frye revealed that she had written it. Her claim was confirmed in 1998 after research by Abigail Van Buren.

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