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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (219) – Epurazioni giornalistiche. E “Caro Feltri, meglio figli di… che renzisti”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

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Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! …

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Quello che il renzismo non dice (219) – Epurazioni giornalistiche. E “Caro Feltri, meglio figli di… che renzisti”.

  1. Andrea // 19 May 2016 at 20:16 //

    Ma scusa, quando Feltri era direttore dell’ineffabile “Giornale” non leccava?? E troneggiava! E a quei tempi c’era una alternativa a Berlusconi: Prodi. Ora che c’è a Renzi?? Ciao, un saluto dopo un … silenzio per mancanza di tempo.

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    • Ciao Andrea,
      Si voglio credere che sia stato per mancanza di tempo e non per vergogna visto che si commentavano solo scandili ascrivibili alla casta del tuo padre nobile politico.
      No, c’é una bella differenza! Da un lato Feltri è stato sempre un uomo di destra dall’altro pur essendo di destra ha sempre mantenuto una data dignità. L’improvviso voltafaccia invece è inqualificabile ed è simile a quello dello stesso Ferrara.
      E poi c’é una grossa differenza: al tempo del berlusconismo, con tutta la corte di Scalfari all’attacco, stare all’opposizione da un punto di vista strettamente giornalistico (non nel merito della politica ad personam berlusconiana) era anche un merito.
      Altra cosa è partecipare nel magna magna totale attuale, per cosa? Per difendere cosa? La disonestà? L’arrivismo? Gli indagati della casta? L’ideologia della Leopolda terra di uomini? Immaginati che lo stesso Staino prima compagno di Gramsci ora è diventato compagno di merende renzista!

      Lo status quo italiano da questo punto di vista è da schifo.

      Ma mi rimangio ciò che ho scritto mesi fa: non è vero che il renzismo meriti non ne ha.

      Uno lo può vantare di sicuro: ha permesso di capire di che pasta era fatta la casta mediatico-intellettuale italiana, caso mai qualcuno avesse avuto dubbi. Ora di fatto non ne abbiamo più….

      I posteri dovranno fare un monumento a Travaglio, alla sua redazione, a Giampaolo Pansa, a Dario Fo e a pochi pochissimi altri per rappresentare in questa nazione un modello di testa pensante.

      Del resto si dovrebbe fare falò e dimenticare perché solo l’oblìo ci permette di sopportare la vergogna che si prova in questo bruttissimo momento della nostra storia pseudodemocratica.

      Ciao

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  2. Andrea // 23 May 2016 at 11:09 //

    Ma i due personaggi Feltri e Ferrara mio hanno sempre dato l’impressione di qualcosa di viscido, Feltri dicendo anche stupidaggini, Ferrara valutazioni discutibili. Anch’io stimo e mi piacciono Travaglio e Fo, Pansa non lo ho presente. Ma per il mio carattere entrambi hanno un pessimismo di fondo che esclude talvolta cose che potrebbero essere positive.

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  3. Stai dicendo che in presenza di scandali continuati, di indagati che fanno governo largo, di indegni stralci della Carta Costituente di tutti, di corruzione a livelli mai visti prima, di voltagabbana al mandato popolare un giornalista dovrebbe fare finta di niente per non esser detto pessimista?

    Un giornalista vero ha il dovere di essere pessimista anche quando si alza felice la mattina, perché se lui non sa di cosa è colpevole un governo sì fatto, i rappresentanti di quello stesso governo lo sanno benissimo e saranno pronti a profittarne ogni volta che volta lo sguardo.

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