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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Diario di bordo (4) – Dell’aforisma sul sito e della delusione di un Isaac Newton in conflitto di interessi con … il ritratto di Robert Hooke. Niente mela caduta dall’albero, dunque?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Author Rita Greer

«Hooke gettò i semi di molte scienze […]: dello studio degli insetti, dell'attrito, della resistenza ed elasticità dei materiali, della meteorologia, dell'oceanografia, delle comete, dell'evoluzione, della geologia, dei cristalli, della luce, del calore, del suono, della combustione e della respirazione. Le sue intuizioni sulla luce e sul moto planetario furono importanti nell'indicare la strada» (Stephen Inwood)

di Rina Brundu. Amo gli aforismi: quando davvero riusciti sono come pensieri del creatore colti da spiriti brillanti per culo o per fortuna e hanno una grande carica didattica. Nella prima fase di settaggio di Rosebud, dentro l’occhiello LO DISSE…. (qui in alto a sinistra), l’aforisma cambiava ogni giorno: benché ne scovassi sempre di bellissimi mi pareva che nessuno rappresentasse davvero lo spirito del sito. Di un mio sito. Di un sito che portava il mio nome. Poi un giorno scoprii questo parto intellettuale davvero illuminato attribuibile a Sir Isaac Newton: Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità”.

Da quel momento in poi l’aforisma di Newton è diventato l’aforisma del sito, quello che, secondo me, lo descrive al meglio, quello che, in massima concisione, racconta pienamente lo spirito “diverso” di Rosebud: l’imprescindibile necessità di non coltivare dogmi, di qualunque tipo essi siano, religiosi, politici, filosofici…; il tentativo, sovente leggero, di presentare comunque un qualche attimo di verità, qualunque esso sia, basta che sia davvero sentito come tale dallo spirito che lo racconta.

Naturalmente non sorprende che sia stato Newton a partorire un simile momento iluminante: Sir Isaac Newton è considerato il padre della Fisica moderna, uno degli spiriti più brillanti che abbia mai camminato su questo pianeta. E così lo consideravo anche io… fino a pochi giorni fa. Fino a quando non ho scoperto dell’esistenza di un certo Robert Hooke, di questo grande scienziato inglese del seicento, della sua diatriba con Newton e della storia del suo ritratto fatto letteralmente sparire…. da Newton o da chi per lui. Leggenda vuole infatti che l’idea della legge di gravitazione universale  – per cui Newton è così celebrato – sia di Hooke e non di Newton: quest’ultimo poté sfruttarla al meglio solo grazie alle sue insuperabili doti matematiche. Da quel momento in poi il conflitto Hooke-Newton sarebbe degenerato fino a portare il padre della Fisica moderna ad osare l’inosabile: distruggere il ritratto di Hooke, farlo sparire, affinché il mondo perdesse finanche memoria della stessa esistenza di uno scienziato di nome Robert Hooke.

Niente illuminazione a seguito di mela caduta dall’albero, dunque? E le accuse contro Newton sono davvero fondate? Secondo Allan Chapman, autore di una biografia di Hooke, queste storielle sono ridicole fantasie. Tuttavia non è bugia il fatto che non esista alcun ritratto autenticato di Robert Hooke. Lo stesso dipinto di Hooke presente nelle sue pagine wikipediche (inclusa quella inglese) è del 2004 ed è attribuito a Rita Greer (vedi featured image).

Ma posto che queste brutte storie siano vere: potrebbe l’identità etica così danneggiata di Isaac Newton farci scordare il suo fondamentale contributo alla scienza moderna? Non saprei, ma nel dubbio il suo aforisma resta al suo posto: sopportare le delusioni di diversa natura a cui ci costringe la mediocrità umana nel quotidiano è un conto, dover fronteggiare una delusione di proporzioni cosmiche procurata dal brillante e trapassato spirito newtoniano sarebbe davvero tutt’altra cosa!

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