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Satira – Il volto umano di Marchionne: sulla straordinaria partecipazione allo show di un corrosivo Crozza antirenzista. E sulle frecciate contro la RAI genuflessa.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

maurizio-crozza-nel-paese-delle-meravigliedi Rina Brundu. “Voglio diventare renziano per andare in Rai? Parlo male del M5S”, è con questa straordinaria ed epifanica battuta che nel corso dell’ultima puntata stagionale di “Crozza nel Paese delle Meraviglie” (La7), senza reverenza alcuna, Maurizio Crozza ha raccontato in un singolo inciso tutta la verità nonché tutta la storia mediatica italiana degli ultimi due anni. Ha raccontato lo stato di prostrazione del nostro giornalismo istituzionale, lo stato di asservimento del Servizio Pubblico all’Esecutivo come non era mai stato raccontato prima: chapeau!

Ciliegina sulla torta su uno spettacolo da ricordare è stata la presenza tra il pubblico di quel Sergio Marchionne che si racconta amico di Matteo Renzi, ma che ha fatto da egregia spalla a Crozza – una singolare spalla anche molto umana, direbbe Fantozzi – per tutto il tempo in cui costui lo ha bonariamente preso in giro. Seduta accanto a Marchionne ecco Raffaella Carrà datato monumento italico e solo poche settimane prima lo stesso Urbano Cairo non aveva tralasciato di omaggiare lo spettacolo con la sua presenza.

In un periodo straordinario per la nostra storia anche artistica, laddove la realtà dei fatti, le circostanze economiche e politiche hanno dato chiara dimostrazione che gli artisti italiani, e soprattutto i comici, degni di questo nome erano veramente pochi; in un periodo della nostra storia che ha decretato Crozza l’unico comico, l’unico giullare che ha saputo fare il suo dovere e ha irriso la casta politica al potere da par suo, fa davvero molto strano questa sorta di club dissacratorio sui-generis che è diventato il suo spettacolo. Di fatto nel  “Crozza nel Paese delle Meraviglie” – terra off-limits per qualsiasi renzista di lunga data e di scandalo recente –  paiono ritrovarsi per respirare libertà i personaggi più improbabili: i Marchionne appunto, le Raffaelle Carrà, gli Urbano Cairo, i carbonari digitali e tutta quella parte di società dell’Italia migliore che a dispetto dei messaggi subliminali renzisti che infestano televisioni e giornali pare determinata a decidere e a pensare di testa sua.

Che sia il tempo di svolta? Il giro di vite tante atteso? Never say never again… ma nel frattempo bisogna davvero dire grazie a Maurizio Crozza; bisogna dirgli che prima torna sugli schermi televisivi meglio è. Che lasci perdere la RAI però e continui a lavorare da Cairo perché non vi è nulla – neppure una prima serata su RAI1 – che può conpensare per la libertà di esprimere il nostro spirito e per la dignità con il quale lo si fa. Senza considerare che questi sono anche gli esempi didattici che cambiano l’Italia in meglio non la propaganda di Partito: bravo Crozza!

 

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