PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Diario di bordo (1) – Question Everything. E di vizi e di virtù.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

DSC01182di Rina Brundu. Diario di bordo? Cos’è questa novità? Si chiederanno i miei 4 lettori (come ricorderete ne avevo 8 ma uno l’ho bannato, l’altro l’ho cazziato, uno ha preferito emigrare verso il mare della tranquillità lunare – anche per sfuggire ad eventuali controlli di Alfano nel Mare Nostrum - e il quarto si è suicidato, dunque mi rimangono quei quattro sordo-ciechi di cui ho già detto ed è tutto dire).

Il fatto è che ho deciso di umanizzare il sito. Umanizzarlo? Pare brutto, lo so, ma naturalmente non intendo che lo si fa diventare una cucina da oratorio, voglio piuttosto dire che…. Beh non lo so che cosa voglio dire esattamente, ma dopo i molti post scritti per scaricare l’ira funesta a proposito dei tanti dealings impropri sul sito mi è rimasto il desiderio di comunicare più direttamente e più puntualmente con chiunque lo visiti, visitatore di ritorno o occasionale che sia. Come dire che non si può sempre postare note sulle “anime”, sul renzismo, su Alfano, appunto, sugli scriteriati programmi televisivi italici, sulla pur amatissima fisica quantistica and so and so forth. A volte si può scrivere pure di nulla e io sono sempre stata un mago in questo.

Ecco allora l’idea del “Diario di bordo”, un post da pubblicare anche settimanalmente se si riesce per scrivere di nulla, raccontare il sito, cosa accade nel sito, l’umore del sito e qualsiasi altra tematica di cui valga la pena parlare, di cui mi senta di parlare. Senza stress dunque, neppure sulle tempistiche di pubblicazione.

Oggi guardavo Rosebud. In dato modo mi ha impressionato il numero di articoli, rubriche, argomenti. Ma, lo confesso, ciò che mi ha impressionato di più è ciò che solo io posso sapere, ovvero che quegli argomenti saranno più o meno un quinto delle tematiche che seguo e mi interessano. Forse tanti di coloro che seguono Rosebud da tempo lo hanno pure capito: dati argomenti non li propongo semplicemente perché ritengo che non vadano d’accordo con il background culturale e il sito al momento è per lo più in italiano. Chi ne ha seguito le alterne vicende si è reso conto di quanto possa diventare stancante proporre banalità scontate quali la laicità, quali una visione intellettuale liberata da qualsiasi dottrina, quanto a volte sia finanche difficile osare pubblicare una critica di natura politica… Figuriamoci se mi addentrarsi in altri realms ufficialmente ancora proibiti dalla religione cattolica e dalla CEI: sarebbe la fine! Non per ora dunque, non per ancora, non in Italia.

Resta il fatto che io appartengo alla categoria di persone che, come insegnano gli scienziati che più ammiro e amo, usano il metodo del “Question everything”; detto altrimenti, o detto come scrissi tanti anni fa nella pagina che racconta la deontologia del sito, io NON COLTIVO DOGMI. Non vi è tematica che non accetti di discutere a priori, di considerare, qualsiasi sia la sua provenienza o il suo fine più o meno dichiarato… salvo adottare poi il metodo di aprire sempre la mente quel tanto che basta ma non tanto da permettere al cervello di uscirne fuori e spiaccicarsi a terra. Certo, è pure vero che quando mi sono fatta una mia idea è difficile convincermi altrimenti, mi è persino difficile fermarmi ad ascoltare…

Il problema è che non ho mai avuto grandi virtù. Quello che mi rode veramente però è che non ho mai avuto neppure troppi vizi. Sai… di quei vizi da raccontare e che ti fanno figo… Di quei vizi che gli scrittori vissuti vantano nelle serate in cui grandina davanti ad un bicchiere di whisky o mentre fumano una sigaretta o si fanno una canna. Come cazzo faccio a farlo anche io se non bevo ed escluso il cervello non mi sono mai fumata nulla in vita mia! Ah…sì…cazzo… no, cioè, no, purtroppo non è neppure ciò che il più malfidato tra i miei quattro lettori sta pensando…  Dicevo…cazzo!, che fortuna!, almeno dico qualche parolaccia! Per la verità più che dirla la scrivo ma ormai le cosiddette parolacce sono eufemismi sclerati tra significante e significato… Chi vuoi che ci faccia più caso tra le persone di mondo?

Persone di mondo? Ma come parlo? E poi perché sto trattando di pseudo vizi e improbabili virtù? Ah, sì, era solo a proposito di tutti questi argomenti esplorati nel sito e degli altri che debbo censurare. Francamente non lo perché abbia sempre coltivato così tanti interessi… So soltanto che la mia anima ha sempre ricercato “altro” e non si accontenta mai. Per certi versi sono come una spugna che tutto assorbe e di fatto io non potrei mai essere un professore: sarò per sempre un’allieva. Un’alunna che spera di poter imparare un giorno una nozione così straordinaria da sorprenderla abbastanza, da intrigarla abbastanza, da soddisfarla abbastanza, e che finalmente le permetterà di mettere l’anima e la mente a riposo.

Esisterà mai una simile panacea? Chissà! Forse lo scopriremo soltanto… scrivendo…. magari, e perché no?,  proprio questo “unusual” diario di bordo.

Have a goodnight!