Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Donne che hanno fatto una differenza: HELEN KELLER E MARVA COLLINS

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Helenkellerannesullivan1898

Helen Keller con Anne Sullivan

Helen Keller

« Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell'uso che ne facciamo, nell'immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi. » (Helen Keller, The five-sensed world, 1910)

Helen Adams Keller (Tuscumbia, 27 giugno 1880 – Easton, 1º giugno 1968) è stata una scrittrice, attivista e insegnante statunitense, sordo-cieca dall’età di 19 mesi. Alla sua vicenda, e a quella dell’istitutrice che le insegnò a interagire con il mondo esterno così da poter affrontare gli studi fino alla laurea, fu dedicato il romanzo The Miracle Worker, da cui furono tratti sia un film che una rappresentazione teatrale, entrambi con lo stesso nome del romanzo, che in italiano è noto come Anna dei miracoli.

Biografia
La gioventù

Helen Keller nasce nella tenuta di Ivy Green, vicino Tuscumbia (Alabama), dal Capitano Arthur H. Keller e da Kate Adams Keller. A 19 mesi, si ammala gravemente: i dottori descrivono la malattia come “un’acuta congestione dello stomaco e del cervello” (probabilmente scarlattina o meningite). La malattia non dura a lungo, ma la porta alla cecità e sordità totali. Per comunicare con i genitori, la piccola Helen inventa una serie di segni convenzionali (all’età di sette anni, saranno circa 60).

Nel 1886, sua madre Kate resta colpita da un resoconto di Charles Dickens su American Notes, in cui si parla di un tentativo coronato da successo di mandare a scuola una bambina cieca e sorda di nome Laura Bridgman. Kate Keller si reca così da uno specialista a Baltimora, che a sua volta mette in contatto la famiglia Keller con l’esperto locale, Alexander Graham Bell (all’epoca impegnato nella cura di bambini sordi).

Bell suggerisce alla coppia di contattare la scuola dove la piccola Laura Bridgman è stata educata, il Perkins Institute for the Blind (nel sobborgo irlandese di South Boston). La scuola affida il compito di istruire ed educare la piccola Helen ad Anne Sullivan, ex allieva dell’istituto stesso ed essa stessa parzialmente cieca, all’epoca poco più che ventenne. È l’inizio di un rapporto che durerà quasi mezzo secolo.

La Sullivan, per prima cosa, chiede ed ottiene il permesso dal padre di isolare la bambina dal resto della famiglia, vivendo insieme a lei in una dépendance nel giardino di casa. Il primo obiettivo è quello di insegnare la disciplina ad Helen, che era stata viziata dai genitori fino a quel momento.

Helen fa il primo grande passo in avanti nella comunicazione quando, sentendo dell’acqua fredda scorrere sul palmo della mano, riesce a comprendere il concetto di “acqua”. Da quel momento, Helen non smetterà più di chiedere alla sua maestra il nome di tutti gli altri oggetti a lei familiari (compresa la sua amatissima bambola).

Nel 1890, Helen scopre la storia di Ragnhild Kåta, una ragazzina norvegese anch’essa cieca e sorda che è riuscita ad imparare a parlare. Il successo di Raghnild spinge Helen (che all’epoca aveva dieci anni) ad imparare a parlare. Anne Sullivan nel frattempo continua ad educare Helen attraverso il metodo Tadoma (ovvero, toccare le labbra e il collo di chi sta parlando) e attraverso l’alfabeto manuale. Più tardi, Helen Keller imparerà a leggere anche l’inglese, il francese, il tedesco, il greco e il latino in Braille.

Nel 1888, Helen inizia a frequentare la Perkins School for the Blind. Nel 1894, si trasferisce assieme ad Anne Sullivan a New York per frequentare la Wright-Humason School for the Deaf. Nel 1898, tornano nel Massachusetts e Helen entra alla The Cambridge School of Weston. Due anni dopo (1900), viene ammessa al Radcliffe College, dove si laurea magna cum laude (1904) all’età di 24 anni. Diventa così la prima persona cieca e sorda a laurearsi in un college.

L’impegno in politica

Nel 1903, pubblica la sua corposa autobiografia The story of my life. È il primo di una serie di undici libri e di numerosi articoli a firma Helen Keller, che nel tempo diventa una autrice ed oratrice molto famosa in tutto il mondo. Si impegna da avvocato in numerose cause per i diritti dei disabili ed in numerose altre cause progressiste, oltre ad essere una suffragetta, una pacifista ed una attivista del movimento per il controllo delle nascite.

Nel 1915, fonda l’organizzazione non-profit Helen Keller International per la prevenzione della cecità. Assieme ad Anne Sullivan, compie vari viaggi in ben 39 Paesi mostrando particolare predilezione per il Giappone, dove diventa una beniamina. Inoltre, incontra tutti i Presidenti degli Stati Uniti da Grover Cleveland a Lyndon B. Johnson e diventa amica di parecchie personalità come Alexander Graham Bell, Charlie Chaplin e Mark Twain.

Helen Keller diventa anche membro del Partito Socialista d’America (Socialist Party of America, SPA), partecipando attivamente alle iniziative del partito e scrivendo molti articoli in favore della classe operaia dal 1909 al 1921. Sostiene attivamente anche il candidato del SPA alla presidenza Eugene V. Debs in tutte le sue campagne. Visita spesso i lavoratori, arrivando ad affermare:
« Ho visitato i luoghi dove lavorano gli operai sfruttati, le industrie, i bassifondi sovraffollati. Anche se non li ho potuti vedere, li ho odorati. »

Vari editorialisti e commentatori dei giornali, dapprima pieni di elogi per il suo coraggio e la sua intelligenza, iniziano però a porre maggiore attenzione alle disabilità di Helen Keller, dopo che questa adotta posizioni socialiste. L’editore del Brooklyn Eagle arriva a scrivere che:
« […] i suoi errori [politici, ndr] scaturiscono dalle sue manifeste limitazioni fisiche. »

Keller risponde all’editore, ricordando il giorno in cui si incontrarono (ben prima che egli scoprisse le sue posizioni politiche):[1]
« Quel giorno, i complimenti che lui mi tributò furono così generosi che ancora arrossisco al solo ricordarli. Ma adesso che ho reso pubbliche le mie posizioni socialiste, lui ricorda a me e al pubblico che sono cieca e sorda e soggetta a compiere molto facilmente errori. Evidentemente, mi si deve essere ristretta l’intelligenza dall’ultima volta che ci siamo visti… Oh, ridicolo Brooklyn Eagle! Cieco e sordo socialmente, difende un sistema intollerabile, un sistema che è responsabile di larga parte di quei casi di cecità e sordità che noi cerchiamo di prevenire. »

Temendo che il “socialismo parlamentarista” stesse “affondando nel pantano della politica”, Helen Keller aderisce nel 1912 all’Industrial Workers of the World (IWW), un sindacato con ramificazioni in molti Paesi per cui pubblicherà vari articoli fra il 1916 e il 1918. In una intervista rilasciata al New York Tribune, Helen spiega che il suo attivismo in parte deriva dal suo interesse per le disabilità:[2]
« Fui nominata per una commissione per studiare le condizioni delle persone cieche. Per la prima volta, proprio io che pensavo che la cecità fosse una malattia non dipendente dall’uomo, ho scoperto che troppe volte le cause erano rintracciabili in condizioni di lavoro insostenibili, spesso dovute all’egoismo e all’avarizia degli industriali. E che anche i mali sociali contribuiscono, da par loro: la povertà ha portato spesso le donne a condurre una vita indecente, conclusasi con la cecità totale. »

Helen Keller e gli “Akita Inu”

Nel luglio del 1937, Helen Keller visita la Prefettura di Akita (Giappone). Qui chiede notizie su Hachiko, il cane di razza Akita Inu morto nel 1935, esprimendo il desiderio di avere un cane della sua stessa razza. Nel giro di un mese, ottiene in regalo dalla popolazione un cucciolo di Akita Inu chiamato Kamikaze-go, che morirà poco tempo dopo per cimurro. Nel luglio del 1939, il Governo giapponese provvede così a regalarle come dono ufficiale il “fratello maggiore” di Kamikaze, Kenzan-go.

Si attribuisce proprio ad Helen Keller la prima introduzione negli Stati Uniti di un cane di razza Akita Inu proprio con i suoi due cani, Kamikaze-go e Kenzan-go. Nel 1938, è addirittura creato uno standard per quella razza, che viene presentato in molte manifestazioni canine. Tutte queste attività però si fermarono dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Helen Keller così ricorda Kamikaze-go sull’Akita Journal:[3]
« Se mai è esistito un angelo con la pelliccia, quello era Kamikaze. So che non otterrò mai più la stessa tenerezza da un altro animale. I cani Akita hanno tutte le qualità che mi attirano – gentilezza, socievolezza e lealtà. »

Gli ultimi anni

Nel 1960, viene pubblicato il suo libro Light in my Darkness, in cui Helen Keller sostiene con forza le teorie dello scienziato e filosofo svedese Emanuel Swedenborg. Negli ultimi anni della sua vita, si dedica a raccogliere fondi per la American Foundation for the Blind.

Il 14 settembre 1964 riceve dalle mani del Presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson la Medaglia presidenziale della libertà, l’onorificenza civile più alta negli Stati Uniti.

Helen Keller muore il 1º giugno 1968 nella sua casa di Easton (Connecticut) all’età di 87 anni.

Tributi

La storia di Helen Keller ispirò il cinema. Il primo film muto sulla storia di Helen Keller, Deliverance, viene pubblicato nel 1919[4]. Nel 1962, viene girato un altro film, Anna dei miracoli (titolo inglese: The Miracle Worker), che racconta la storia di Anne Sullivan (interpretata da Anne Bancroft, premiata con l’Oscar alla migliore attrice protagonista) e di Helen Keller (interpretata da Patty Duke, anch’essa premiata con l’Oscar alla migliore attrice non protagonista)[5]. Nel 1984 viene trasmesso un film tv dal titolo The Miracle Continues[6], riguardante l’ingresso di Helen al Radcliffe College, che viene considerato un “semi-sequel” di Anna dei miracoli. Nessuno degli ultimi film prodotti e trasmessi accenna all’impegno politico di Helen Keller. Solo una versione del 2000 prodotta dalla The Walt Disney Company accenna, nei titoli finali, al fatto che è stata «un’attivista per l’equità sociale». Anche Bollywood nel 2005 tributa i suoi onori ad Helen Keller con il film Black, che illustra la sua vita dall’infanzia alla laurea. Sempre nel 2005, la Fondazione Swedenborg ha prodotto un nuovo documentario dal titolo Shining Soul: Helen Keller’s Spiritual Life and Legacy, incentrato sul ruolo svolto dalle teorie spirituali di Emanuel Swedenborg nella vita di Keller.

Nel 2003, l’Alabama (Stato natale di Helen Keller) ha dedicato l’emissione delle monete da 25 centesimi di dollaro alla memoria della scrittrice ed attivista. Sempre in Alabama, alla sua memoria è dedicato l’Helen Keller Hospital.

La vicenda di Helen Keller viene raccontata anche nel manga Il grande sogno di Maya, scritto e disegnato da Suzue Miuchi: la protagonista, una giovane attrice in carriera, recita la parte della giovane sordo-cieca in uno spettacolo teatrale.

Onorificenze
Medaglia Presidenziale della Libertà – nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia Presidenziale della Libertà
— 1964

(Note da Wikipedia Italia)

Collins-Marva-bookpublicity-IMGMarva Collins

Marva Delores Collins (née Knight; August 31, 1936 – June 24, 2015) was an American educator who started Westside Preparatory School in the impoverished Garfield Park neighborhood of Chicago, Illinois in 1975.[1][2]

Early life

Collins was born in Monroeville, Alabama, to father, Henry Collins, a businessman who owned a funeral home and worked with cattle, and to mother, Bessie Collins (née Nettles). She grew up in Atmore, Alabama, a small town near Mobile, Alabama, during the time of segregation in the American South.[2] When she was young, Collins went to a strict elementary school in a one-room schoolhouse in Atmore, Alabama, an experience which influenced her later in life.[3] She graduated from Clark College (now known as Clark Atlanta University) in Atlanta, Georgia.[1]

Career

Collins taught school for two years in Alabama, then moved to Chicago in 1959, where she taught as a full–time substitute teacher in inner–city Chicago Public Schools system for fourteen years.[4]
Westside Preparatory School

Dismayed at the low levels of learning she felt the students were experiencing, Collins took $5,000 from her teacher’s retirement fund and started a private school in the top floors of the brownstone in the West Garfield Park neighborhood where she lived in 1975.[3]

The school she started was called Westside Preparatory School. Westside Prep became an educational and commercial success.[5] Collins created her low-cost private school specifically for the purpose of teaching low income African American children whom Collins felt that the Chicago Public School System had labeled as being learning disabled.[6] Collins said she had the data to prove that students were teachable and were able to overcome obstacles of learning via her teaching methods, which she said eliminated behavioral issues and allowed students to flourish.[7]

Collins and her daughter ran the school for more than 30 years until it closed in 2008 due to lack of sufficient enrollment and funding.[2][5]

Media coverage

Collins was most well-known, after appearing in a featured news article on CBS’s 60 Minutes, for the 1981 docudrama TV movie based on her life’s work, The Marva Collins Story, starring Cicely Tyson and Morgan Freeman.[8][9] Tyson said she spent time with Collins to research for the role.[10] The 60 Minutes feature was inspired by a 1970s article written by Chicago Sun-Times reporter Zay N. Smith about Collins and Westside Prep.[11]

Kevin Ross

In 1982, Kevin Ross, a 23–year-old Creighton University basketball player, got to his senior year of college without being able to read.[12] With the assistance of a Creighton booster, Ross enrolled in second grade at Westside Prep. With private tutoring by Collins, Ross learned how to read and graduated in May 1983.[13][14] Ross had difficulties continuing his education, but when he had serious troubles, Collins was instrumental in helping him.[15]

Career highlights

Due to the success of her teaching methods, it was reported that President Ronald Reagan wanted to nominate Collins to the position of Secretary of Education,[5][16] but Collins took herself out of the running for the position.[17][18] In 1983, Reagan cited Collins during an unveiling of a national program to combat adult illiteracy.[19] In 1994, Prince featured Collins in his music video “The Most Beautiful Girl in the World.” He also donated $500,000 to the Westside Preparatory School Teacher Training Institute, which was created to teach Collins’ teaching methodology.[20]

In 1996, Collins was hired to supervise three Chicago public schools that had been placed on probation. In 2004, Collins received a National Humanities Medal, among many awards for her teaching and efforts at school reform.[21] During the 2006–07 school year, Collins’ school charged $5,500 for tuition, and parents said the school did a much better job than the Chicago public school system, which budgeted $11,300 per student. The authorities complained that this was not enough.[5][22]
Teaching methods

Collins was known for applying classical education, in particular the Socratic method, modified for use in primary schools, successfully with impoverished students, many of whom she believed had been wrongly labeled as learning disabled by public schools. Collins criticized the teaching of the students, not the students themselves.[6] She wrote a number of manuals, books and motivational tracts describing her history and methods.
Critics

In 1982 and in subsequent articles, Collins has been criticized by George N. Schmidt from Substance News, who claims that Collins’ work was fraudulent.[23][24] Collins denied any fraud.[25] At the time, Collins had both supporters and detractors.[26]
Personal life and death

Collins married to Clarence Collins in September 1960. She had two sons Patrick and Eric and a daughter Cynthia. She died June 24, 2015 in Beaufort County, South Carolina, aged 78, while in hospice care.[1]

Works and publications
Monographs

Collins, Marva, Bert Kruger Smith, and Charlene Warren. A Conversation with Marva Collins: A Different School. From The Human Condition. Austin, Tex: Hogg Foundation for Mental Health, the University of Texas, 1982. OCLC 8257640
Collins, Marva, and Civia Tamarkin. Marva Collins’ Way. New York: Putnam, 1990. Foreword by Alex Haley. 2nd ed. ISBN 978-0-874-77572-3 OCLC 32523785
Collins, Marva. Ordinary Children, Extraordinary Teachers. Norfolk, VA: Hampton Roads Pub. Co, 1992. ISBN 978-1-878-90141-5 OCLC 26790433
Collins, Marva. Values: Lighting the Candle of Excellence: A Practical Guide for the Family. Los Angeles, CA: Dove Books, 1996. ISBN 978-0-787-11040-6 OCLC 35896951

Video

CBS News. Marva. 60 Minutes. New York: Carousel Films, 1979. OCLC 19834079
Dave Bell Associates. Success! The Marva Collins Approach. Wilmette, Ill: Television Licensing Center, 1984. OCLC 11311358
Collins, Marva. Too Good to Be True? 60 Minutes. New York: CBS Video, 1995. OCLC 33502110 – follow up to original 60 Minutes segment.
Robbins, Anthony, Marva Collins, and Peter Lynch. Anthony Robbins’ Powertalk! The Power of Life Metaphors. San Diego, CA: Anthony Robbins, 2004. OCLC 65197212
Holzgang, Conrad, Clifford Campion, Peter Levin, Cicely Tyson, and Morgan Freeman. The Marva Collins story. Burbank, CA: Warner Home Video, 2008. ISBN 978-1-419-85861-1 OCLC 185036842

Awards

1981: Jefferson Awards for Public Service – Award for Greatest Public Service Benefiting the Disadvantaged[27]
2004: National Endowment for the Humanities – National Humanities Medalist[21]
Alpha Kappa Alpha – Honorary member of the Alpha Kappa Alpha sorority[28]

(Source English Wikipedia)

Advertisements