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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Rottamazioni di democrazia

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Il parlamentarismo è l’incasermamento della prostituzione politica.
(Karl Kraus)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su questo sito… (Ignazio La Russa aka Rina Brundu)

rottdi Umberto Scopa. Archiviato infine anche il referendum sulle trivellazioni marine. Secondo i costumi di questo paese il referendum è transitato come un fortunale improvviso sulla calma piatta e paludosa del nostro vivere (poco) civile, per scomparire, nel giro di pochi giorni, nel mare magnum della dimenticanza. Fino a pochi giorni prima quasi nessuno aveva presente il problema, e questo era disdicevole, qualche giorno dopo invece tutti erano esperti di trivellazioni, o economisti, o geologi o ambientalisti; anche gli astenuti che, a loro dire e vanto, non erano astenuti per indifferenza (non sia mai!), apparendo la cosa disdicevole, ma erano astenuti per precisa e ponderata scelta politica.


Il Presidente del Consiglio, così chiamato per dare consigli, consigliava appunto in luogo del voto di preferire una gita al mare, dove le uniche cabine, non certo elettorali, erano quelle balneari. Decenni di incessante puntellamento “omnipartisan” per rinforzare il pericolante muro dell’impegno civico dei cittadini, e contenere le dilaganti crepe dell’astensionismo, abbattuti dal “rottamatore”. Improvvisamente dagli incessanti cinguettamenti del rottamatore il voto appariva un capriccio concesso dai costituenti ai cittadini in un raro momento di distrazione. Improvvisamente questo capriccio devastava le casse dello Stato, dove prima mancavano solo 80 euro per il pareggio perfetto di bilancio, mentre dopo lo scempio referendario il disavanzo era terrificante. Con i soldi buttati via per il carnevale elettorale l’Italia scopriva, grazie al rottamatore, che si potevano anche comprare tanti vagoni per i pendolari da comporre un convoglio lungo dalle Alpi alla Sicilia, e magari che sarebbero arrivati anche in orario. Poteva fare anche meglio, a pensarci, come rammentarci l’utilità che le piattaforme possono avere per salvare i barconi di disperati alla deriva in mare. Ma forse ha pensato –il rottamatore- su questo perdeva consensi. Così il rottamatore –a suo dire- con la mano sul cuore difendeva i posti di lavoro degli operai delle piattaforme, anche se questi sapevano benissimo che nella vicenda in questione la difesa del loro posto di lavoro dipendeva solo da una congiuntura astrale, cioè la coincidenza con l’interesse dei petrolieri; del resto quando si trattava di bombardare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che difendeva i loro posti di lavoro più di quanto sono usi fare i petrolieri) il rottamatore salterino era dall’altra parte della barricata. Mentre i posti di lavoro diventano sempre più precari, le concessioni ai petrolieri, quelle no, per il rottamatore devono essere senza fine.

Certo, mettere termine alla concessione a un petroliere può far perdere il lavoro a molti operai, ma un operaio specializzato sulle piattaforme forse il lavoro lo ritrova subito sotto il nuovo concessionario, nonchè datore di lavoro. Quindi sorge il sospetto che l’interesse a rischio sia solo quello del petroliere attualmente concessionario. E i soldi che perde lo Stato per continuare a non essere tenuto a rimettere a gara le concessioni, ecco quelle il rottamatore super partes non li quantifica in vagoni del famoso treno per i pendolari che improvvisamente, increduli, si trovano al centro della ribalta. Che poi i soldi spesi per il referendum il rottamatore poteva anche compensarli con quelli risparmiati quando lui è andato al governo senza consultazioni elettorali, volendo proprio essere precisi come contabili.

Così il fortunale referendario si allontana ripristinando nei luoghi attraversati la precedente calma piatta. Sulla questione ambientale i neuroni di chi si sforza di pensare onestamente si sgretolano imotenti nella morsa degli opposti argomenti scientifici. Nell’incapacità di fare chiarezza, la morsa si sposta sulla questione delle priorità. “Ci sono altre priorità” è un passepartout per aprire un altro dibattito senza fine che ha due scopi fondamentali sui quali la nostra società si fonda: il primo è di arrivare a non fare assolutamente niente perché ognuno di noi ha una priorità diversa, il secondo di farci al contempo sentire non disinteressati alle sorti della società umana, seppellendo, per quanto si può, il senso di colpa.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

2 Comments on Rottamazioni di democrazia

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