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Quello che il renzismo non dice (200) – Renzi sul Referendum: “Il governo non si conta tra i vincitori”. E fa bene. E sugli attacchi populisti a Michele Emiliano. Una pillola.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

Ascoltare il discorso populista di Matteo Renzi mentre ancora si verificavano la percentuali di votanti al Referendum sulle trivelle, è stato come avvertire un fastidioso prurito sul corpo e non avere la possibilità di grattarti. Naturalmente ho cambiato canale dopo pochi secondi, ma è difficile negare la brutta impressione che consegna questo signore mai eletto a rappresentarci…

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

7 Comments on Quello che il renzismo non dice (200) – Renzi sul Referendum: “Il governo non si conta tra i vincitori”. E fa bene. E sugli attacchi populisti a Michele Emiliano. Una pillola.

  1. Bene, come in un non lontano passato, entrambi i contendenti si dicono vittoriosi e minacciano terribili battaglie. Dove checché se ne dica, per me Emiliano è perdente, non tanto per i risultati, ma per il voto si. Per me chi ha votato si, con quello che sapevo della natura di quel referendum, o era disinformato (non è illegale né obbligatorio essere informati – ma non per Emiliano, e da lì nasce probabilmente l’atteggiamento oltraggioso di Renzi, e confesserò che il mio ribollire di fronte a molte affermazioni sentite da Emiliano per la loro mancanza di logica, salvo a farci tornare ad epoche preistoriche), o era cretino (non è una colpa), o era in malafede. Vi è solo una quarta possibilità votare si perché si è dentro al problema e si sanno veramente le cose, ma questo in Italia riguarda quattro gatti. In sé il referendum appare stupido perché non si può fare una regola generale su scelte tecniche che vanno esaminate caso per caso, e non è detto che sia saggio smantellare le piattaforme ferme a cui però nel caso vanno assicurate adeguate sorveglianze. Comunque le ignoranze si sono equamente divise tra si e no, se il 15% dei votanti ha scelto il no, presumibilmente il 70% dei non votanti si sarebbe diviso con un 20% di si e 80% di no, il che rende vicini i due schieramenti. Il merito di Renzi non è tanto di aver risolto il problema suggerendo il non voto, ma aver agitato le acque dei politici che indirettamente hanno fatto capire alla maggioranza degli italiani l’importanza della posta e il danno del si. Certo che a me personalmente rimangono dubbi sulle verità tecniche affermate dai due schieramenti, rinforzate dalle scoperte della magistratura che fortunatamente sta intervenendo. Non tutte le accuse forse si confermeranno, ma c’è abbastanza carne al fuoco per pensare a una vasta rete di attività criminali che avvolgono il paese.

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    • Devo darti atto che il tuo renzismo è quasi commovente, non che preoccupante ed espressione di ciò che produce, delle attrattive, del populismo.

      Di fatto io penso che Emiliano non sia stato il vincitore, penso piuttosto che Renzi sia stato il perdente. E questo lo ha capito prima di tutto lui: non lo si vedeva così nervoso dai tempi degli attacchi alla Boschi.

      Se un Referendum di cui non importava nulla a nessuno ha prodotto questo risultato: cosa produrrà ottobre?

      A mio avviso quella data sarà la data in cui questa nazione oltraggiata da questo movimento populista come nessuno (vedi il ciaone), recupererà in una dignità e democrazia.

      Perché se così non sarà vuol dire che quel mondo criminale e interessato di cui parli e che ci circonda ci sta bene, e allora a che prò lamentarsi della casta?

      Not in my name però, not in my name!

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  2. Ma neanche Renzi è perdente, perché questo referendum era il nulla. Ma capisco la preoccupazione di Renzi per Ottobre, perché a furia di sbruffonare rischia di perdere il treno. Lui immaginava che con una buona campagna elettorale poteva saltare gli ostacoli, ora immagino pensi a qualche difficoltà in più. Per quanto buon comunicatore, si sta rendendo conto che le sue riforme, anche attuate a metà, danno fastidio a troppa gente, e non è facile trovare lo zuccherino giusto. Lo zuccherino che usa gli vale l’accusa di populismo, cosa che io penso lui non sia per nulla. Renzi sa che ha bisogno di consenso elettorale e per ottenerlo qualcosa deve dare in pasto al popolo bue,.ma il popolo è meno bue di quanto lui immaginava, e credo sia questo il suo dilemma. Ma ormai il dado è tratto. La sua riforma è zoppa, in tempi normali la boccerei, ma in questo momento è da approvare, perché non ci possiamo pagare il lusso di perdere tempo come facciamo ora. Ma lo strapotere del primo ministro, che può andare bene, va affiancato da una istituzione tipo corte costituzionale, che funzioni veramente, non come Banca d’Italia e Consob responsabili dei tracolli bancari ultimi. Molto anche ora dipenderà dagli sviluppi della Procura di Matera, mi sembra, se riesce a chiarire e estirpare il malaffare. Forse sono distratto e non seguo molto i giornali, ma vorrei sapere che fine hanno fatto le “irregolarità” della Maddalena e dell’Aquila. Credo che Berlusconi abbia fatto di tutto per insabbiare e prescrivere.

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    • Caro Andrea comincio a divertirmi ma ti giuro che non capisco proprio di cosa stai parlando. Ma di quali riforme parli? Di quel gioco delle tre carte per adescare cruduloni? Non so se hai visto i dati di giornata sulle nuove assunzioni – 33%. Io abito in una nazione che sa bene cosa è la cultura del lavoro che ha avuto boom sostanziali da questo punto di vista e si è ripresa alla grande dalla crisi… ti assicuro che tutto questo è mondo molto diverso da quello renzistico. Un mondo, quello renzistico, che, per inciso, si nutre di chiacchiere.

      Concordo però sul fatto che il referendum gli ha messo la strizza addosso: ha capito infatti che nel paese reale le sue chiacchiere stanno a zero. Non a caso sta cominciando a dire che il voto di Ottobre non sarà voto su di lui (tutto questo detto da chi solo pochi giorni fa diceva che si giocava tutto e che se il referendum di ottobre non fosse passato avrebbe lasciato la politica). Ha ragione però: non sarà voto su di lui sarà voto contro di lui.

      E sarà così pure alle amministrative fino a quando questo paese non riuscirà a togliersi di dosso questo retaggio della politica d’antan. Non c’é fine alla nostra capacità di vivere un eterno medioevo, sotto tutti i punti di vista ma io resto convinta, proprio come Renzi, che questa nazione ripartirà. E comincerà a farlo non appena finirà il renzismo e si metterà in primo piano il lavoro, il merito e l’onestà.

      Non sono utopie.

      Saluti e grazie per il tuo commento. Ciao.

      PS Sui vari scandali e inchieste manco commento: non si possono eliminare quelli se non si lavora alla radice questo bisogna capirlo: gli scandali e il malaffare politico e amministrativo sono solo consequentia-rerum.

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  3. Il tuo commento iniziale mi ha ricordato mio padre, arrivato nel 1938 dalla Svizzera con mentalità ipersvizzera, non capiva in che razza di paese fosse capitato. Da allora abbiamo fatti progressi enormi (purtroppo anche sulla corruzione), ma anche gli altri paesi hanno fatto progressi, per cui il solco rimane ampio. Ho una posizione diversa dalla tua perché non vedo allo stato attuale offerte migliori e più affidabili sul mercato, d’altronde dobbiamo tirare avanti con quanto abbiamo. I 5 stelle mi piacciono, ma hanno cadute come se appartenessero a un altro mondo, non si rendono conto con chi avranno a che fare. E secondo me, anche Renzi non ha misurato esattamente con chi aveva a che fare, e tenta la via di un ottimismo di facciata – e forse fa bene – ma bisogna riconoscergli qualche passo nel senso giusto. Può darsi siano insufficienti, saranno passi avanti e indietro, ma nel complesso sono abbastanza fiducioso. D’altronde abbiamo la classe politica scelta dal gregge, il fatto che il gregge è ingannato non si modifica d’un colpo, ci volle una guerra terribile per disfare il fascismo e dalle sue ceneri riemerse una classe politica fondamentalmente illuminata, che però ha generato figli degeneri, quasi come Lenin che generò Stalin, salvo essere lui stesso un assassino del suo popolo.
    Ciao, grazie per le tue risposte.

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  4. Scusa il ritardo…
    forse non si riconosce ciò che tentano di fare Grillo e i suoi perché ci stiamo abituando in politica alla disonestà e ormai la si dà per opzione inutile…

    No, lo ripeto la mia sfiducia nell’uomo Renzi è totale ne deriva che non ci potrai mai essere alcuna fiducia nel politico…

    E i fatti fino ad ora mi hanno dato ragione…. se poi tu non vuoi vedere… pazienza.

    ciao, buone cose

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  5. Io riconosco ciò che tentano di fare Grillo e i suoi. Ma ritengo che non valutando con ciò cui avranno a che fare, rischiano di accrescere i nostri problemi. E nel caso non mi riferisco tanto alla classe politica, ma alla forza sovrumana della burocrazia e del suo malaffare. Pur non vedendo errori gravi di Renzi, non sono sicuro che ce la faccia neppure lui a bonificare il tessuto corrotto che avvolge l’Italia.
    Tu non hai fiducia in Renzi, io sì per ora, il senso delle sue scelte è logico e difendibile, visto che altri non si presentano con proposte credibili, lasciamolo fare. Mi preoccupa il referendum di ottobre, che ha voluto lui, temo solo sia prematuro. D’altronde non lo si poteva rimandare molto più in là. I nostri punti di vista non si possono discutere, sono come la fede dei preti e degli atei che non possono avere prove. Noi invece, sul tempo, le avremo, ma molto oltre ottobre, perché qualunque sia il risultato del referendum sarà troppo presto per osannare o deprecare l’azione di Renzi. Oggi, ma oggi solo si vede quanto abbiamo perso con le vittorie di Berlusconi su un Prodi per il quale non saremmo con i problemi attuali. Prodi aveva chiarissimo l’importanza di calare il debito, e c’era anche riuscito a iniziarne la decrescita.
    E’ presto per parlare di chi ha ragione. I fatti non sono ancora chiariti. Tutti parlano della forza della lobby del petrolio, ma questo per me è una farsa, serve solo a sviare l’attenzione ad altri fatti: la lobby della carta ha fatto un terno fantastico: mentre prima si avvolgeva la merce solo nel sacchetto di plastica, ora lo si deve sempre avvolgere nel sacchetto di carta (senza nessuna ragione) con uno spreco enorme perché finalmente la gente vuole e adopera anche il sacchetto di plastica. Non parliamo della carta usata per le copie di legge, dall’identità ai metri delle dichiarazioni dei redditi, spesso ancora da gestire co senza il computer. La lobby del vetro ha pure avuto i suoi successi sulla plastica.

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