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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Televisione: se da “Amici” al soporifero “Laura & Paola” ci ammazza la noia e se poi torna il “Maurizio Costanzo Sciò”. Sul “BLOB”(Rai3) intellettualmente castrato dal renzismo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

diadi Rina Brundu. Fortuna che non sono tempi in cui si dipende dalla programmazione televisiva per l’intrattenimento quotidiano, fermo restando che fare zapping può diventare una forma di intrattenimento fine a se stesso. In questi tempi di aggressiva censura renzistica immagino che il peggior porto d’approdo, mentre si fa zapping, ma anche il porto d’approdo che può procurare più male al cuore, sia quello rappresenTato dal terzo canale della Rai quando intento a mostrare un “BLOB” (ovvero un glorioso programma di controinformazione satirica) intellettualmente castrato. Detto altrimenti fa impressione questo “Blob” costretto a prendere di mira il Giovannardi-contra-gay (un poco come sparare sulla Croce Rossa o fare le pulci a un’ovvietà, peraltro obsoleta), ma incapace di arrangiare un collage critico sostanziale delle innumerevoli prediche quotidiane – eticamente sconclusionate, omertose nella linea di fondo e mediaticamente svergognate – imparate a memoria e postate con regolarità svizzera dai sacerdoti del renzismo sui vari canali del servizio pubblico. E non solo.

Quando la censura fa un sol boccone della capacità di satira più spregiudicata significa che si è raggiunto lo stadio del non-ritorno, significa che un paese ha definitivamente esaurito gli anticorpi che era in grado di produrre a difesa del suo sistema democratico. Specificatamente significa che quel sistema-democratico non è più; significa che forse che non era mai stato, magari si trattava di ologramma. Non vi è dubbio però che questo scenario tutt’altro che roseo descriva in pieno (se non in parte, potrebbe mancare, infatti, il peggio), l’Italia mediatica al tempo del renzismo, la sua, mi ripeto, castrazione intellettuale, la sua completa assuefazione e genuflessione verso modelli amministrativi e politici distopici, malati, unidirezionali, nonché retaggio ultimo di quel “peggio del peggio” civile, sociale, culturale che si sperava non avremmo dovuto testimoniare più.

Davanti ad un simile incancrenito status-quo mediatico il resto è dettaglio. Tuttavia come impedirsi di provare l’imbarazzo procurato dalla noia mortale che – sempre mentre si fa zapping – ci prende davanti ai tristissimi spettacoli mostrati da “Amici”, “Laura & Paola” (rispetto a questo ultimo programma io ho solo un dubbio: ma chi ha dato la patente di critico televisivo ai tanti signori che tra le pagine patinate di questo o quel giornale hanno incensato i meriti di codesta trasmissione ottuagenaria e soporifera come niuna? L’università della terza età? Non mi sorprenderebbe!), e alla “minaccia” del nuovo ritorno del “Maurizio Costanzo Sciò”?

Ecco – di norma sono profondamente contraria a creare divinità ad arte, magari modellate a nostra immagine e somiglianza, col solo scopo di delegare loro compiti di supervisione e protettivi a diverso titolo, ma se esistesse anche solo un qualche dio di secondo grado, pure soltanto un suo discepolo, un elfo, un mostro del lago, finanche un personaggio dotato di poteri soprannaturali alla Mago DoNascimiento, sarei felice di omaggiarlo con una qualche offerta affinché ci liberi da cotanto orrore televisivo et scempio, laddove non ci riesce il nuovo CDA Rai e generalistico. Come Abramo non ci vado per il sottile: non avendo un figlio da sacrificare va bene – a titolo di ricompensa – un anno di clausura nel tempio… pardon, un anno di articoli incensanti al renzismo? Sarà una goccia nell’oceano ma non è con tutte quelle gocce che si riempie infine un mare?

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