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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quando la superstizione diventa questione mediatica. E sul perché penso che sarebbe un bene se Urbano Cairo rilevasse il Corriere.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

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Screenshot dal Corriere.it di oggi

di Rina Brundu. Fa impressione vedere sulla Home del primo giornale italiano – seppure con finalità di delegittimazione politica – immagini incensanti la superstizione e che nel 2016 parlano ancora di blasfemìa. Da questo punto di vista, l’occhiello apparso quest’oggi sul Corriere.it (vedi featured image) è qualcosa di spettacolare nella sua naiveté-provinciale e dà veramente da pensare. Nello specifico l’occhiello riprende le critiche che un sottosegretario del PD, tal Lotti, avrebbe fatto ad uno spettacolo di Beppe Grillo dove quest’ultimo riprende o prende di mira il rito cattolico della Comunione.

Embeh? Vivaddio che abbiamo ancora personaggi capaci di prenderci in giro e di prendere in giro i datati riti che incensiamo a torto o a ragione. Ciò che fa impressione è che a scagliarsi contro un lavoro teatrale, quindi un parto dell’intelletto, sia da un lato un elemento che, in quanto elmento-politico, si occupa (o si dovrebbe occupare) del maggior bene della res publica e dall’altro un quotidiano nazionalpopolare che in principio dovrebbe essere il primo cane da guardia del sacro concetto della nostra laicità statale e l’inflessibile guardiano della nostra dignità intellettuale.

Per questi e molti altri gravissimi motivi, ma anche considerando l’ottimo lavoro di sana critica al Sistema che ho notato viene fatto da molti professionisti dello spettacolo (Maurizio Crozza soprattutto), sul suo canale La7, io penso che un’eventuale rilevazione del Gruppo RCS e in particolare del Corsera da parte di Urbano Cairo sarebbe la manna dal cielo che tutti attendiamo da tempo. Di più: che quel giornale glielo regalassero come chiede che facciano! Nella speranza che poi proceda a rivoltarlo come un calzino e a restituirgli l’immagine deontologica che gli compete… di diritto!

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