PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Sull’intervento “morbidoso” di Graziano Delrio a “Otto e mezzo”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

post-leopoldadi Rina Brundu. Una doverosa premessa: non si sa come faccia ma Graziano Delrio è sicuramente l’unico renzista di cui si sappia che nonostante l’esposizione continuata alle usate trame mediatiche del leader continua a restare sempre simpatico, credibile, finanche bello, degno di quella fiducia che normalmente si accorda solo ad un vecchio zio amatissimo o a un mendicante trasandato che si intuisce in odore di santità. Questo fortunatissimo status-quo va senz’altro a suo merito, fermo restando che Machiavelli ammonirebbe a dubitare di tutto... e di tutti.... in politica.

Che Machiavelli avesse anticipato finanche interviste e discorsi come quelli fatti da Delrio ieri sera nel programma “Otto e mezzo” (La7) di Lilli Gruber? Tutto può essere. Del resto una simile capacità vaticinante risulterebbe comunque più credibile della sostanza proposta da tutto quel forbito parlare. Di fatto i discorsi di Delrio erano tutto un cadere dal pero, laddove l’Esecutivo e le dinamiche che lo governano sono sempre state presentate come lontane miliardi di anni luce da quelle effettivamente venute alla luce grazie alle intercettazioni pubblicate nell’aftermath del Caso Guidi.

Il racconto delriano era talmente diluito, pacato da risultare morbidoso (uso questo termine nella speranza che qualcuno dell’Accademia della Crusca legga e Renzi retwitti), soporifero e a un certo punto mi è sorto pure il dubbio che lo stesse confondendo con la trama di qualche improbabile fiaba grimmiana da raccontare ai figli dato che il ministro ha pure tenuto a puntualizzare il suo amore per la famiglia e la ferma determinazione (da mostrarsi a suon di querele se necessario) a rassicurarla in merito alle sue disavventure politiche degli ultimi tempi: “Io non mi faccio dare del mafioso, io ho dei figli!”. Come contraddirlo? Giustissimo. Il problema però era che apparentemente non lo si poteva contraddirre su nulla e a voglia Scanzi ricordargli che quelle intercettazioni dove volavano stracci tra i membri dell’Esecutivo non le aveva inventate lui.

Quando messo all’angolo Delrio non negava ma sosteneva con gentile fermezza che lui non c’era e se c’era nel dato frangente forse dormiva. Eppurtuttavia ad attento guardare il nervosismo e una data insoddisfazione di fondo con il Premier e il mondo falsamente idilliaco che colui impone di raccontare, si notava. Naturalmente Delrio ha negato decisamente di essere in combutta con Tizio e con Caio per asfaltare Renzi, o meglio il Presidente del Consiglio come dice lui, del resto non avrebbe potuto fare altrimenti. Certo è che se si decidesse a farlo nessuno gliene vorrebbe, anzi!, a mio avviso questo Paese avrebbe molta più necessità di rappresentanti che muovono con la sua idea di moralità (almeno in principio) e sono sulla sua linea…. quella di Delrio non quella di Renzi!