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Intervista a Riina Junior: per una volta dalla parte di Bruno Vespa e contra-censura. E sul clamoroso autogol “mafioso”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

indexdi Rina Brundu. Mercé il gran casino mediatico creato ad arte prima della messa in onda della trasmissione, ieri sera ho visto l’intervista di Bruno Vespa a Salvo Riina. Per una volta mi schiero con il Cardinale mediatico italiano: non si ottiene nulla con la censura e l’intervista se era stata fatta doveva andare in onda.

A mio avviso doveva andare in onda anche perché in realtà si è rivelata un incredibile autogol “mafioso”, rappresentazione plastica di cosa sia l’omertà e di cosa sia la paura. Non sono incline a far pesare i peccati dei padri sulle spalle dei figli e non so nulla di questo Salvo Riina. Potrà pure essere il miglior figlio del mondo, la persona più onesta, ma dubito fortemente che sia il miglior intellettuale che si possa volere dato che si è presentato come una sorta di scrittore, di autore di libri.

Di fatto a squalificarlo erano i suoi stessi discorsi reticenti, chiaramente omertosi, che ci hanno raccontato più di mille saggi dedicati che la mafia esiste ancora e ce ne hanno mostrato una sua prospettiva moderna da non sottovalutare. Fino a quando Salvo Riina non comparirà in un qualsiasi salotto televisivo a dire chiaramente che lui si dissocia dall’operato del padre (a cui in quanto figlio è concesso di amarlo con tutto l’amore del mondo), che si dissocia da una mentalità mafiosa tout-court, a nulla serviranno le interviste trendy in quel di “Porta a Porta” se non a consacrarsi ufficialmente come rappresentazione di un male che è invece da condannarsi senza se e senza ma.

Da questo punto di vista non si capisce quindi neppure l’urlato strapparsi delle vesti delle ultime ore di dati politici: si strappassero le vesti per l’operato indegno degli amici “del quartierino” che stanno governando questa nazione con il loro beneplacito renderebbero senz’altro un miglior servizio alla comunità. E alla loro coscienza.

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