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8 marzo 2016 – Dalla terra della Dea Madre NOT IN MY NAME, se non lo dice la Boldrini lo dico io! Di una giornata di rara offesa alla nostra dignità e alla nostra essenza: donne italiane dite no!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Marie Curie

di Rina Brundu. Si resta letteralmente senza parole! Erano ormai 25 anni che non trascorrevo l’8 marzo in Italia e mai avrei pensato che lo status quo provincialistico fosse questo: accendi il televisore la mattina e vedi pseudo presentatori che portano mimose alle loro colleghe e non ne capisci bene il perché. Esci per strada e trovi mimose in vendita ad ogni angolo e non ne capisci bene il perché. Ci sono finanche banchetti per finanziare la ricerca in onore di una cosiddetta Festa della Donna e a quanto si legge dovresti sostenererli per codeste alte virtù e tu non ne capisci bene il perché. Capita poi che ti si avvicini questo o quello e con un sorriso largo quanto ebete e ti dice: “Auguri!!” Perché? Mica mi sposo? Mica è il mio compleanno? La ciliegina sulla torta è infine data dalle prime cariche della Repubblica che si uniscono ad un tal coro sguaiato a fare gli auguri alle donne.

Si resta letteralmente senza parole e con una offesa dell’anima difficile a curarsi, una frustrazione per la quale non esiste panacea. Pensare che in questo paese votato allo sciovinismo sessista e a vivere immerso in un humus culturale malato, arretrato, restio al cambiamento sarebbero bastate due parole anche della stessa Laura Boldrini, una delle massime cariche dello Stato: NOT IN MY NAME!!! Avrebbe fatto una differenza, sarebbe stato un segnale tonante, importante, per un cambiamento di passo sostanziale per una speranza di un futuro diverso. Invece no, lo Stato è connivente! Invece no, lo Stato partecipa in primo piano in un rito tribale degno delle società ancestrali più isolate e meno sviluppate (neppure tutte in verità, perché proprio tantissime di quelle società, matriarcali nella loro natura, hanno sovente mostrato altro rispetto per la donna, per la dea madre)!

NOT IN MY NAME!, se non lo dice la Boldrini lo dico io, proprio dalla terra della dea madre! Donne italiane dite no! Dite no a questo annuale rito offensivo della vostra dignità e della vostra essenza, pensato per qualificarvi e squalificarvi ad un tempo. Per tenervi sempre e soltanto a rammendare la calza, in cucina, a tenere alto il mito della famiglia italica per eccellenza: madre casalinga, padre nei puttanai un giorno sì e l’altro no e figli pronti a preservarne il mito! Not in my name!, per quanto possa servire….

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