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DELLA FILOSOFIA E DELLA RELIGIONE – PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE. UN SAGGIO BREVE DI….

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

filosofia2Massimo Pittau. (continua dal capitolo IV) Fatta questa precisazione e riprendendo il mio discorso sui “professori di filosofia” che ho avuto modo di conoscere nella mia lunga carriera di docente dei Licei e dell’Università, dico di essere del tutto convinto che il “cancro mortale” dei professori di filosofia consista nel loro esclusivo limitarsi alla sola analisi e argomentazione intorno alle “parole”, nel caratterizzarsi del loro parlare e ragionare in maniera prevalente se non esclusiva come “verbalismoe niente più.

Questo fatto in verità è stato indicato e denunziato parecchie volte in differenti periodi storici da parte di pensatori o filosofi autentici ed accorti.

La prima denunzia e condanna del “verbalismo” dei filosofi si è avuta già in Grecia, nel periodo dell’esplodere del pensiero greco. La continua e dura polemica condotta da Socrate, da Platone e da Aristotele contro i Sofisti aveva in effetti questo esatto significato: Socrate, Platone e Aristotele combattevano i Sofisti in quanto li constatavano nient’altro che “parolai”, nient’altro che spacciatori di parole vuote e, insomma, come “venditori di fumo”.

In seguito questa denunzia e condanna si è avuta con notevole consapevolezza critica nell’Università medioevale, quando si discusse ampiamente e a lungo il cosiddetto “problema degli universali”. Che consisteva in questo: i cosiddetti “universali” (universalia), quali «uomo», «animale», «cane», «albero», «casa», ecc., sono res, cioè autentiche “realtà” oppure sono soltanto ed esclusivamente nomina, cioè “nomi” o “parole”?

È cosa nota che una parte dei filosofi medioevali sostenne per l’appunto la tesi che gli universalia non sono altro che nomina, non sono altro che parole, semplici flatus vocis o «soffi di voce», ai quali nulla corrisponde nella realtà effettiva. Nella realtà effettiva non esiste l’«uomo», ma esistono solamente i singoli individui umani chiamati Pietro, Giacomo, Giovanni, ecc.; non esiste il «cane», ma esistono solamente i singoli cani, chiamati Argo, Diana, Fido, ecc.; non esiste l’«animale», ma esistono solamente i singoli cavalli o buoi o uccelli o pesci. ecc.

Ecco, il dramma di moltissimi “professori di filosofia” consiste nel fatto che essi si illudono di discutere e argomentare su fatti reali, mentre in effetti trattano e discettano quasi esclusivamente sui nomina, sulle parole. Ed a questi nomina o parole da loro adoperate quasi sempre non corrisponde nulla nella realtà, né in quella concreta né in quella mentale.

A questi nomina o parole di tanti professori di filosofia molto spesso non corrispondono altrettanti fatti, ma molto spesso non corrispondono neppure altrettante idee. Certamente le parole in generale sono cariche di altrettante idee, ma molto spesso sono anche del tutto vuote di idee. Si tratta di parole del tutto prive di senso o di significato, riducendosi a essere appunto parole e soltanto parole, solamente flatus vocis.

Lo ripeto e insisto: il dramma del parlare e dell’argomentare di molti professori di filosofia consiste nel fatto che la filosofia finisce nelle loro mani con l’essere nient’altro che “lo sfoggio di parole vuote”, “il trionfo di parole buttate al vento”, il “campo di vocaboli privi di senso o di significato”.

Perfino il senso comune degli uomini normali ha colto e bollato questo modo di essere e di operare di molti professori di filosofia, quando ha creato e messo in circolazione il vocabolo carico di una notazione fortemente negativa e anche ironica di “filosofastro”.

D’altronde si può anche facilmente constatare che in generale i professori di filosofia non sono granché stimati neppure dai loro colleghi docenti di altre discipline, fra i quali è corrente la definizione dei “filosofi”, come di «Quelli che se la pensano addosso». Pure nelle ormai numerose trasmissioni di dibattiti che dominano nelle varie televisioni, fanno da protagonisti i politici, i giuristi e gli economisti, mentre quasi mai sono presenti anche i professori di filosofia; e questo avviene perché, nelle rarissime volte in cui essi sono presenti, molto spesso fanno sfoggio solamente di un linguaggio intricato, farraginoso e soprattutto ermetico, di un linguaggio fatto solamente di “parole”. Gli unici filosofi che partecipano con capacità e autorevolezza a quelle trasmissioni sono i cultori della «filosofia del diritto» e ciò avviene per effetto e in virtù del fatto che questa disciplina è per sua natura fortemente agganciata alla realtà sociale e alla concretezza delle leggi dei vari Stati nazionali.

A proposito del citato ermetismo linguistico di molti professori di filosofia, mi sono da tempo convinto che esso è molto spesso nient’altro che una “cortina fumogena” che mira e serve a nascondere nient’altro che una sostanziale vuotaggine di pensiero e di idee. (Però ho sempre pure constatato che, quando qualche professore di filosofia chiedeva a noi allievi «Forse non sono stato chiaro?», immancabilmente la maggioranza di questi rispondeva «Ma sì, è stato del tutto chiaro!»).

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

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11 Comments on DELLA FILOSOFIA E DELLA RELIGIONE – PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE. UN SAGGIO BREVE DI….

  1. Ancora un abbraccio professore… torneremo a lavorare insieme. RB

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  2. Franco Luceri // 19 February 2016 at 15:30 // Reply

    Caro prof. Pittau, non credo che ricche di parolai siano solo le scienze umanistiche. Gli industriali dell’aria fritta o i cacasenno come li chiamo io si trovano in ogni campo, economia e finanza compresa. E in politica c’è una tale ricchezza, che proprio questa mattina mi ha indotto a lasciare un commento che mi sembra abbastanza in tema col suo discorso.
    Dove ho scritto: un potere che mangia soldi e restituisce parole anziché soluzioni, è come un albero da frutto che succhia concime ma restituisce solo foglie.
    Io non so se a guastare il mondo della cultura sia stata la politica o viceversa, sta di fatto che il governo delle ex grandi potenze mondiali è affidato alle parole senza senso e per i popoli senza futuro.

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    • Risposta all’egregio interlocutore: Lei ha piena e pienissima ragione! Siamo veramente schiavi delle parole pronunziate e scritte a vanvera! Ho dimenticato di scriverlo: i maestri del parlare a vanvera sono i politici.

      Massimo Pittau

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  3. A mio avviso si inizia dalle scuole primarie a parlare a vanvera. Lo fanno egregi maestri e professori, tronfi della loro vanagloria, lo fanno insegnanti mediocri che inculcano la loro mediocrità riducendola a nichel, lo fanno i maestri “di fede” terrorizando con inferni e purgatori, lo fanno i genitori ignoranti che trasmettono paure e superstizioni.
    Il parlare a vanvera non è una categoria professionale bensì una categoria dell’animo. Ci vorranno generazioni su generazioni prima che si possa sperare di vedere la luce in fondo al tunnel e non basterà insegnare Voltaire, Galileo e Marx, occorrerà aspettare la dipartita dei cattivi maestri.

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    • Tendenzialmente sarei d’accordo con tutto il tuo discorso…
      Il problema e’ che perche’ sia valido abbiamo bisogno del tuo nome e cognome, Sam.

      Altrimenti anche il tuo commento e’ sparato a vanvera e il sito lo deve depennare….

      Parlare a vanvera e’ infatti caratteristica prima di chi non ha il coraggio delle sue opinioni e si nasconde dietro un nick….

      Qui… noi non lo facciamo…. come si evince…

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  4. uh… pardon. Mi chiamo Salvatore Monaco da Siracusa. Non uso i nick per nascondermi(che motivo avrei, non sono ricercato 🙂 ) E il nick è una forma di traslazione dei soprannomi che si usano da noi. Significa “Samuele il testardo”.
    Lieto di conoscerti. Ti darei anche il mio indirizzo ma per la privacy. Posso dartelo in privato però, magari con una fotocopia di un documento.
    Una sola nota: perché dici di essere d’accordo se poi il tuo accordo è basato solo sulla mia identità?

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    • Perché io non sono mai d’accordo con qualcuno che non si presenta. Come dici giustamente tu quando uno non è ricercato deve sempre presentarsi con nome e cognome e avere il coraggio delle sue opinioni… Su questo sito noi facciamo cosi…
      No, il tuo indirizzo non interessa… ma se hai dei link a tuoi lavori, libri, studi, saggi… o altro mettilo qui sotto…
      Ciao

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  5. Il coraggio delle mie opinioni? Ma non si discuteva di filosofia e religione? Quale “coraggio” dovrei avere? A meno che tra le righe dell’articolo non si celi un messaggio criptico,,, che non percepisco.
    Mi dispiace, ma non ho pubblicazioni da fornirle. Pensavo che non fosse un sito per persone oltre una certa soglia di QI. Sono un autodidatta dopo gli studi di Chimica, ma leggo volentieri un po’ di tutto. Se vi sto bene così, come un lettore occasionale e uno che ogni tanto esprime un’opinione va bene. Se invece è un sito “d’elite” per pochi privilegiati, allora tolgo il disturbo.
    Una volta si diceva che “Anche la classe operaia va in paradiso”, ecco, mi consideri un operaio. Tanto Renzi a quello ci vuol portare: tutti operai e lui slo capocantiere.

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    • Gli operai sono i benvenuti…
      Stia tranquillo… é che purtroppo la Rete non é luogo sempre raccomandabile e qui facciamo di tutto per scoraggiare i throlls dal frequentare il sito… e quando non lo fanno li fermiamo….
      Cordiali saluti
      rb

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  6. Sito laico di attualità e controinformazione radical-chic
    Però leggo quest’avviso in cima a sinistra. Radical chic, inteso come “fricchettone”(alla Rutelli per capirci).Non vorrei essere assimilato a costoro. Io lavoro da matina alle 6 asera alle 21,00 circa. Pausa pranzo di mezzora, sigaretta fuori dal cantiere e bisogni ultrarapidi.
    Buon week end

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    • Se puo’ interessarla io sovente mi alzo alle tre di notte e continuo a lavorare fino a mezzanotte e ho passato una vita cosi nelle aziende internazionali…. Quando si tratta di lavoro le garantisco che posso dire la mia… e trovo pure tempo per risponderle….

      Ma cio’ che mi fa davvero meraviglia e’ che lei entra in casa altrui e giudica senza conoscere, cosi rivelando attitudini analitiche epidermiche…

      Se conoscesse Rosebud – un sito che oltre la critica ama la satira – saprebbe che quella scritta, o almeno la sua parte “radical-chic”, e’ nata come ironica protesta contro il porrismo dilagante e saprebbe anche altro….

      Ma credo che basti…
      Rgs

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