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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (163) – Anzaldi? Chi é costui? Ma sulla RAI ha ragione. Dello scempio dell’okkupazione PD del Servizio Pubblico. E del degrado culturale televisivo corrente dagli editti bulgari a Sanremo.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

 

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Screenshot dal Corriere.i

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George Orwell

 

Fa orrore leggere in “prima” sul Corsera che è stato il giornale di Oriana Fallaci e di Indro Montanelli, la solita nota governativa che bontà sua informa di come il PD avrebbe rinnovato la sua “fiducia” ai vertici della RAI. Nessuna meraviglia che la “fiducia” venga rinnovata: da alcuni mesi il Servizio Pubblico televisivo italiano – che a sentire le sue stesse marchette editoriali da luglio diventerebbe più “conveniente” per il contribuente – è diventato una nefandezza pseudopolitica e pseudoculturale tale che George Orwell avrebbe finanche difficoltà a farla “raccontare” ai maiali della sua celeberrima fattoria.

Non c’é telegiornale, non c’é pseudotrasmissione di approfondimento politico dove si riesca a fuggire il faccione ragione del leader, i suoi discorsi, i suoi look imbarazzanti, i suoi motti arguti tesi ad intontire il popolino già intontito di suo…..

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Quello che il renzismo non dice (163) – Anzaldi? Chi é costui? Ma sulla RAI ha ragione. Dello scempio dell’okkupazione PD del Servizio Pubblico. E del degrado culturale televisivo corrente dagli editti bulgari a Sanremo.

  1. Sono così offesa nell’anima che non riesco neppure a scherzarci, uno schifo tale non avrei mai pensato che lo si sarebbe potuto vedere in Italia. Incontro persone che parlano di vera e propria dittatura ma non hanno voce.

    Il problema del renzismo è che lo giudicherà la storia ma per allora avranno messo le mani su tutto ciò che sarà stato possibile mangiare. Se i socialisti erano terrorizzati quando scattava “l’ora legale”, questi se ne fottono. Alla grande.

    PS Se non senti più di questa rubrica: preoccupati!

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    • Sentire De André in questo contesto… è terribile… Perché anche la sua generazione ha lottato per la nostra libertà…. per i diritti civili a soprattutto in nome dello sviluppo di una coscienza critica che il renzismo ha usato come carta igienica….senza vergogna!

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  2. Non saprei… i “picciotti” governativi adesso agiscono via hackering… io non vengo dalla montagna…ma da un luogo che di hackering parlava quando in Italia si scriveva ancora con le nuvolette di fumo…

    Speriamo nella protezione di Anonymous… più che dei picciotti.

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    • Ti stupirebbe sapere in che modi si può censurare un sito, senza esporsi mai. Di buono l’informatica ha che sono segnali elettronici quindi sempre tracciabili… non importa chi li fa.

      Viviamo un periodo della nostra storia che come nessun altro mostra come la corruzione di una casta possa mandare un popolo alla rovina senza colpo ferire. I giorni anche difficili in borsa lo raccontano bene ma questo non è compreso dai più.

      Se questo fosse un paese normale si andrebbe a votare subito, ma naturalmente prima l’interesse personale e poi l’interesse pubblico. In questo senso “l’attuale opposizione” è il peggior complice del renzismo. Per non parlare poi della connivenza mediatica….

      Io resto convinta però che le battaglie etiche e di giustizia non violente bisogna combatterle anche rischiando di apparire come don Chisciotte contro i mulini a vento: prima o poi smuovono sempre un granellino di sabbia che non di rado diventa valanga: quel giorno voglio esserci e poi posso anche morire!

      ciao

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