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Quello che il renzismo non dice (161) – Ancora sul populismo antieuropeo governativo stile “disobbedienza civile” di Thoreau e sul nuovo “buco” da quattro miliardi scoperto dalla GDF.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

All’epoca vi erano i miglioristi di Napolitano, banditi allora ed oggi, anche se Renzi ha ucciso proprio Napolitano, il suo creatore. E costui, nonostante i colpi, proprio come un Golem, non muore mai. (Roberto Renzetti)

Rina Brundu

Henry_David_Thoreau.jpg

Henry David Thoreau

di Rina Brundu. Se dovessi dire quale è stata la maggior colpa dell’Europa in questi anni, direi che è stata quella di essere esistita come associazione di tipo politico e quindi di avere funzionato come entità scaricabarile per sgravare i governi nazionali dalle loro responsabilità. Il caso italiano, in questo senso, è uno dei più gravi, come testimoniano i fatti di questi ultimi giorni, laddove davanti allo sconquasso amministrativo interno procurato da una macchina burocratica infernale e corrotta, che negli ultimi dieci mesi ha determinato un nuovo “buco” da quattro miliardi, almeno a credere alle evidenze fornite dalla GDF, il nostro governo, invece di prendere azione, intraprende una pseudo-battaglia a distanza con fantomatici vertici comunitari contribuendo a ridicolizzare ulteriormente la nostra reputazione internazionale già ai minimi.

Che finita la guerra-campale per le cosiddette riforme – che hanno peraltro partorito “il topolino” come largamente anticipato da qualsiasi essere senziente che abbia visto come funzionano le cose ne paesi normali – il renzismo dovesse trovare un altro cavallo vincente (o pseudo tale) per combattere le sue battaglie mediatiche, era pure da prevedersi. Molto meno prevedibile era che un governo boyscout, mandasse affanculo le nozioncine da oratorio per bravi ragazzi con cui ci ha sempre ammorbato Renzi, per seguire improbabili strade di “disobbedienza civile” (seppure in sede comunitaria) in stile Thoreau. Purtroppo per lui, Matteo Renzi manca completamente del coraggio e dell’onestà intellettuale del grande saggista americano, ma soprattutto manca della sua capacità di impegno politico (che è altra cosa del girare a spese del contribuente tra il Quartier Generale di Google e Machu Picchu!).

L’impressione dell’occhio che guarda è che questa nuova versione populista del renzismo rappresenti in qualche modo l’anticamera della sua fine. Un renzismo allo sbando dunque, cucinato a fuoco lento dentro le dinamiche sempre più soffocanti che ha saputo costruire, laddove le tante corde tirate finiranno con l’impiccarlo più prima che dopo. Naturalmente, val la pena sottolineare che – a parte il recente sputtanamento mondiale in occasione della visita di Rouhani (altra faccenda già nascosta nella sabbia e chi si è visto si è visto) con conseguente censura dei nudi classici – nessun organo di Stampa serio si interessa all’estero di queste pseudo-battaglie renziane. Raccontano tuttavia i bene informati che qualche sopracciglio vagamente “preoccupato”, si è in effetti alzato in sede comunitaria per riposizionarsi all’origine dopo un solo centesimo di secondo: il tempo necessario per realizzare che l’ira funesta renziana si sarebbe risolta nel solito “much ado about nothing” italico.

Parafrasando John Maxwell, ecco comunque una domanda importante che bisognerebbe fare a Matteo Renzi per capirne di più: “Il deleterio populismo antieuropeo per costruire una nazione da sogno o per costruire il suo sogno usando la nazione per raggiungerlo?”. Francamente a me non servirebbe neppure una risposta, ritengo che da questo punto di vista il renzismo l’abbia già data in questi mesi, in maniera roboante e convincente.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

2 Comments on Quello che il renzismo non dice (161) – Ancora sul populismo antieuropeo governativo stile “disobbedienza civile” di Thoreau e sul nuovo “buco” da quattro miliardi scoperto dalla GDF.

  1. Non mi sento di dare questa lettura, Se ne può dare anche una versione positiva. Solo il tempo deciderà. Concordo però che in Europa noi in particolare, ma anche tutti gli altri abbiamo mandato in Europa ciechi che si lasciano condurre dai burocrati. E’ la vittoria e il dominio dei “tecnici” su chiacchieroni intrisi di banalità, destri o sinistri che siano. E non è male se Renzi fa di fuochi d’artificio.

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    • Quasi mi commuovi Andrea e magari alla tua età credi anche a Babbo Natale… Ma va bene in fondo, diceva Wordsworth che è necessario conservare il bambinello dentro…
      Detto questo: ma da dove pensi che vengano i burocrati europei? Da Marte? E credi che possano prendere decisioni senza riportare all’astronave madre?
      Credi quindi anche che a Palazzo Chigi o in qualsiasi altro palazzo di rappresentanza le statue le possa coprire un qualunque usciere quando gli garba?
      Se credi a tutto questo… ripeto, mi commuovi, conservati così, del resto non è un male.
      Ciao

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