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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Sulla nuova vocazione femminista e anti “Stepchild Adoption” di Formigoni a “Presa Diretta”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

5205125845_097b878f19_zdi Rina Brundu. “È inumano, è inumano... E noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questa schiavizzazione delle donne del terzo mondo da parte dei ricchi occidentali...” così ha parlato Zarat... pardon, Roberto Formigoni questa sera a “Presa Diretta”(Rai1). I temi in discussione erano quelli delle unioni civili, dell’utero surrogato, delle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Nonostante l’ennesima uscita infelice, condita di quell’humus provinciale e omofobico che in sé rende questa nazione una nazione del terzo mondo in materia di diritti civili, fa piacere scoprire tanto “femminismo” in Formigoni. La speranza è che si ricordi di questa sua nuova “vocazione” ogni qualvolta la Chiesa Cattolica propone le sue bigotte manifestazioni anti-altra-metà del cielo, relegando la donna a mero contenitore spermatozoico, a madre di famiglia, a guardana del focolare e cazzi vari….

Passando dal mood faceto a uno più serio, fa davvero specie che si usi “il femminismo” – che è stato ed è battaglia infinita contro le ataviche sopraffazioni perpetrate ai danni del genere femminile soprattutto dai “pulpiti” religiosi sovente difesi da Formigoni – per aggiungere il danno alla beffa. Per predicare contro i diritti dei tanti, contro i diritti dei loro bambini, contro i diritti imprescindibili dell’Essere, contro il diritto all’amore, ad un nucleo familiare valido, qualunque esso sia.

E fa davvero specie che in virtù di simili diseducative predicazioni (non dimentichiamo qui il prezioso contributo del nostro Ministro dell’Interno che mancherà certo di rappresentatività popolare ma non di coraggio quando si tratta di “combattere” simili battaglie), questa nostra nazione sia ancora una volta costretta “between a rock and a crazy place”, vittima impotente del suo razzismo strisciante, di una ignoranza atavica, di una incapacità ormai datata di scuotersi per rialzarsi, in eterno relegata al ruolo di Cenerentola dalla coscienza viva delle sue sorelle maggiori, non solo in Europa.

Ma almeno lasciamo stare il femminismo perché le grandi donne che sono morte per le sue ragioni non meritano tanto!

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