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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Sulla NON libertà di stampa – Ma dov’é l’opposizione?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

corriere2di Nico Grilloni. Il World Press Freedom Index 2015 è l’utile indice che redige una graduatoria della libertà di stampa – che è poi libertà di espressione – nei vari paesi del mondo. Bene, cioè male, poiché dall’ultimo rapporto, come già pubblicato su questo blog, emerge che il paese Italia si trova al 73° posto e anche in “ottima” compagnia: precede il Nicaragua e segue la Moldavia. Dopo tutto che vuoi che sia per un paese che è stato il faro del Rinascimento, che vanta quasi il 75% delle opere d’arte dell’intero orbe terraqueo, che è stato patria di navigatori, di santi, poeti, eroi ed artisti… Ma purtroppo, anche di leccaculi.


Ed è in quest’ultima aggettivazione che va senz’altro ricercata la causa prima dell’indecente, ma meritata posizione che il nostro Paese occupa nella libertà di stampa a livello mondiale.

Si dice che la colpa è di Renzi che ha abilmente preso nelle sue mani le redini dei quotidiani nazionali più prestigiosi e anche delle reti televisive a maggior audience. E concordo. Ma ciò che mi viene difficile da spiegare all’eventuale lettore di queste mie riflessioni è non tanto la strategia renziana che ha portato a questo risultato quanto l’acquiescenza nostra, dell’opinione pubblica in genere. E anche dell’opposizione.

Esemplifico: quando Berlusconi pronunciò a Sofia il famigerato editto bulgaro col quale silurò Michele Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi – tutti e tre poi interdetti dalle reti televisive nazionali – ci fu un dagli al tiranno, un’alzata di scudi, una marea di proteste che si espressero sia tramite la stampa che tramite radio e televisioni. E un po’ tutti eravamo convinti che il Cavaliere, con quell’editto, avesse sorpassato ogni limite di decenza.

Ma Renzi ha fatto di peggio: ha reso possibile (ha propiziato) la sostituzione di direttori responsabili di prestigiose testate: si pensi al Corriere dove a Ferruccio de Bortoli si è preferito il carneade Luciano Fontana e a La Repubblica dove Ezio Mauro è in procinto di far le valigie per lasciare la poltrona a Mario Calabresi. E si pensi alla RAI che secondo le dichiarazioni ante litteram del presidente del Consiglio avrebbe dovuto finalmente svincolarsi dall’influenza dei partiti e che invece adesso si trova sotto la ben più pericolosa, indebita, inappropriata influenza dell’esecutivo. Di quell’esecutivo dove non vibra foglia che Renzi non voglia.

E tutto ciò è accaduto senza che ci si ribellasse, senza che la stampa, l’Ordine dei giornalisti in primis, muovesse dure pubbliche critiche all’operato di questo strano presidente che, nei momenti di lucidità, credo appaia alieno anche a sé stesso. E senza che l’opposizione si desse a qualcosa di più efficace dei rumorosi sbraitamenti brunettiani.

L’opposizione? Ma dov’è? Berlusconi appare sempre più mentalmente confuso e indeciso sul da farsi: solo la Santanchè palesa ancora fiducia nelle sue facoltà di prestigiatore. Ma quanto conta la Santanchè? Come la carta dei due punti di mazze quando la briscola e a spade. Verdini se ne è andato. Alfano è troppo impegnato a rendere sempre più duratura la permanenza sulla poltrona ministeriale. Chi altri c’è? Credo che ogni giorno di più gli italiani pensanti si chiedano dov’è l’opposizione, chi fa opposizione, dove sono quei doverosi contrasti che esaltano la democrazia, quei sistemi di balance senza i quali si precipita verso l’oligarchia. Che in periodi di crisi potrebbe anche accettarsi, sempre comunque per un breve intervallo, ma a condizione di avere un oligarca che non somigli a una macchietta.

E non solo nell’andatura, nel pantalone corto e nel calzino ostentato.

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9 Comments on Sulla NON libertà di stampa – Ma dov’é l’opposizione?

  1. Certamente, concordo, siamo un paese di leccaculo. Il leccaculismo italiano però non deriva – e farebbe grave errore chi lo pensasse – da incapacità o “mollezza” su livelli multipli, piuttosto dall’innata furbizia che fa pari con la nostra indubbia intelligenza. Per la serie, io dico sempre sì ma se mi capita poi te la metto in culo: quanti ne ho conosciuto! E ho conosciuto pure quelli che in culo la ricevevano pensando di essere stimati e soprattutto rispettati… sic.

    Ma sto divagando. La nostra “posizione” nelle graduatorie internazionali è data dal fatto che da tempo ormai i paesi stranieri ci hanno preso le misure: e mentre anche loro dicono di sì… poi quando si tratta di venire al sodo ci frustano (giustamente) e ci relegano tra gli stati canaglia mediatici. Io che renzista non sono di sicuro, aggiungo quindi che lo status-quo non è certamente colpa di Renzi, che lo ha ereditato. Se ha una colpa Renzi, rispetto a questi argomenti, é di avere cavalcato lo status quo e appunto di averla messa in culo agli italiani tanto dolcemente che alcuni pensano ancora che sia la dolce euchessina (se era una supposta, non ricordo).

    Sull’editto berlusconico c’é poco da dire: una madornale cazzata del leader forzista (una delle tante), poi sfruttata a dovere dall’opposizione e dalla so-called intelligentsia (per inciso, quella stessa che in questo periodo renzistico ha rivelato di essere nulla più che una cacca di mosca che offende l’intelletto e le sue mire, altroché!), qualcuno, anzi, in tanti, ci ha comprato la casa al mare…. e ha pianto come la morte di un congiunto la fine del berlusconismo.

    I “cambiamenti” del renzismo si commentano da sé. Ovviamente io non so ciò che è avvenuto nel background ma da lettore (non leggo più quei giornali però)…. mi sono certamente formata delle opinioni su questi cambiamenti al vertice. Avvengono in ogni azienda quando il proprietario o il cda hanno bisogno di prendere in mano la situazione: in quel momento assumono un yes-man è risolvono. Questa è appunto l’idea che mi sono fatta io… fermo restando che nel caso del Corriere si sta mandando a putt… un patrimonio della nazione. O così si raccontava, ormai comincio a pensare che di leggenda si trattasse.

    Sull’Ordine dei Giornalisti non mi esprimo perché sono fresca di visione conferenza stampa di fine anno, perché non mi diverto più con le favole per bambini (per tenere in considerazione il “pensiero” di qualcuno debbo sapere che ha scritto o detto da qualche parte, anche per sbaglio, qualcosa di valido e non mi risulta che qualcuno dell’Ordine lo abbia mai fatto), perché non amo le prese per il culo.. e perché non si deve mai infierire troppo contro chi proprio non ce la fa… non ci arriva.

    L’opposizione in Italia in questo momento? Una bolla di sapone, il Viagra di Renzi. Finché dura…. o giù di lì.

    PS Ritornando al mio primo commento… tu mi riporti in mente i tempi del BDS. Del resto, Rosebud è una tana di bidiessini infiltrati più o meno pentiti… eh eh. Ciao.

  2. L’errore è voler superare a destra Renzi, cioè cercare soluzioni a Renzi nella reazione neofascista o comunque nostalgica di “giullari” natalizi o squadristi a tutto tondo. La soluzione a Renzi è nello spazio che si è svuotato a sinistra e che nessuno occupa per incapacità o debolezza, ma quello spazio è della gente, dei democratici, pertanto è la gente stessa che deve occuparlo, il movimento, non sigle preconfezionate… “Buon anno” (Gaber)

  3. Giancarlo Melis // 2 January 2016 at 11:19 //

    Renzi è l’eredità di Licio Gelli.

  4. Ciao Franco, buon anno (ti ho chiamato in causa perché ormai ti conosco eh eh)… Io penso però che il tuo ragionamento sia incorretto…

    Vedi quello che tu chiami “il povero don Abbondio” secondo i dettami della nostra Costituzione dovrebbe essere l’uomo a cui il popolo italiano concede il diritto di agire per rappresentarlo… quindi un uomo tutto sommato potente, altroché! Di fatto è vero che questo “don Abbondio” è stato messo lì dalla casta per “governarci” alla meglio mentre loro fanno i loro interessi, quindi non ci rappresenta, quindi è distante…

    Detto questo un “don Abbondio” onesto… avrebbe comunque profittato dei suoi “poteri” per fare comunque l’interesse del popolo. Un tal comportamento è quello che ha fatto i grandi leader soprattutto moderni da Gandi a Nelson Mandela a Martin Luther King..

    Il nostro don Abbondio il potere lo ha invece usato per fare passarelle trendy, andare a Google, Machu Picchu, spendere il denaro altrui per viaggi cool in aereo sulle orme dell’Harrison Ford di Air Force One…. Etc etc… Non entriamo poi nella lista dei pecccati gravi perché ci roviniamo il nuovo anno appena iniziato…

    L’unica speranza, ora che siamo soli soletti, è che presto, prestissimo questa gente bistrattata si rivolti, democraticamente, ma si rivolti, lo mandi a casa e possibilemente questa triste esperienza venga tolta dai libri di storia perché i nostri antenati non meritano simil compagnia. Uno dei periodi più imbarazzanti della storia mondiale, e ho detto tutto!
    Ciao

  5. francu pilloni // 2 January 2016 at 14:41 //

    Dopo le cose, tutte intelligenti, che sono state dette qui, io mi sento uno stupido perché, non ostante la logica stringente delle argomentazioni addotte, non mi sono convinto su nulla.
    La prima perplessità rimane quella fondamentale perché non so chi, come e perché si faccia quella classifica sulla libertà di stampa nei paesi del mondo, compresi quelli dove di stampa forse neppure si trova traccia.
    Premetto che per un decennio sono stato il responsabile di un periodico culturale, cosa di poco conto davvero, comunque nessuno mi ha mai detto o fatto capire che avrebbe preferito che sulla rivista si scrivesse questo piuttosto che quello. Eppure, nel nostro minimo della Sardegna dei Baroni, ho avuto firme importanti, almeno da noi, che erano soprattutto “contro”. Certo, non ho avuto contributi dalla Regione-provincia-comune, che regnasse la destra o la sinistra, e questo fu un problema, seppure non quello preponderante. Dunque, se uno vuole, ha la capacità e il coraggio di scrivere quello che pensa, anziché quello che conviene, non è problema di leggi, ma di coscienza del singolo.
    Per trent’anni di filato ho letto Repubblica e Espresso; da vent’anni non li leggo più, da quando sono diventati un partito e le loro opinioni sovrastano i fatti.
    Oggi leggo Il Fatto quotidiano, ma non è che non veda quanto sono partigiani, quanto sono contro comunque, si sono fidanzati con La 7 di Mentana in modo certamente libero, ma suggestivo.
    Si parla male di Renzi comunque, come se prima di lui avessimo avuto Pericle o i fratelli Gracchi: non è chi non veda che sia il meno peggio che ci potesse capitare.
    Come si fa a dire certe cose della Rai di oggi, se abbiamo avuto Minzolini a capo del TG1, la segretaria di Berlusconi facente funzioni di ad? Ce ne siamo già dimenticati?
    Si afferma che le maggiori testate televisive sono in mano a Renzi? Ma ha fatto un’OPA su Mediaset?
    Ora, si capisce che non sono un pivello e ho la memoria lunga: in sintonia con quanto dice Luceri, chi fu a regalare le floride banche di stato ai soliti privati? Chi fu a regalare la Telecom a pochi amici che col 6% del capitale esprimevano presidente, ad, e la maggioranza del cda?
    Chi fu che impedì a Franco Bernabé di porre un ostacolo alla scalata ostile di Telecom da parte di Colannino, impedendo la partecipazione all’Assemblea straordinaria del 30% delle azioni in mano allo stato? Il governo di allora, certamente: il Presidente D’Alema, il ministro all’industria Bersani.
    Chi è stato che aveva concesso alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna di entrare come cassiere della Regione Sarda, quando prima c’era il Banco di Sardegna, di proprietà della Regione stessa e comunque pubblica? Chi vendette Il Banco di Sardegna alla Banca Popolare dell’E. R., pur essendo il Baco più grosso e più solido della Popolare?
    Ora chiudo, non nascondendo il fatto che alle politiche votai per il M5S: come faccio a fidarmi oggi di quella gente?

  6. francu pilloni // 2 January 2016 at 17:16 //

    Come ho scritto prima, condivido in larga parte. Ma tu sei troppo pessimista mentre io, che sono più vecchio, lascio sempre una porticina accostata.
    Ora chiedo, a te che sei di gran lunga più addentro di me nelle secrete cose, questo andazzo riguarda solamente l’Italia?

  7. Ciao Francu, io non ti ho ancora risposto ti ha risposto Luceri. Ora ci provo anche io. Ti chiedi come si scrive una classifica della libertà di stampa? Ti faccio un esempio io che ho vissuto tutto la mia vita fuori dall’Italia e che da quando sono tornata qui la mancanza di quella libertà la sento sulla pelle…. La classifica si scrive guardando a quanto, tra le altre cose, la politica fa telegiornale… fa marchetta tv…. a quanto la politica la fa la Chiesa intervenendo nelle cose delle Stato… la classifica si fa guardando a quanto i grandi “giornali” di un paese fanno pubblicità al governo. Nel mio piccolo su questo sito io ho riportato decine e decine di pagine di lenzuoli renziani pubblicati sul Corsera…. non su L’Eco di Bergamo di Sotto del Corsera… quello che era un tempo il giornale più prestigioso di questa nazione e ne aveva raccontato la storia. Tu credi che tutto questo sia normale? Beh se lo credi trasferisciti più a nord e vedrai che non è normale. Da noi a Dublino i telegiornali sono una semplice relazione della cronaca e di qualche fatto politico importante senza prese di posizioni o interventi di questo o dell’altro… Non c’é verso che la chiesa possa dettare legge alle sedi dei giornali o alle tv e neppure i politici… Cameron decadebbre come una farfallina schiacciata: questa è la libertà che qui manca!!

    Conoscevo Paraulas il tuo giornale, non l’ho dimenticato, distribuiva in tutta la Sardegna, lo ricordo ma non ricordo neppure nessuna polemica politica in cui sia stato coinvolto (mia ignoranza naturalmente)… In ogni caso nessuno te l’avrebbe bloccato… non è così che si fa la censura… la censura si fa in altri modi. Per esempio ti posso dire come si fa in Rete… aprendo o spegnendo dati rubinetti di accesso-visitatori a seconda dell’argomento del pezzo, non della validità del suo contenuto. Noi dobbiamo ringraziare Google e WordPress se in qualche modo possiamo evitare le maglie del leccaculismo politico italico, nessun altro!

    La Rai in mano a Renzi? Il Corriere in mano a Renzi? Grande sciocchezza!! Renzi è il mezzo attraverso il quale i poteri che hanno tenuto sempre in mano questo paese agiscono, incluso lo stesso Berlusconi che infatti fa una opposizione dello schermo direbbe Dante o giù di lì. Renzi è quella grande sciagura che non ha permesso il cambiamento quando avremmo dovuto farlo ma per fortuna è pure quella grande incapacità di leadership che permetterà a questo paese di rinascere alle prossime elezioni. Ricominciare. Avere una speranza diversa.

    Hai votato M5S alle scorse elezioni? L’ho sempre detto che sei persona più intelligente e in gamba di me! Io purtroppo non votai come non ho mai votato, ma se dovessi tornare indietro questa volta farei proprio ciò che hai fatto tu. E in merito ai tuoi dubbi sul fatto che il M5S non sia in grado di governarci posto qua sotto quanto già detto al professor Montonato in calce a un suo articolo. Ciao.
    —-
    Gentile professore, grazie per il suo commento. Le confesso che questi discorsi li ho già sentiti, li facevo anche io tempo fa, ora non li faccio più. Per alcuni motivi.

    Di fatto, facendo simili discorsi si sta insinuando:

    1) Che il politico deve essere un politico di professione. Quindi la casta – anche pd – che ha depauperato il paese per decenni è comunque meglio perché nel tempo ha imparato il mestiere…

    2) Che il cittadino normale – perché il M5S elegge cittadini normali che non faranno della politica una carriera a vita – come lei, come me, sia in dato modo incapacitato a fare quello che fa la casta, che abbia meno capacità intellettuale (o forse si vuole intendere più vergogna nel rubare?)…

    3) Che l’esempio di questo governo – dove le ricordo che c’é un ministro della salute senza laurea – sia un esempio del saper-fare da imitare…

    4) Che l’esempio di questo governo dove – sondaggi alla mano – c’é una delle più importanti cariche dello
    Stato, tale è il ministro dell’Interno, senza una rappresentatività elettorale, sia un modello da imitare…

    5) Che per una qualsiasi ragione –incomprensibile – gli esperti tecnici che convoca questo governo per dargli una mano, siano meno validi di quelli che porterebbe un governo del m5S….

    Io penso che queste siano tutte boiate, mi perdoni. Io penso che un governo pentastellato assicurerebbe prima di tutto una ripartenza da altre basi, sarebbe un fare piazza pulita, un nuovo modo moderno e coerente di governare e io sono certa che qualora il movimento andasse al governo difenderebbe il nostro interesse nazionale su tutti i livelli. A questo tipo di governo noi dovremmo dare una mano, anche portando pazienza, mettendogli a disposizione le migliori risorse umane e tecniche per il paese e facendo forza-paris per il meglio…

    Non certo difendendo gli interessi datati della casta: io non salgo in macchina con un furbetto trendy che so mi butterebbe dall’auto che mi ha rubato qualora gli facesse comodo.

    https://rinabrundu.com/2015/12/27/litalia-un-paese-sospeso-e-sullautocensura-del-giornalismo-italiano/

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