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8 dicembre: The New York Times e il Corsera vespiano versione Porte Aperte a confronto

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

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tnytcorriereSerie Senza Parole… o là, dove va a morire il giornalismo….

(cliccare sulle immagini per meglio visualizzare le Home dei due giornali)

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5 Comments on 8 dicembre: The New York Times e il Corsera vespiano versione Porte Aperte a confronto

  1. Per un dato senso del pudore giornalistico non ho inserito tutti gli screenshot del corriere.it che dettagliano sulla porta aperta in vaticano, con infinite esegesi di dotti commentatori e il solito omaggio alla casta….
    La domanda che sorge spontanea é: ma cosa ha fatto questo paese per meritare un tal giornalismo?
    Se qualcuno ha una risposta la invii per favore, è qualcosa di fantastico!

  2. attilio cece // 9 December 2015 at 11:13 //

    non è quello che si è fatto…… ma quello che NON abbiamo fatto…………

    • Concordo Attilio. Certo che per chi guarda con gli occhi di uno straniero è qualcosa di straordinario.

      Di fatto quasi nessun giornale straniero ha dato nota di questa cosa, men che meno in prima.

      Ma passi pure (si fa per dire, ma è gravissimo), la sfilata delle autorità italiane (ovvero di un paese laico) in Vaticano (diciamo che è per una questione di buon vicinato e “culturale” o pseudo tale), ma come è possibile che i giornali, i telegiornali e gli organi di notizie, che dovrebbero essere la culla della nostra intellettualità dedichino pagine e pagine ad un simile evento? Senza voler trovare il pelo nell’uovo (perché ne avrei da dire, incluso l’elemento didattico assente e diseducativo presente), che fiducia si può avere nella capacità di gestire il razionale di queste menti? Tu ci vai da un dottore che fa lo sciamano? No, vero? Perché debbo sorbirmene le news….

      Da parte mia debbo le mie scuse ai film di Al Pacino e americani in generale, nonché a Dan Brown: l’Italia è davvero il paese che presentano e che sovente raccontano mostrando semplicemente una vespa e un prete o una suora che passano per strada… Di fatto questo siamo agli occhi del mondo e questo siamo in realtà, con buona pace dei tanti scienziati italiani e dei grandi che si sono battuti (pagando sovente con la vita) per dare ai loro posteri un paese migliore.

      C’é da mettersi a piangere se non fosse anche l’umiliazione che si prova nei confronti dei nostri amici stranieri che giustamente ci snobbano ridendo sotto i baffi: non lo faremmo anche noi?
      Sic.

  3. Mi correggo… non lo facciamo anche noi quando guardiamo ai paesi islamici, quando osserviamo come si inchinano tutti nelle moschee e nessuno osa fare una critica alla religione? Ecco, anche noi siamo un paese teocratico… sovente per interesse. Sic.

  4. Ultimo commento ma doveroso. Ho notato che oggi la home del Corsera ha velocemente ritirato tutta la paccotiglia di ieri, esegesi comprese. Debbono essersi resi conto… speriamo di avere contribuito in qualche modo, chi lo sa, le vie della Rete sono infinite. Regards. RB

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