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Sul Partito del Presepe. Meloni “Noi non siamo uno Stato laico!”. Travaglio s’illumina su Salvini ma soccombe a “Otto e mezzo” sulla battaglia fondamentalista. E sul “pupazzo delle lobby”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Sarà mica Partito del Presepe Europeo?

di Rina Brundu. “Cosa penso di Salvini?” ha chiesto un retorico Marco Travaglio a Lillli Gruber durante l’odierna puntata di “Otto e mezzo” (La7). “Penso che almeno Bossi una cosa sensata la diceva di tanto in tanto, Salvini mai! Il che significa che è un imbroglione, che sta imbrogliando gli elettori e auguro a Giorgia Meloni un miglior compagno di avventura...”.

Come dargli torto? Purtroppo però stava parlando a quella stessa Meloni che poco prima lo aveva brillantemente messo all’angolo mentre si discuteva del nefasto Affaire-Rozzano. Di fatto la leader di Fratelli d’Italia ha continuato per tutto il tempo a “trattare” la questione con grande abilità politica, ponendo e riponendo l’accento su quello che per lei era il focus su cui concentrare l’attenzione, ovvero l’identità culturale da difendere. E tanto ha fatto e tanto ha detto che è infine esplosa con la perla to-remember “No, noi non siamo uno Stato laico!”.

Ma qui, Travaglio, che non era partito neppure male – che é stato l’unico giornalista a ricordare che a scuola si insegnano “altre materie” e non presepiologia, nonché a far notare la recente ondata di politicamente-sospette conversioni al cristianesimo praticato – ha mancato di cazziare la Meloni sull’ovvio: “Noi siamo uno Stato laico, Giorgia!”. Ed è sbagliato finanche dire – come sostiene la Meloni – che la nostra cultura si identifica solamente con quell’immagine (i.e. il presepio), perché la nostra grande cultura moderna occidentale deriva soprattutto dalla tradizione greca classica, dall’umanesimo e dalle idee illuministiche più ispirate, laddove è costato sovente lacrime e sangue difenderle queste idee dalle grinfie del cristianesimo oscurantista più ortodosso.

Riassumendo, peccato di omissione per Marco Travaglio e uno a zero per la Meloni: altro che Boschi! Senza considerare che poco prima costei se n’era uscita con l’unica verità rivelata che di questi tempi mette tutti d’accordo, laici e credenti: Renzi? Un pupazzo delle lobby!

Ma dove sono quelli di politico.eu quando servono?

O del nuovo partito italico del Presepe! Sic!

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