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Esclusivo – Dopo l’intervento a “La Gabbia” del Giulietto Chiesa russocentrico che invoca l’uscita dell’Italia dalla Nato, il dubbio arcano del mese di novembre 2015.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

450px-2013-04-25_Giulietto_ChiesaMa perché Renzi continua a spendere e a spandere denaro pubblico in forma di bonus per comprare i voti dei futuri diciottenni, quando Giulietto Chiesa glieli procura a gratis? Ah, saperlo!

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9 Comments on Esclusivo – Dopo l’intervento a “La Gabbia” del Giulietto Chiesa russocentrico che invoca l’uscita dell’Italia dalla Nato, il dubbio arcano del mese di novembre 2015.

  1. francu pilloni // 26 November 2015 at 11:04 //

    Eppure quella trasmissione fa parte di quel “giornalismo d’assalto” a cui sei vicina. O non è così?
    A uno con quella faccia, parlo del conduttore, non gli affiderei neppure il merlo indiano.
    Ricordi le insistenti domande di quell’altra giovine giornalista d’assalto al sindaco di firenze sulle cene di Renzi-sindaco?
    Le risposte le ha date ieri la Corte dei Conti.
    E sì che tutto era partito da un’intervista al Fatto Quotidiano da parte di un oste a cui non pareva vero farsi pubblicità gratuita nel dire che alla sua osteria ci andava Renzi, la Moglie e anche San Giuseppe e la Madonna incinta.
    Fossero rimasti a Firenze anziché intestardirsi per arrivare a Betlem!

    • Caro Franco,
      Io non sono vicina ad alcun giornalismo ma certamente ho una mia idea di come debba essere il giornalismo.
      In merito al parere della Corte dei Conti, quello va rispettato… tuttavia, proprio in virtù del giornalismo che preferisco, e come si fa in qualsiasi nazione democratica, io sto ancora aspettando di vedere quelli scontrini online e farmi una idea di mio.
      Immagino tu no, da buon renzista stai sicuramente aspettando un nuovo bonus… che immagino possa essere per i commentatori d’assalto… e che non tarderà a venire… A pagarlo naturalmente ci penseranno i nostri figlil e i nostri nipoti. Immagino il loro dubbio amletico: una badante per mammà e papà o paghiamo il bonus che un secolo fa promise Renzi…
      Quisquilie, pinzillachere…
      Saludos

      • francu pilloni // 26 November 2015 at 12:17 //

        Mi pare di capire che tu immagini molto, anche troppo direi. Sia sul fatto che io sia renzista, e se lo fossi non sarebbe un titolo di disonore, né che sto aspettando un altro bonus. Io non ho avuto alcun bonus e non me ne aspetto, sai bene che ho di che vivere, indipendentemente da chi siede a Palazzo Chigi.
        Ma per stare al giornalismo d’assalto, che certo fa rumore, ma stordisce prima chi lo fa, ragioni in modo a dir poco discutibile, perché sei convinta, e non si capisce in base a quale informazione diretta, che quando verranno fuori gli scontrini, bene, avranno ragione chi s’immagina quello per il quale attualmente non esiste una base solida per piantare l’immaginario.
        Insomma, dopo ogni fatto acclarato, ci sta sempre lo spazio per immaginarsi quel che ci piacerebbe che fosse?
        Vedi un poco tu, che citi i nostri figli e i nostri nipoti come Salvini, proprio a sproposito.
        Che io commenti come e ciò che mi va, come fai a rinfacciarmelo, se è esattamente lo spazio che tu hai creduto opportuno riservare per te? Sei diventata un porcospino che punge chiunque gli stia vicino?

  2. A me pare di capire che tu ti aggrappi alla semantica per non guardare ai fatti….
    Intanto… certo… lo sai bene che su Rosebud si punge, a volte lo faccio io, a volte lo fai tu, dentro il limite va benissimo….
    Però su una cosa hai ragione: io sono convintissima che se quelli scontrini venissero fuori ci sarebbe da discutere, e non solo i suoi, ma ci sarebbe da discutere su quelli di quasi tutti gli amministratori italiani. Senza tirare in ballo il giornalismo d’assalto…. io ti dico che se fossi il sindaco di un qualsiasi posto, primo io non vorrei la carta di credito… secondo, tutto ciò che spendo sarebbe online un secondo dopo il pagamento… perché così si fa con i soldi altrui, così fanno gli onesti….
    Noi però – oltre ad essere nel paese in cui si massacra l’impresa per pagare gli scontrini della casta – siamo pure il paese dove il metodo onesto è contestato… esattamente come stai facendo tu.
    Perché lo faccia non mi è chiaro ma non è questa la tipologia di paese che amo io….

  3. francu pilloni // 26 November 2015 at 19:56 //

    Non che ci badino in molti qui da noi, ma fra onestà e legalità una qualche differenza esiste. Con alcune conseguenze dialettiche che non sto a dire.
    Mi fai ridere, e anche tanto, quando ti esprimi sulla tipologia di paese che ami.
    In realtà ami ciò che non esiste e non è mai esistito da nessuna parte al mondo e poi, ma ci pensi?, come faresti a vivere in un mondo monotono e prevedibile che ti rendesse impossibile, o almeno improbabile, ogni fantasia da giornalista d’assalto?
    Già ti vedo a sbadigliare, a parlare dell’erba che cresce, dell’erba che ingiallisce, del’erba che muore, delle erbe che non sono più quelle di una volta, … ma perché sputi sul piatto ove mangi, se vivi solo per raccontare le malefatte dei malfattori e gli improbabili lampi di genio della vecchiaia di Pittau?

  4. A me più che ridere fai piangere… Ma non eri tu che dicevi che tuo padre era stato minatore? Credi che sarebbe felice di sentire che parli così? Mio padre non ha fatto il minatore ma ha fatto un lavoro duro comunque: oggidì i calli sulle sue mani – anche in ricordo di quale è sempre stato il suo concetto di onestà – sono gioielli che se potessi mi appenderei sugli abiti mentre esco di casa, io che i gioielli non li amo tanto.

    E sempre in virtù di quei suoi insegnamenti, ora che è anziano io considero un onore fare una qualsiasi cosa per lui e mi dispiace solo di non poter fare di più. Mio padre è esempio plastico del paese che amo… e tel lo dico da persona che in vita sua ha potuto fin da subito dopo la laurea lavorare a contatto dei manager che cambiavano il mondo al tempo del primo boom tecnico… Te lo dice una che ha visto come vengono fatti soldi, che ha visto quella merda in faccia, mentre il nostro premier giocava con Mike Buongiorno io dovevo lavorare…

    Come sai bene non mi mi mancano gli skills linguistici a tutto tondo e le sottigliezze tra onestà e legalità te le potrei dettagliare in varie lingue, ma mi rifiuto di fare questo gioco stile vecchio politichese che porta a nulla. Non ci può essere legalità in un paese se non esiste prima l’onestà negli uomini e le donne che lo abitano.. E purtroppo, come ben sappiamo, come ben ci ha raccontato il grande Machiavelli in maniera mirabile, le tentazione degli uomini e delle donne non sono poche…. specie quando trattano il denaro altrui. Per questo noi dobbiamo vigilare inflessibili, per questo serve il giornalismo dalla schiena dritta (o similtale), per tutto questo il politichese non c’azzecca (direbbe qualcuno) niente con questi discorsi… E per questo i tuoi discorsi a difesa dell’indifendibile non hanno senso… ma vedi tu.

    PS Ti pregherei di lasciare fuori da questi scambi chi non ti cerca, non c’é e non si può difendere. Minima cortesia. Grazie

    • francu pilloni // 27 November 2015 at 10:35 //

      Con la sincerità di cui sono capace, cara Rina, ti confesso che sentirti dire le cose che hai detto mi ha dato l’impressione di parlare con una integralista.
      Ad ogni risposta cambi argomento, dai per certo ciò che io penso su argomenti che stai portando nuovi, mi fai la predica sui calli e sulle fatiche paterne.
      Se mio padre potesse vedere ciò che ho fatto della mia vita, sarebbe contento come quando era in vita, perché ero il suo orgoglio. Come sai, ho lasciato il mio posto di comando nel sindacato quando non avevo ancora 60 anni e una carriera aperta ai vertici regionali prima, a quelli nazionali di conseguenza. Perché credi che l’abbia fatto?
      E tu come cavolo fai a pensarti le cose?
      Mi accusi di parlare di politichese? Ma ti rendi conto? Non riesci ad uscire dal solito blablabla dei soldi sporchi dei capitalisti e delle minchiate varie delle avanguardie post-comuniste. Non ti s’addice, perché su quelle hanno già messo l’opzione i figli giovani della borghesia agiata e affarista, mentre tu, come me, sei uscita dalle famiglie oneste, ma modeste. Non possiamo mischiare le puledre con le volpi, come dice un detto sardo.
      Quanto ai concetti di onestà e legalità, non ho intenzione di insegnarti nulla: te li ho richiamati per ricordarti che non sono sinonimi, almeno in italiano, e a poco serve pronunciarli in lingue diverse se non hai presente la differenza. Se io vado a caccia e ammazzo una lepre quando il calendario proibisce questa selvaggina, ho commesso una illegalità, ma non sono lì per lì un disonesto. Se invece tu rovesci al contrario un discorso che io faccio, è un atto di disonestà intellettuale, ma non hai commesso una illegalità. Se un sindaco spende i soldi per cene che non sono utili ai fini che la comunità si è proposta, forse non è illegale, ma certo appare poco onesto. Al contrario, se la cena è utile per i fini di cui abbiamo detto, ma c’infila pure qualche invitato da cui ottenere favori personali, forse non è illegale, ma certamente non è del tutto onesto.
      Voglio dire che i confini tra ciò che è onesto e ciò che è semplicemente legale non combaciano quasi mai. Salvo nel Paese che tu hai in mente, con la riserva che tutti però dovrebbero avere la stessa idea di onestà, le cui regole non le ho ancora viste scritte da nessuna parte. Con lo sconforto che variano da luogo a luogo, da stagione a stagione.
      Io di questi sogni non ne ho mai fatto. Neanche da adolescente.

      • Ahhhhhhhhhhhhh, sindacalisti!
        No, no, io parlavo di onesta’ e lavoro che da dove vengo io declinano tutti allo stesso modo. Linguisticamente parlando, significato univoco. Eccezione.

        Rgs

  5. Ti prego anche… se puoi evita di cazziarmi o di attaccarti alla definizione di “giornalismo dalla schiena dritta” applicato al giornalismo italiano… Sappiamo entrambi dove stiamo a questo proposito…

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