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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Sulla Sindrome mediatico-provinciale che ha portato la RAI a sborsare 24 mila Euro per l’intervista a Yanis Varoufakis Mentos Cool e sul perché quei soldi li dovrebbe restituire Fabio Fazio.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

untitleddi Rina Brundu. Tempo fa, in calce a un commento sulla partecipazione dell’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis alla trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” (Rai 3), chiudevo in modo ironico chiedendomi “Quanto è costata questa epocale partecipazione al contribuente italiano? Ah, saperlo!”. Ebbene, oggi lo sappiamo: il signor Rossi avrebbe sborsato circa 24.000 Euro. A svelare l’arcano è stato nientepocodimeno che lo stesso infaticabile Varoufakis che sul suo sito ha pubblicato il dettaglio dei pagamenti ricevuti per le varie “ospitate”  trendy in risposta alle accuse mossegli dalla stampa inglese.

Secondo me, almeno per quanto ci riguarda, lo scandalo sta proprio qui: perché l’abbonato RAI è venuto a sapere della pecunia che ha sborsato solo grazie all’umor pellegrino e birbantello del forever young ex ministro delle finanze greco trombato in sede comunitaria? Perché questi dati non sono stati resi pubblici il giorno dopo la messa in onda di quella trasmissione? Perché i dirigenti  che hanno autorizzato questo pagamento sono ancora seduti al loro posto?

In verità le domande che sorgono spontanee sono anche altre ma la stizza che suscitano in virtù del loro essere destinate a restare senza risposta ad infinitum arriva comunque seconda davanti all’ennesimo sconcerto procurato dalla nostra incurabile Sindrome mediatico-provinciale. Di fatto quei 24.000 Euro io li farei restituire direttamente al conduttore Fabio Fazio perché la colpa del “malfatto” è proprio sua e della filosofia spicciola e retorica che fa vivere il suo programma. Un programma, “Che tempo che fa”, che seguo anche io quando posso per i tanti interventi validi che lo fanno vivere, ma che ha in una sorta di ideale colonna sonora stile “Quattro amici post-sessantottini al bar” il suo vero punto debole. Conserva insomma una mancanza di serietà di fondo che non può essere certamente compensata dall’arrivo in studio dell’ospite trendy del momento soprattutto quando costui non ha né arte né parte e questo Fazio e i suoi dirigenti dovrebbero capirlo perché l’età della pubertà l’hanno passata da un pezzo. Di sicuro questo concetto pregnante l’hanno chiaro in quel della BBC, dato che la televisione britannica non ha sborsato un solo centesimo per avere in studio il pimpante Varoufakis e il viaggio in aereo gliel’ha fatto fare in Economy.

E poi a voglia dire che l’Italia sta ripartendo: da dove? Dagli sprechi continuati e senza senso del denaro pubblico? Been there, done that!

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