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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (142) – Sul valore diseducativo del renzismo smargiasso e sul vizietto di confondere il destino dell’Italia con quello del governo. Dell’era edenica delle promesse pazze e sui recenti “discorsi” di Monti e Fini.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Nel suo ennesimo viaggio a confini del mondo, boldly going là dove nessun Presidente del Consiglio italiano has been before, Matteo Renzi l’ha ribadito una volta ancora e l’ennesima circonlocuzione retorica utilizzata leggeva più o meno così: “A dispetto dei gufi c’é una Italia che produce, c’é una Italia che lavora e va avanti”. Verissimo! Come dargli torto? C’è una Italia che produce, che lavora onestamente e va avanti, ma tutto si può dire tranne che quell’Italia sia un’Italia che faccia equazione con quella renzista.

In realtà quell’Italia di cui parla il leader di un renzismo diseducativo, votato al dandismo, allo yuppismo, all’arte smargiassa, al vampirismo politico, al ghepardismo, alieno al concetto stesso di lavoro, di sacrificio personale e collettivo, è distante anni luce dalla filosofia renzista….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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